Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Albania insieme per ricordare le vittime del I conflitto mondiale

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Monumento al dolore e alla memoria, luogo simbolo dell\’inutile strage, il Sacrario militare di Redipuglia (Go) domenica 6 luglio segnerà in Italia l\’avvio ufficiale delle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale, con una solenne Messa da Requiem di Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Riccardo Muti.

Sarà un grandioso omaggio alle vittime di quel conflitto e, più
in generale, di tutte le guerre. Un autentico evento che
racchiude il significato più puro di come il Governo Italiano, e
con esso la Regione Friuli Venezia Giulia, vuole ricordare le
tanti inutili morti, le immani sofferenze per parlare di pace, di
fratellanza, di solidarietà.

Nel centenario di quella tragedia, iniziata a Sarajevo con
l'attentato a Francesco Ferdinando e a sua moglie Sofia, nel
luglio di quel 1914 che ha cambiato il mondo, il concerto ai
piedi di quella scalinata ove riposano i resti di 100 mila caduti
è la prima iniziativa internazionale dell'Italia e, come è stato
annunciato questo pomeriggio a Roma, in una conferenza stampa
nella sede della presidenza del Consiglio dei Ministri, vedrà la
presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
assieme ai capi di Stato di Slovenia e Croazia, e a
rappresentanti del governo austriaco e di quello albanese, oltre
a quello italiano.

La musica come elemento di coesione, un'opportunità per
trasmettere attraverso di essa un messaggio di conciliazione e di
pace, ha detto il maestro Muti, all'incontro con i giornalisti
assieme al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, al
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, al
presidente del Comitato storico-scientifico per gli anniversari
di interesse nazionale, Franco Marini, e all'assessore alla
Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti.

Centinaia i musicisti, i cantanti, i coristi sul grande palco di
Redipuglia. Moltissimi, tra loro, i giovani. Verranno da tante
delle nazioni coinvolte in quel massacro. Artisti di lingue,
religioni, culture diverse, seduti accanto l'un l'altro per
regalare emozioni al pubblico. Musicisti dei Berliner
Philarmoniker, della Chicago Symphony Orchestra, e ancora
dell'Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, dell'Orchestra
Filarmonica di San Pietroburgo, dell'Orchestra nazionale di
Francia, i Wiener Philarmoniker, e non solo, che si uniranno agli
allievi dei conservatori di Trieste e Udine, all'Orchestra
Giovanile Luigi Cherubini e all'European Spirith of Youth
Orchestra.

Voci soliste il soprano russo Tatiana Serjan, il mezzosoprano
triestino Daniela Barcellona, il tenore albanese Saimir Pirgu e
il basso polesano Riccardo Zanellato. E cori da Friuli Venezia
Giulia, Lubiana, Zagabria e Budapest.

Sarà una serata straordinaria, la dimostrazione di come la musica
può unire, ha detto il ministro Franceschini, annunciando che nel
settore culturale è finita la stagione dei tagli, perché la
cultura è l'ossigeno del nostro Paese, che deve saper investire
nella propria storia, nel proprio patrimonio, nelle bellezze,
nella creatività, nella fantasia, nei suoi talenti per esprimere
le sue potenzialità in modo da ritornare ad essere vincente nella
competizione globale.

Il concerto del 6 luglio (inizio alle ore 21.00) è promosso da
Ravenna Festival, in coproduzione con Mittelfest e con il
sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Diretta su Rai 3 e
replica su Rai 1 il primo agosto. Saranno 2.700 i posti a sedere
a pagamento e 4.500 i posti in piedi gratuiti, previa
prenotazione su www.mittelfest.org.

Oltre a far da cornice alle note di Verdi, il complesso
monumentale di Redipuglia sarà il tassello da cui partirà un
piano di interventi di ripristino e di recupero dei luoghi della
memoria e di allestimenti museali lungo gli oltre 500 chilometri
della linea del fronte, che la presidenza del Consiglio dei
Ministri si appresta a realizzare da qui fino ai cent'anni dalla
fine della Guerra, nel 2018.

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