Il turismo alberghiero tiene grazie agli stranieri

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Le presenze complessive fanno segnare un + 0.27% (-2.9% italiani e +3.7% stranieri). “Al buon risultato della clientela straniera, -sottolinea Bocca- ormai prossima ad equiparare il numero dei turisti nazionali, si contrappone il costante calo della clientela interna che rispecchia la grave crisi economica nella quale il Paese continua a dibattersi. “La crescita della clientela straniera -prosegue Bocca- testimonia lo sforzo che le imprese stanno compiendo. Abbiamo sicuramente uno dei poli turistici di eccellenza tra i più attrattivi del mondo, per giunta dotato di un sistema ricettivo capace di soddisfare tutte le esigenze, con una gamma di soluzioni adeguate ai gusti ed alla capacità di spesa di chiunque scelga l’Italia per un proprio soggiorno.

“Cosa occorre fare adesso per rilanciare anche la domanda interna? -si chiede il Presidente degli albergatori- Dal raffreddamento dello spread, dalla stabilizzazione dei mercati finanziari e dal contenimento del tasso d’inflazione ci auguriamo che nascano le condizioni per ridare liquidità alle famiglie e dunque nuovo vigore ai consumi turistici, ridimensionando il drammatico numero di quei 32 milioni di connazionali che solo per le festività natalizie si sono dichiarati in ‘povertà turistica’ non potendosi permettere nemmeno una notte fuori casa.

“Ma non basta -aggiunge Bocca- Occorrono misure contestuali che da un lato ridiano credito alle imprese, impegnate in un processo di ammodernamento e riqualificazione, ed ai consumatori di riguadagnare potere d’acquisto.
“Per le imprese chiediamo -prosegue Bocca- sostegno agli investimenti in forma di agevolazioni fiscali e maggior accesso al credito, promozione massiccia della destinazione Italia, drastica riduzione del costo del lavoro e della pressione fiscale. Per i consumatori auspichiamo l’eliminazione dell’imposta di soggiorno e la diminuzione delle ritenute in busta paga.

“È trascorso un anno -conclude Bocca- da quando il Consiglio dei Ministri esaminò il piano nazionale strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, che si proponeva di far crescere il PIL di 30 miliardi di euro e di creare 500.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020. È urgente passare dalla teoria all’azione, approvando in tempi rapidi il decreto valore turismo”.

I RISULTATI DEL MONITORAGGIO

II 2013 ha registrato una variazione del +0,27% di presenze alberghiere tra italiani e stranieri.

Ciò ha significato una crescita di appena 686 mila pernottamenti alberghieri che, combinata con la parallela flessione delle tariffe volta ad assecondare le difficoltà della domanda, ha generato un ulteriore calo del giro d’affari. Basti considerare che, secondo l'Istat, nei primi nove mesi del 2013 il fatturato dei servizi ricettivi ha registrato un calo dell'1,4% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente.

Il calo delle presenze alberghiere degli italiani, registrato nei dodici mesi del 2013, è stato pari ad un -2,9%.

Per quanto invece riguarda la componente straniera si è registrata una crescita pari ad un +3,7% di pernottamenti.

Nonostante il contributo apportato dalla clientela straniera, il totale dei pernottamenti del 2013 si attesta ad un valore inferiore a quello del 2011 (-1,39%).

Pernottamenti negli alberghi italiani

italiani stranieri totale

2011 139.896.825 120.014.027 259.910.852
2012 132.909.800 122.700.343 255.610.143
2013 129.055.416 127.240.256 256.295.671

2013 / 2012 -2,90% 3,70% 0,27%
2013 / 2011 -7,75% 6,02% -1,39%
2012 / 2011 -4,99% 2,24% -1,65%

fonte: Istat per il 2011 e 2012, stime Federalberghi per il 2013
Entrando nel dettaglio mensile gli italiani hanno fatto segnare indicatori negativi per dieci mesi su dodici ad eccezione di novembre (+0,1%) e dicembre (+1,1%).

Gli stranieri hanno segnato solo tre mesi di trend negativo (gennaio, aprile e novembre), inanellando invece incrementi record a dicembre (+7,5%), maggio (+7,3%) e marzo (+6,6%).

Sul fronte dei collaboratori alberghieri il discorso è più articolato.

L’anno 2013 ha chiuso con una diminuzione pari al 4% di lavoratori occupati (fu del -3% nel 2012), quantificabile nel solo comparto alberghiero in 10 mila unità ed in qualcosa come 40 mila unità a livello aggregato di settore.

Nel segmento dei lavoratori alberghieri a tempo indeterminato il dato annuo è stato di -4,7% (fu del -3,1% nel 2012) con picchi che sono andati dal -1,9% a novembre al -7,3% di giugno.

Nel segmento dei lavoratori alberghieri a tempo determinato il dato annuo è stato di -3,2% (fu di -2,8% nel 2012) con picchi che sono andati dal -0,2% di ottobre al -7,9% di febbraio.

I dati sono relativi al consueto monitoraggio effettuato mensilmente da Federalberghi.

Nel corso del 2013 hanno risposto mediamente 1.985 strutture alberghiere (su un totale Italia di 33.728 aziende) di cui 156 ad 1 stella (su un totale Italia di 3.438), 313 a 2 stelle (su un totale Italia di 6.509), 1.058 a 3 stelle (su un totale Italia di 18.034), 434 a 4 stelle (su un totale Italia di 5.354) e 24 a 5 stelle (su un totale Italia di 393).

Le indagini sono state svolte orientativamente dall’1 al 5 di ogni mese con metodologia C.A.W.I. su oltre 20 mila alberghi ed un campione di rispondenti casuale ma geograficamente rappresentativo, per un margine di errore statistico tra il +/- 2,2%.

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