Rischio esportazioni in Cina per le imprese del vino

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Cosa sta succedendo negli scambi tra Europa e Cina? A pochi giorni dalla decisione della Commissione europea di applicare dei dazi temporanei nei confronti dei pannelli solari importati dalla Cina – venduti, secondo Bruxelles, a prezzi molto inferiori al reale valore di mercato – Pechino ha annunciato di voler avviare a sua volta un\’indagine nei confronti di uno dei settori chiave dell\’export europeo: il vino. Una reazione alla mossa di Bruxelles, ma anche una risposta ai produttori cinesi che sin dall\’estate 2012 chiedono di verificare se dietro l’aumento delle importazioni di vini Ue, non vi siano pratiche di concorrenza sleale ed eventuali sussidi illegali concessi ai viticoltori europei. Dal 1 luglio 2013, il ministero del commercio cinese (MOFCOM) ha di fatto formalizzato l’avvio di una indagine anti-dumping e anti – sovvenzioni nei confronti delle importazioni di vino provenienti dalla UE.
L’indagine avviata dal governo cinese tra 6-8 mesi potrebbe portare all’applicazione di nuovi dazi doganali sul vino importato in Cina che colpirebbero anche i nostri produttori.
Ad oggi il governo cinese chiede alle imprese che hanno esportato vino verso la Cina nel 2012 di collaborare alla raccolta dei dati necessari alle indagini e, a quelle che collaboreranno, inviando le informazioni richieste verrà concesso un trattamento favorevole qualora dovessero venire applicati effettivamente dei dazi supplementari. Le imprese che non invieranno i dati richiesti saranno considerate non collaborative e potranno incorrere in dazi generalmente più alti applicabili alle future esportazioni.
Per venire incontro alle imprese che hanno esportato vino in Cina, l'Italia ha istituito una task force per l’adeguamento alle nuove procedure introdotte da Pechino nell'ambito dell'indagine antidumping e antisovvenzioni lanciata il 1° luglio nei confronti dei vini europei e Marchet, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Ancona, è in stretta connessione con il gruppo di lavoro e assiste le imprese nella compilazione dei documenti richiesti dai due enti cinesi (IBII e BOFT) che sono stati incaricati dal Ministero del commercio del Paese asiatico di indagare sulle imprese che esportano vino dall’UE alla Cina per valutare eventuali pratiche anti-dumping e anti-sovvenzioni. Gli uffici di Marchet hanno supportano le imprese anche grazie al lavoro dei propri Network Point in Cina (Xiamen, Chengdu, Kunming).
Per inviare i dati, le imprese che hanno esportato vino in Cina nel 2012 devono compilare i moduli reperibili dal sito internet di Marchet e trasmetterli in cinese agli uffici competenti entro il 20 luglio: con le dichiarazioni verrà costituito un elenco degli esportatori da cui verranno estratti, a campione, i casi da sottoporre ai controlli. E poiché, in caso di effettiva presenza di pratiche di dumping o di sussidi, le imprese che si sono registrate saranno “premiate” con dazi ridotti, l'Italia ha creato una task force – costituita dai Ministeri dello Sviluppo economico, degli Esteri e delle Politiche agricole e dall'Ice – per aiutare le imprese nella compilazione dei moduli – in inglese e cinese – e permettere al maggior numero di operatori di collaborare con le autorità cinesi.
Marchet ha attivato i propri canali in Italia e a Bruxelles ed è in contatto con il Ministero dello Sviluppo Economico per seguire la questione e continuerà ad informare le imprese sugli sviluppi.

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