L’ITALIA AL CENTRO DELLE POLITICHE INFRASTRUTTURALI EUROPEE

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I ntervista esclusiva con il parlamentare europeo Antonio Cancian componente I \”titolare\” della Commissione per il Trasporto e il Turismo e membro \”supplente\” della Commissione per l\’Industria, la Ricerca e l\’Energia. On. Cancian quali sono gli assi più importanti per le regioni Adriatiche e
quali, a suo avviso le priorità?

"La proposta di revisione delle TEN-T ribadisce l'importanza strategica del nostro Paese nel disegno delle infrastrutture europee.
La metodologia utilizzata ha visto l'individuazione di una rete di base, o comprehensive network, che comprende tutte le infrastrutture principali esistenti e pianificate nei diversi Stati membri. Su questa rete la Commissione ha individuato il core network, ovvero la rete delle infrastrutture prioritarie a livello europeo su cui l'impegno preso è per il completamento delle stesse entro il 2030.
Infine, seguendo un approccio di corridoio ha individuato 10 grandi corridoi multimodali su cui l'impegno della Commissione Europea sarà maggiore
nell'affiancamento degli Stati membri, e qui possiamo sottolineare l'atten¬zione verso l'Italia, che si concretizza in importanti segnali. Il "corridoio mediterraneo" che attraversa il nord Italia toccando Torino, Milano e Venezia. Il corridoio 'Helsinki – La Valletta' che collega il Nord Europa con il Mediterraneo attraverso il Brennero, e il Corridoio Genova – Rotterdam, sono assi sui quali l'UE vuole continuare ad impegnarsi a livello finanziario e politico, confermando quanto fatto nel corrente periodo di programmazione che terminerà nel 2013.
Rispetto alla precedente programmazione trova spazio tra le priorità della Commissione Europea il Corridoio Baltico – Adriatico. Si tratta della grande novità che interessa il nostro Paese: nel congiungere la Polonia con l'Italia, esso attraversa l'Austria via Vienna e Graz e scende ad Udine e da lì a Trieste, Venezia e Ravenna.
Le modifiche apportate dal Consiglio hanno ulteriormente migliorato la condizione italiana e dell'Adriatico in particolare: infatti anche il Porto di Ancona ha è stato inserito nel Corridoio Helsinki la Valletta e tramite il colle¬gamento con Bologna si collega anche al Corridoio Baltico – Adriatico. Da un punto di vista della programmazione possiamo quindi dirci soddisfatti, la fase cruciale è la realizzazione delle infrastrutture. La priorità è l'individuazione degli scali portuali prioritari, la differenziazione tra gli stessi in base alle caratteristiche e alle necessità dei flussi di traffico, e il collegamento di questi scali con la rete ferroviaria, stradale e navigabi¬le, ove possibile.
L'ultimo miglio in ambito portuale è decisivo per la competitività delle nostre infrastrutture, senza questi collegamenti l'attrattività dei porti agli occhi degli operatori scende immediatamente, in favore dei porti del nord Europa".
On. Cancian da molti mesi lavora ai Project bond finalizzati alla realizzazione di infrastrutture. Può spiegare ai nostri lettori quali sono le peculiarità di questo strumento finanziario?
"Come il Presidente Barroso ha ribadito più volte, la realizzazione delle infrastrutture UE relative allo spazio (GALILEO), ai trasporti (TEN-T), all'energia (TEN-E) e alle telecomunicazioni (e-TEN), è la base per lo sviluppo necessario al raggiungimento degli obiettivi che l'UE si é data per rimanere protagonista e competitiva sul palcoscenico globale, ma principalmente per trainare l'economia fuori dalla crisi.
Opere ritenute prioritarie dall'UE, in un mercato europeo competitivo, e liberalizzato: si tratta di un vero "Piano Marshall", o meglio "Piano Barroso" per l'UE, con investimenti pari a 1.500 miliardi di Euro. La proposta concreta, orientata alla crescita, dopo il grande lavoro svolto sulla stabilità economica e su governance e rigore, si articola secondo tre passaggi di seguito riportati.
Il Project Bond così come proposto attualmente dalla BEI e dalla EC si sostanzia in due direzioni: quella della garanzia, per cui BEI/EC si fanno garanti dell'investimento e quella del debito subordinato, per cui BEI e EC finanziano fin dall'inizio l'infrastruttura, con la caratteristica che il credito detenuto dalla BEI sarebbe subordinato, e di conseguenza essa sarebbe l'ultimo soggetto ad essere rimborsato.
Si tratta di strumenti sicuramente utili, ma solo per progetti il cui Business Plan garantisce un ritorno entro il periodo della concessione. La svolta vera è l'ingresso diretto dell'UE, sia nell'equity sia nel relativo finan¬ziamento pro quota (30-50%) delle singole società di progetto di finanza PFI (di scopo), allo scopo di rendere sostenibile il Business Plan. Pertanto l'UE dovrebbe reperire queste risorse direttamente sui mercati finanziari. Le singole società di progetto così strutturate e finanziate, interverranno esclusivamente sui progetti ritenuti prioritari dalla programmazione UE. L'ammontare dell'operazione a debito potrà essere indicativamente pari a un terzo del totale dell'investimento.
La quota di intervento UE potrebbe essere attivata anche tramite leve finanziarie diluita in un tempo che vari dai 12 ai 24 mesi, attivando nel frat¬tempo i nuovi progetti e la parte di lavori già cantierabile. L'UE diventerebbe così comproprietaria delle infrastrutture e, con la loro realizzazione, garanzia per gli investitori pubblici e privati.
L'iniziativa Project Bonds promossa dalla Commissione Europea ed appro¬vata dal Parlamento e dal Consiglio ad inizio luglio 2012 rappresenta uno strumento di garanzia per l'emissione di bonds di progetto da parte delle società di sviluppo delle singole infrastrutture.
E' previsto il trasferimento di fondi della Commissione alla Banca europea per gli investimenti (BEI), la banca garantisce poi il debito emesso dalle singole società di progetto favorendo la raccolta di capitale. A mio avviso si tratta di un primo passo positivo ma non sufficiente per il rilancio della politica europea di crescita.
Il vero passo decisivo sarà rappresentato dall'emissione di bonds diretta¬mente da parte delle istituzioni europee, finalizzata al finanziamento delle infrastrutture ritenute prioritarie dall'UE stessa. Si tratterebbe di finanzia¬menti a lungo termine, da attivare per sopperire alla mancanza di finanza pubblica nazionale e regionale da investire nelle infrastrutture. Questa sarebbe una vera politica di crescita, in grado di portare benefici anche alle generazioni future, restituendo competitività alla nostra economia. Va aggiunto comunque l'invito e il sollecito al territorio di individuare, pro¬gettare e condividere i tracciati, i business plan nonché ottenere le relative autorizzazioni per essere pronti e cantierabili per non trovarsi impreparati di fronte ad una sempre più probabile disponibilità da parte dell'Unione europea di trainare i singoli PFI inseriti nel contesto dei corridoi programmati".

Italy at the heart of European infrastructure policies
An exclusive interview with MEP Antonio Cancian of the Committee about transport and tourism and temporary Member of the Committee on industry, research and energy.
What are the most important routes for the Adriatic regions and which priorities?
"The changes made by the Council have further improved the Italian condition and the Adriatic one in fact the port of Ancona has been included in the corridor Helsinki La Valletta and through the connection with Bologna it connects the Baltic-Adriatic Corridor. About planning we are satisfied, the crucial phase is the realization of infrastructures. Priority is the identification of the most important ports, the differentiation between them according to the characteristics and the needs of traffic flows, the connection of these ports of call with rail and road".
For many months you are working at Project bond aimed at the realization of infrastructures. Can you explain to our readers what are the peculiarities of this finan¬cial instrument?
"The Project Bond as well as currently proposed by EIB and EC consists in two directions: one of the guarantee, whereby EIB/EC are guarantors of the investment and that one of subordinated debt, so EIB and EC finance right from the start the infrastructure, with the characteristic that the credit held by EIB would be subordinated, and consequently it would be the last subject to be reimbursed.
It's certainly useful tools, but only for projects whose Business Plan guarantees a gain of short and medium term. The real change is the direct entrance of EU both in
the equity and in its pro rata financing(30-50%) of the individual companies finance PFI project in order to make sustainable Business Plan. Therefore the EU should find these resources directly on financial markets. The Project Bonds initiative promoted by the European Commission and approved by Parliament and the Council at the beginning of July 2012 represents an instrument of guarantee for the issue of project bond by development company of the single infrastructure. It is previewed the transfer of funds from the Commission to the European Investment Bank (EIB), the bank guarantees the debt issued by individual project company by favoring the capital collection. I believe that it's a first positive step but not enough for the re-launch of the growth European policy. The real decisive step will be the bonds issue directly by the European institutions, aimed at financing of infrastructure projects identified as priorities by the EU'.

www.antoniocancian.eu

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