Tolentino: Poltrona Frau, tavolo istituzionale per bloccare la delocalizzazione

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La Provincia di Macerata ha deciso di istituire un “tavolo” provinciale che affronti la questione della Poltrona Frau, e contestualmente coinvolgere anche livelli istituzionali nazionali nell’azione di contrasto alla delocalizzazione di ogni reparto o fase di lavorazione. A spiegarne i motivi è lo stesso presidente dell’Amministrazione provinciale, Antonio Pettinari, che ha ricevuto l’assenso e l’appoggio alla propria azione sia da parte dei rappresentanti dei lavoratori, sia dei rappresentanti dei datori di lavoro artigiani, preoccupate per la sorte delle aziende terziste.

“Poltrana Frau – sottolinea Pettinari – è un’azienda leader italiana che in tutto il mondo rappresenta il meglio del nostro Paese. Se essa oggi è arrivata ad essere quello che rappresenta in termini di made in Italy lo deve ad un imprenditore maceratese illuminato come Franco Moschini che cinquant’anni fa ebbe il coraggio di rilevarne il marchio e far rinascere a Tolentino una produzione che si era ormai spenta. Questo è stato possibile grazie alle forze imprenditoriali maceratesi, ma soprattutto grazie alla professionalità e maestria di tanti lavoratori di Tolentino e dell’interland che hanno ‘prestato’ all’industria di poltrone e divani quella capacità artigianale che solamente nelle ‘botteghe’ locali si è tramandata per decenni. La Provincia e tutte le istituzioni maceratesi non possono oggi permettere che quanto è stato costruito venga distrutto in nome di logiche di profitto che tendono a disumanizzare il lavoro”.

Entro la prossima settimana si riuniranno tutti insieme in Provincia organizzazioni sindacali, associazioni artigiane, Camera di commercio, Comune di Tolentino per avanzare anche proposte operative in grado di contrastare nell’immediato la decisione di Poltrona Frau di delocalizzare in Romania la fase di cucitura affidata attualmente a 24 aziende artigiane terziste del distretto pellettiero di Tolentino.

Decisione che – al di là della preoccupazione per i circa cento posti di lavoro su cui va ad incidere negativamente e che debbono essere assolutamente salvaguardati – viene vista con preoccupazione in quanto essa “rompe” una filiera costruita da generazioni di lavoratori e che oggi è patrimonio della comunità tolentinate e maceratese.

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