Cooperazione: Molinaro, crisi economica non fermi lo sviluppo del settore

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Il tema della disponibilità di risorse per il futuro del settore della cooperazione sociale è reale, e deve essere affrontato considerando le dinamiche con le quali evolve la nostra società e soprattutto l\’economia, ma non deve fermare la crescita del settore. Questa la riflessione conclusiva dell\’assessore regionale a Istruzione, Università, Ricerca, Famiglia e Cooperazione Roberto Molinaro al convegno \”Cooperative sociali: luoghi di responsabilità e innovazione\”, svoltosi stamani nell\’ambito dell\’assemblea regionale di Federsolidarietà Friuli Venezia Giulia, a Fiumicello nel Teatro Bison.
Si è trattato di un'occasione di ampia riflessione sul presente, ma in particolare sul futuro delle cooperative sociali, per gran parte legato ai programmi della pubblica amministrazione. Ma sono state altresì enunciate le esperienze positive vissute in una Regione che per quanto attiene alle politiche del welfare è precorritrice e vanta una lunga esperienza. Per Molinaro, a fronte della situazione attuale non bisogna tralasciare le possibilità di sviluppo della cooperazione sociale, plausibili soprattutto attraverso il recupero della dimensione della partecipazione, che assieme alla solidarietà rappresenta l'essenza del movimento cooperativistico. Secondo Molinaro "in una società nella quale non è presente il sentimento della solidarietà, non vi può esistere la coesione sociale. La quale a sua volta rappresenta un requisito essenziale dello sviluppo di una comunità".
L'assessore ha poi ricordato che la Regione, in quanto autonoma, ha competenza primaria nel settore del welfare, nel quale ha già speso misure adeguate a fronte della crisi, per esempio con i Piani di zona. Mentre la possibilità di accedere anche in futuro agli aiuti del FSE-Fondo Sociale Europeo consentirà al Friuli Venezia Giulia di operare progettualità nel settore; settore che ha tenuto nella crisi se si considera che nel suo ambito sono aumentati i posti di lavoro. E ciò anche grazie, per esempio, alle politiche della Regione per l'infanzia. Ma per Molinaro vi sono altri contesti nei quali la cooperazione può puntare ad acquisire nuovi spazi di redditività. Come quello della famiglia: tra breve, ha anticipato l'assessore, sarà presentata una serie di interventi a favore dei progetti di coesione sociale, proposti da almeno cinque famiglie riunite in forma associata o cooperativa.
Anche nella fascia sociale dei giovani le cooperative del settore considerato possono, per Molinaro, trovare nuovi spazi operativi. È infatti un contesto, quello dei giovani, che può essere maggiormente considerato dalle progettualità delle cooperative sociali. Così come si possono progettare iniziative rivolte al mondo migratorio; o agire nell'ambito della progettazione sociale e condivisa, che può rispondere alla necessità di stimolare la partecipazione della comunità e la coesione sociale, offrendo nel contempo vantaggi al territorio. Il convegno, moderato da Luca Fontana della cooperativa Thiel, introdotto dai saluti del sindaco di Fiumicello Enrico Scridel, della presidente regionale di Federsolidarietà Giuliana Colussi, di Franco Bosio presidente di Confcooperative FVG, e di Silvana Romano dell'ANCI-Federsanità, si è articolato tra l'analisi del ruolo delle cooperative sociali sullo scenario europeo, svolta dal presidente nazionale di Federsolidarietà Giuseppe Guerrini; l'esame del processo innovativo delle cooperative tra il territorio e la comunità, analizzato da Luca Fazzi, dell'Università di Trento; e la specificazione di quattro cosiddette 'best practices' (esperienze virtuose) nelle relazioni tra la cooperazione sociale e la Pubblica Amministrazione. In particolare, quelle vissute nel centro ippico Preval, nella rete integrata di funzione pubblica del Comune di Casarsa, dalla Fabbricotta di Udine, e tra l'Amministrazione Pubblica e la cooperazione sociale triestina.

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