Agricoltura: orticoltura tradizionale importante patrimonio

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La comunità di Castelnuovo del Friuli custodisce un patrimonio importante non solo per il Friuli Venezia Giulia, ma per l\’intera civiltà contadina. Custodisce infatti, negli orti tradizionali e negli appezzamenti familiari che ancora vengono lavorati nella zona, la ricchezza unica costituita da sementi, essenze arboree frutticole, e varietà orticole altrove, invece, disperse dal tempo e dalla desuetudine alla coltivazione. E' quanto afferma l'assessore regionale alle Risorse rurali, agroalimentari e forestali Claudio Violino a commento della giornata di festa, ma anche di approfondimento, intitolata 'Il gno ort' (Il mio orto), svoltasi nell'occasione della sesta Mostra-concorso regionale delle varietà orticole e frutticole degli orti di casa, svoltasi a Costa di Castelnuovo del Friuli. "Nella zona considerata, infatti – aggiunge Violino – è stato mantenuto un patrimonio genetico vegetale che nel resto della regione invece è andato disperso". "Si tratta – secondo l'assessore – di riscoprire e valorizzare queste peculiarità derivate dal lavoro, dalle origini, dalle radici della nostra gente, e trarne profitto per restituire redditività all'attività rurale locale".

Non solo, per Violino il patrimonio vegetale per uso alimentare racchiuso a Castelnuovo del Friuli costituisce una base identitaria ineludibile nell'evoluzione dell'agricoltura del Friuli Venezia Giulia. Questa piccola realtà rurale della Pedemontana pordenonese, ha aggiunto l'assessore, costituisce un microcosmo di sapori e specificità che deve trovare necessariamente sbocco nei 'farmer market', come nei mercati ortofrutticoli a vendita diretta. Lo stesso evento 'Il gno ort', che si sta consolidando negli anni, rappresenta un appuntamento 'Tipicamente Friulano' in quando fa rivivere e rilancia tradizioni caposaldo della nostra agricoltura e dell'economia locale.
Al centro del dibattito di cultura del territorio che si è sviluppato in occasione della manifestazione 'Il gno ort', c'era in particolare la commercializzazione della Cipolla Rosa della Val Cosa. Un ortaggio particolarmente apprezzato in cucina perché dolce e scarsamente piccante, oggetto di uno studio realizzato dall'Istituto Agrario di Spilimbergo in collaborazione con l'ERSA. Nel contempo, da parte di Giorgio Leonarduzzi, vicepresidente dell'Associazione Le Rivindicules, Renato Muzzatti, dell'I.T.Agrario di Spilimbergo, e Piero Susmel, dell'Università di Udine, è stata ribadita l'importanza della lavorazione degli orti, sia per la valorizzazione del territorio e delle tradizioni, che quale concretato elemento di sviluppo della piccola economia locale.

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