Crisi: in Veneto vendite auto a – 20,68% rispetto al 2011

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Settore auto: la crisi mette in retromarcia le vendite di automobili. E\’ quello che emerge dai dati Unrae, presentati dal Gruppo Auto-Moto di Confcommercio Veneto e dedicato al settore e alle strategie future per arginare il fenomeno della de-motorizzazione in atto anche in Veneto. La crisi dell'auto in Veneto si traduce in una percentuale di vendite, da gennaio a ottobre, pari a – 20,68% rispetto allo stesso periodo del 2011. In particolare, il mese di ottobre 2012 si chiude con un -14,02% di vendite rispetto allo stesso mese del 2011. Il dato negativo piu' evidente dei primi 10 mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2011, riguarda la provincia di Belluno, che registra un -25,92% di vendite, seguita dalla provincia di Vicenza con -22,10%, e poi, a ruota, Verona con -21,06%, Treviso con -20,64%, Padova con -19,78%, Venezia con -19,15% e Rovigo con -17,04%.

In termini numerici, da gennaio a ottobre 2012, in Veneto sono state vendute 91.304 vetture contro le 115.111 dello stesso periodo del 2011. Quasi tutti i marchi registrano segno negativo, nel confronto gennaio/ottobre 2012-gennaio/ottobre 2011. Tra i marchi, Kia e Land Rover sono positive quasi ovunque."Alla luce di questi risultati – commenta il direttore di Confcommercio Veneto Eugenio Gattolin – e' evidente come sia concreto il rischio che un'intera categoria si trovi in mezzo a una strada, insieme a tutti i lavoratori del settore. Nel 2010 le concessionarie d'auto presenti nel Veneto, comprese le sedi secondarie di punti vendita, erano 276; oggi sono 206, con un calo del 25% in due anni".

"Attualmente in Italia sta chiudendo una concessionaria al giorno – aggiunge il presidente del Gruppo AutoMoto Giorgio Sina – Il Veneto non fa eccezione, con conseguenti ricadute sul fronte occupazionale oltre che imprenditoriale. Vogliamo reagire a questa situazione e il convegno di oggi lo testimonia. Con l'apporto di idee di un esperto come il professor Adriano Gios vogliamo capire quali siano i punti di debolezza di questo settore, oggi, per individuare i punti di forza su cui fare leva".

"Il problema e' che il sistema delle concessionarie e' bancocentrico – spiega Adriano Gios – Spesso si usa, in modo surrettizio e come surroga del capitale, il finanziamento da parte del sistema bancario. Che, oggi causa la crisi finanziaria, ha a sua volta dei problemi. Da sempre la concessionaria, volendo semplificare, e' come un tavolino fatto piu' o meno bene, tenuto in piedi da tre gambe: certamente una gamba e' il concessionario stesso, la seconda gamba e' la casa mandante, e la terza gamba sono le banche".

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