Teatro made in marche

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“Un progetto generoso perché apre scenari nuovi e si schiude a nuove articolazioni per portare stimolanti opportunità agli artisti marchigiani “. Queste le parole di Paola Giorgi, Vice Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, che è intervenuta alla conferenza stampa di presentazione degli spettacoli finalisti del primo concorso regionale del teatro professionale d’attore, il teatro made in marche.

Intitolato a Tommaso Paolucci, il concorso nasce su iniziativa della Regione Marche, Amat, Comuni di Matelica e Sassoferrato. Sono 34 i progetti pervenuti da tutta la regione, circa novanta artisti del territorio. Un incredibile successo di partecipazione a testimonianza della grande vitalità artistica marchigiana. I progetti sono stati valutati da prestigiosi giurati a livello nazionale: Roberta Blasi, Brunilde Di Giovanni, Paola Giorgi, Saverio Marconi, Gilberto Santini, Giampiero Solari e Giovanni Vernassa. Un lavoro intenso ma stimolato dalla passione, professionalità, entusiasmo. La voglia di fare teatro che è' un humus bellissimo per lo sviluppo sociale e culturale di una comunità. Lo stesso entusiasmo, infinita passione e professionalità che in quarant'anni di teatro hanno caratterizzato la strepitosa carriera e il nome di Tommaso Paolucci.

Ora i finalisti daranno vita alla Stagione Teatrale 2013 presso il Teatro Piermarini di Matelica: una proposta artistica che guarda al nuovo valorizzando gli artisti del territorio. Prima vetrina il 12 aprile con Prova d’attore all’italiana dell’Associazione Culturale Sette Arti su testi originali, adattamenti e regia di Luca Mezzabotta. Il 26 aprile è la volta di Pas d’hospitalitè scritto, interpretato e diretto da Laura Graziosi. Il 10 maggio in scena Cuoredebole di e con Enoch Marella. Il 24 maggio, per concludere in bellezza, Un uomo qualunque scritto, interpretato e diretto da Giorgio Montanini.

“Il Teatro Made in Marche – ha concluso Paola Giorgi – nel nome di Tommaso Paolucci, offre una prestigiosa vetrina alle compagnie professionali marchigiane. Per me, è motivo d’orgoglio aver contribuito al sostegno e alla distribuzione teatrale dei lavori degli artisti “di casa nostra”.

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