Analizzare i bacini fluviali dal punto di vista transfrontaliero

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Nel corso della prima riunione operativa di coordinamento del progetto internazionale Nexus relativa alla parte italiana del bacino dell\’Isonzo, tenutasi oggi a Gorizia, è stata definita la cabina di regia con il programma di massima delle attività da svolgere nei prossimi mesi. Nexus ha come obiettivo quello di analizzare alcuni bacini
fluviali al mondo per capire come sono gestiti dal punto di vista
transfrontaliero al fine di garantire un adeguato rapporto tra
gli usi dell'acqua nel settore ambientale, agricolo ed
energetico.

L'iniziativa è stata avviata come progetto dell'Unece (United
Nations Economic Commission for Europe) durante il biennio della
presidenza italiana della Convenzione delle Alpi e durerà fino
alla seconda metà del 2016.

All'incontro – promosso dal ministero dell'Ambiente sulla base
della dichiarazione congiunta tra l'Italia e la Slovenia
nell'ambito della Convenzione delle Alpi – hanno partecipato il
capo delegazione alla Convenzione delle Alpi Paolo Angelini,
l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, e il segretario
generale dell'Autorità di Bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico
Roberto Casarin.

"Questo progetto molto ambizioso – ha affermato l'assessore Vito
– rappresenta per il Friuli Venezia Giulia un grande valore
aggiunto: Nexus ci dà la possibilità di far conoscere
all'Organizzazione delle Nazioni Unite il patrimonio ambientale e
culturale che il fiume Isonzo rappresenta per la nostra regione".

"Oltre a mettere a disposizione le nostre esperienze e competenze
già acquisite con i molti progetti fin ora avviati insieme anche
alla vicina Slovenia, quest'iniziativa di così ampio respiro – ha
aggiunto l'assessore – ci offre l'opportunità di far accrescere
il patrimonio di conoscenze a nostra disposizione e favorisce i
rapporti di collaborazione internazionale".

Oltre all'Isonzo, verranno in tale ambito monitorati altri sette
bacini transnazionali (ad esempio, del Niger, del Mekong, della
Sava) che sono caratterizzati da specifiche peculiarità, per le
quali sono stati appunto selezionati.

"Il fatto che l'Isonzo – ha evidenziato l'assessore Vito – sia
stato scelto dalle Nazioni Unite come uno degli otto più
interessanti bacini idrografici transfrontalieri al mondo, ci
impone uno sforzo importante affinché i risultati siano
all'altezza delle aspettative".

La collaborazione nell'ambito dei bacini transfrontalieri
favorisce lo scambio delle buone pratiche, rendendo così più
efficace la gestione del complessivo corpo idrografico in
questione.

Dopo la definizione degli obiettivi, verranno presentati alla
conferenza internazionale, che si terrà a novembre a Budapest, i
risultati dei lavori del coordinamento del progetto riguardante
la parte italiana del bacino dell'Isonzo; seguirà l'avvio dei
lavori del coordinamento relativo alla parte slovena del bacino.

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