Timbro digitale, San Giovanni Lupatoto è il primo comune nel Veneto ad usarlo

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Presentata in prefettura a Verona la rivoluzione informatica dei certificati pubblici. Una mascherina grigia contiene tutti i dati del documento, quelli personali, la firma digitale e non può essere contraffatta.
Sulla confenzione della pasta c'è il codice a barre. Sul certificato di residente che rilascia il Comune c'è il timbro digitale, evoluzione sia del codice a barre – a lettura verticale – sia della firma digitale, che il timbro non elimina ma ingloba in sé. San Giovanni Lupatato è il primo comune veneto a dotarsi di questo nuovo strumento informatico che permetterà di avere certificati autentici senza muoversi da casa e «trasportabili» da un posto all'altro semplicemente memorizzandoli su una chiavetta. E il gioco è fatto. San Giovanni Lupatato sperimenterà il timbro digitale per un anno, ma è più che probabile che si tratti di una sperimentazione che passerà automaticamente a rigore e non solo in questo Comune ma, via via, nella stragrande maggioranza degli enti locali, nonché in altri uffici pubblici, in modo da creare una rete unificata e compatibile tra i vari punti di emissione e ricezione di certificati. Questo si augurava ieri mattina il prefetto Perla Stancari, alla presentazione dell'innovazione, in qualità di rappresentante del Governo – e con il placet del ministero dell'Interno – con il quale il Comune ha siglato una convenzione per l'adozione dei certificati anagrafici e di Stato civile autenticati elettronicamente. «Speriamo che altri Comuni seguano l'esempio di San Giovanni», ha detto il prefetto Stancari, «perché è un sistema di semplificazione dai tempi rapidi, che va a vantaggio dei cittadini». L'obiettivo ultimo, naturalmente, è abolire il certificato di carta e con esso la necessità di andarlo a ritirare ad uno sportello per poi esibirlo, sempre a mano, ad un altro sportello ancora o a un privato e a una impresa. Il timbro digitale non è altro che una barra grigia in fondo al certificato che contiene tutti i dati della carta anagrafica o di stato civile di cui si ha bisogno.

I pc del Comune di San Giovanni sono pronti a produtte documenti autenticati dal timbro elettronico e anche a leggerli, tramite un semplice scanner che riporta tutti i dati e ne verifica la corrispondenza. Un po' come le «macchinette» che rivelano l'autenticità delle banconote, per fare un esempio semplicistico. Il timbro digitale, che con il vecchio timbro condivide solo il nome, non è falsificabile: sotto la patina grigia che solo il lettore può decifrare, c'è un codice bidimensionale che fornisce il documento originale, facilmente confrontabile con una copia autentica, informazioni dettagliate sul certificato, i dati personali e la firma autenticata. «Aspettavamo questo momento da tempo», ha esordito Fabrizio Zermano, sindaco di San Giovanni Lupatoto, «e ci tenevamo particolarmente. Questo sistema è applicabile, nel nostro ente, al 90 per cento dei certificati e non serve altro, ad eslcusione delle marche da bollo dove richieste. Ogni anno il Comune produce 30 mila certificati, quindi si capisce quale risparmio di tempo si possano ottenere uffici e cittadini, utilizzando il pc da casa. L'intento è che tutte le anagrafi colloquino tra di loro, di tutte le istituzioni, in modo semplice e veloce». Per poter uti lizzare il nuovo servizio – che entrerà in funzione lunedì prossimo – si dovrà chiedere al Comune la propria password, la propria chiave di accesso alla schermata che permetterà di accedere al server collegato ai dati dell'amministrazione; quindi la Sysdata, la società che ha fornito e impostato il servizio a San Giovanni Lupatoto – invierà – in formato Pdf – il documento al richiedente. Anche se sembra una novità assoluta, il timbro digitale è stato introdotto già nel 1999 a Ravenna, città capofila, quindi a Cesena, Milano, Monza, Brescia, Bergamo ecc.: in tutto, in Italia, sono una cinquantina i Comuni che lo utilizzano e 10 università. Il timbro digitale, di fatto, quando entrerà a rigore, soppianterà la firma digitale proprio perché la contiente «scritta» in sé e non c'è bisogno di altre autentificazioni.

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