Cna: in 2011 -234 imprese artigiane: peggiore risultato del decennio

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Pescara – Il quadro negativo delineato dallo studio \”dovrebbe indurre a una maggiore mobilitazione delle risorse finanziarie – ha affermato Lupo – a favore delle piccole imprese, all\’utilizzo di strumenti in grado di abbassare la pressione fiscale e rilanciare il mercato interno, che e\’ poi quello attorno a cui ruota l\’attivita\’ delle micro imprese\”
Bilancio negativo per l'artigianato abruzzese, che nel 2011 ha fatto registrare un vistoso passo indietro, fino a conseguire addirittura il peggior risultato degli ultimi dieci anni. E' quanto certifica un'analisi condotta da Aldo Ronci per il Centro studi regionale della Cna, presentata questa mattina a Pescara, secondo cui neppure nel 2009 (considerato fin qui come l'anno peggiore per il settore) l'artigianato abruzzese aveva fatto tanto male: allora il saldo negativo era stato di -134 imprese, nel 2011 sale addirittura a -234.

La flessione del settore artigiano, oltretutto, si muove in controtendenza rispetto al resto del mondo produttivo: in sostanza, e' stata messa a nudo una perdita di vitalita' e interrotto un trend positivo che, per il periodo dal 2000 al 2007, aveva visto il settore artigiano abruzzese crescere a un ritmo piu' elevato di quello nazionale, fino a diventare il motore dell'economia regionale. Conferme negative che arrivano anche dai valori percentuali: il decremento delle nuove imprese artigiane e' stato dello 0,64%, contro lo 0,43% del valore medio italiano.

Ancora piu' evidente, sottolinea la Cna abruzzese, la flessione del mondo dell'artigianato, se si considera che nel 2010, sotto il forte influsso dell''effetto-sisma', il settore delle costruzioni in provincia dell'Aquila aveva determinato un saldo largamente attivo per tutta la regione.

Uniforme, sul piano territoriale, la caduta di iscrizioni all'Albo dell'artigianato: Teramo perde 71 unita'; Pescara 79; Chieti 44 e L'Aquila 41. E uniforme, anche tra i settori, il bollettino delle perdite: la piu' consistente nell'industria (-129), seguito da costruzioni (-89), riparazioni di auto e apparecchi per la casa (-52), agricoltura (-13), con le sole attivita' ricettive e i servizi a far segnare un andamento positivo (+32 e +12 rispettivamente).

"Il governo regionale -ha detto il presidente regionale della Cna, Italo Lupo- deve mettere freno a questa deriva pericolosa per il mondo delle imprese, perche' c'e' il rischio concreto che l'Abruzzo torni a far parte del 'profondo Sud'". Il quadro negativo delineato dallo studio della Cna "dovrebbe indurre a una maggiore mobilitazione delle risorse finanziarie -ha aggiunto Lupo- a favore delle piccole imprese, all'utilizzo di strumenti in grado di abbassare la pressione fiscale e rilanciare il mercato interno, che e' poi quello attorno a cui ruota l'attivita' delle micro imprese".

Secondo Lupo, "in questa condizione di difficolta' andrebbero anche utilizzati, per favorire l'accesso al credito delle piccole imprese, strumenti come il Fondo unico nazionale di garanzia che in pratica riduce a zero il rischio per le banche. Ma che in Abruzzo, purtroppo, e' stato sin qui ampiamente sottoutilizzato".

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