Imprese artigiane, Abruzzo per la prima volta sotto quota 30mila

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A settembre giù il numero delle micro imprese: caduta quattro volte superiore alla media Italia

Continua a perdere colpi, senza soluzione di continuità, il sistema delle micro imprese abruzzesi, che per la prima volta dopo anni e anni finisce sotto quota 30mila. Nel terzo trimestre del 2018, secondo una indagine condotta da Aldo Ronci per la Cna Abruzzo su dati Movimprese, «le aziende artigiane hanno segnato una flessione di 99 unità, peggior risultato degli ultimi quattro anni. La decrescita percentuale delle imprese artigiane è stato pari allo 0,33% valore quadruplo rispetto a quello medio italiano che si è attestato allo 0,08% e che pone la regione all’ultimo posto nella graduatoria nazionale». «Con il risultato – gli fa eco il direttore regionale della confederazione artigiana, Graziano Di Costanzo – che in una regione in cui si era arrivati a contarne oltre 36mila, si è scesi ora per la prima volta da anni sotto quota 30mila, per l’esattezza 29.988. Insomma, è stata abbattuta anche questa soglia “psicologica”».

Nelle province, sempre stando ai dati elaborati pubblicati da Movimprese, le variazioni sono state piuttosto disomogenee: Pescara (-33) riporta il decremento più consistente, seguita da Teramo (-28), Chieti (-21) e L’Aquila (-17). Volendo invece esaminare il fenomeno su un arco di tempo più lungo – ovvero i primi nove mesi – la flessione è stata di 432 unità: dato che, se da una parte migliora seppur di poco il dato rispetto agli ultimi quattro anni, conferma invece un andamento assai peggiore della media nazionale: 1,40%, valore doppio rispetto allo 0,72% italiano.

Tra i settori, il calo più consistente di aziende artigiane – seguendo ormai una tradizione consolidata – si registra nelle costruzioni (-51), meno nella ristorazione (-14), nelle attività manifatturiere (-13), nei servizi alle imprese (-10) e nel trasporto (-8). Mentre rimangono stabili servizi alle persone (+1) e riparazioni di auto e prodotti per la casa (+1).

Consolidata, pure, resta la notevole differenza tra l’andamento negativo dell’artigianato e quello positivo del totale delle imprese: tra gennaio e settembre, infatti, ha registrato un incremento di 754 unità, miglior risultato degli ultimi quattro anni, con un aumento dello 0,51% più alto della media nazionale (0,46%). Sul piano territoriale, peraltro, si rovesciano quasi specularmente i dati relativi al mondo della micro impresa: Pescara, infatti,  guida la graduatoria relativamente agli incrementi delle imprese considerate nel loro insieme (+127), seguita da Chieti (+98), L’Aquila (+67) e Teramo (+59).

«E’ certamente apprezzabile lo sviluppo del sistema delle imprese in generale, ma resta evidente questa difficoltà che ormai perdura da anni nel campo dell’artigianato. Un problema segnalato più volte e con drammaticità alle istituzioni regionali, che in materia hanno competenza esclusiva, senza tuttavia trovare risposte soddisfacenti. Un motivo che ci porta a richiedere, ancora una volta, alla Giunta regionale, arrivata ormai a termine della legislatura, di investire risorse consistenti in bilancio per finanziare la legge regionale vigente e attuare politiche di rilancio del settore».