Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto Franco

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La fondazione del Porto franco di Trieste ha
segnato una data fondamentale non solo per la città di Trieste,
ma per tutta la nostra regione perché, dopo il grande sviluppo
vissuto sotto l’Impero austroungarico, oggi è nuovamente al
centro dell’attenzione internazionale e ha assunto una grande
rilevanza nello scacchiere globale. Un successo che non è frutto
del caso, ma della lungimiranza di chi ha dato vita a questa
struttura e della collaborazione tra le istituzioni, che la
Regione continuerà a promuovere”.

È questo il pensiero espresso dall’assessore alle Infrastrutture
e trasporti del Friuli Venezia Giulia, Graziano Pizzimenti,
all’evento celebrativo “Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto
Franco”, organizzato dalla Regione, in collaborazione con il
Comune di Trieste, la Camera di Commercio Venezia Giulia,
l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, la
Sezione Commerciale dell’Ambasciata d’Austria in Italia,
Advantage Austria, il Consolato Onorario d’Austria per il Friuli
Venezia Giulia e con il sostegno di Öbb Ferrovie Austriache.

Pizzimenti ha quindi spiegato che “la sua collocazione nel cuore
del continente, in un punto d’incontro tra le rotte marittime,
ferroviarie e autostradali, rende il Porto di Trieste un hub
fondamentale per l’Europa nord orientale. Per la crescita dei
nostri porti, che devono essere visti in un’ottica di sistema,
sono però fondamentali gli investimenti sulla rete delle
infrastrutture, ampiamente sostenuti dalla Regione, e una
gestione attenta e vigile da parte dell’Autorità di sistema
portuale, come si è dimostrata quella attuale.

In merito agli investimenti cinesi e al progetto della Nuova Via
della seta, l’assessore ha confermato che “la governance
totalmente pubblica dell’Autorità di sistema portuale offre
garanzie assolute sul rispetto della sovranità e degli interessi
nazionali. Essere esclusi da questa partita sarebbe sbagliato
perché i traffici e gli investimenti verrebbero semplicemente
spostati su altre aree escludendoci dal mercato globale. Dobbiamo
però stabilire un rapporto biunivoco, con vantaggi sia per la
Cina sia per il Friuli Venezia Giulia e l’Italia. Il nostro
obiettivo, oltre alla crescita economica, è l’aumento
dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni di lavoro”.

Il convegno ha permesso di ricordare gli importanti passi
compiuti per lo sviluppo del Porto di Trieste dalla sua
fondazione avvenuta 300 anni or sono e il rapporto simbiotico tra
lo scalo commerciale e la città, ma anche di confermare la
volontà di potenziare e sviluppare il Porto, che oggi è al centro
di un grande interesse internazionale. Numerosi gli ospiti di
rilievo sia italiani sia austriaci presenti nella sala del
ridotto del Teatro Verdi di Trieste, tra i quali il deputato
Massimiliano Panizzut, il vicepresidente della Camera Federale
Austriaca dell’Economia, Jurgen Roth, il Console Onorario
d’Austria per il Friuli Venezia Giulia, Sabrina Strolego e
l’amministratore delegato di Obb, Andreas Mattha.

Intervenendo in apertura il presidente del Land Carinzia, Peter
Kaiser, ha rimarcato l’importante ruolo passato, presente e
futuro di Trieste nel contesto europeo e sottolineato la
rilevanza della collaborazione tra Friuli Venezia Giulia, Veneto
e Carinzia, consolidatasi grazie al Gruppo europeo di
cooperazione territoriale (Gect) Euregio-Senza confini.

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia
Giulia, ha quindi spiegato che “Trieste, in queste ultime
settimane, è tornata ad essere il centro del mondo. E lo è di
nuovo anche per quella sua unicità che noi celebriamo oggi e che
è parte fondamentale del suo Dna imprenditoriale: il Porto
Franco. Trecento anni fa la lungimiranza dell’imperatore Carlo VI
rese questa città baricentrica in Europa e nel mondo e oggi
sempre questa lungimiranza rivista e attualizzata ai nostri
tempi, viene interpretata e attuata come una sfida
incredibilmente ricca di opportunità. Come presidente camerale
sono orgoglioso di far parte di questa squadra per il nuovo
Risorgimento di Trieste, come vicepresidente delle Camere di
Commercio Italiane vi assicuro che il nostro Paese ci sta
guardando con grande attenzione e crede nelle potenzialità di
Trieste”.

Il presidente camerale ha quindi osservato che “a chi in questi
giorni ci vuole insegnare cosa dobbiamo fare, replichiamo con i
fatti, con la storia, con la competenza, ringraziando per
l’attenzione, ma rispondendo con fermezza che siamo capaci di
agire nel rispetto delle leggi europee, italiane e del commercio
internazionale, perché da almeno trecento anni sappiamo fare il
nostro mestiere

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare
Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, ha quindi spiegato che
“oggi celebriamo un momento storico straordinario, che è al
contempo passato e futuro. La storia del Porto Franco è infatti
diventata in questo ultimo periodo di eccezionale attualità,
rilevante non solo per Trieste ma anche a livello nazionale e
internazionale. Ricordare questo passato ci aiuta a individuare
con maggiore chiarezza le linee strategiche di sviluppo del Porto
e della città di Trieste. Uno sviluppo che non può essere solo
economico ma che deve essere anche culturale e relazionale e che
si fonda su una innovazione fondamentale, il ruolo dell’Autorità
Portuale ovvero quello di creare valore e occupazione per le
imprese e per il Paese. I due memorandum of understanding che
saranno firmati questo pomeriggio dall’Autorità con Öbb e Rfi e
dall’Autorità con Rail Cargo Austria sono parte di questo grande
progetto di sviluppo che porta Trieste nel cuore dell’Europa, con
cui sussiste un legame fortissimo”.

Il sindaco Roberto Dipiazza ha sottolineato il grande lavoro
messo in atto per ottenere i migliori risultati dal recupero del
Porto Vecchio. Non solo piani e progetti, ma cantieri già
avviati: le opere di urbanizzazione dell’area, i sottoservizi da
piazza Libertà, i lavori alle nuove rotatorie e alla viabilità
(16 milioni di euro), senza dimenticare il nuovo Centro congressi
che sarà pronto per Esof 2020 (con un investimento
pubblico/privato di 11 milioni di euro) e ancora il trasferimento
del Polo Museale al Magazzino 26 (33 milioni di euro). “Qui si
parlava di Europa quando ancora l’Europa non c’era – ha detto il
primo cittadino -. Se trecento anni fa Carlo VI, che oggi
possiamo tranquillamente definire uno statista, ha avuto
l’intuizione e la lungimiranza di creare una zona franca nel
Porto Vecchio, oggi tutti insieme, con lo stesso comune impegno e
la volontà di fare sistema, siamo chiamati a valorizzare e a
elevare quelli che erano magazzini di merci in progetti concreti,
in nuovi magazzini, in centri di idee e di sviluppo, per
realizzare un nuovo rinascimento della città e del suo
territorio. Il futuro di Trieste è già in atto – ha concluso -,
oggi siamo al centro di interessi economici e commerciali che ci
riportano in primo piano nei mercati internazionali. Sta a noi
guidare questo sviluppo con responsabilità e intelligenza, per
offrire prosperità e crescita alle nuove generazioni”.