Un gruppo di progettazione per ricostruire Castelsantangelo sul Nera

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Presentazione del gruppo di Progettazione per l’attività di Pianificazione Attuativa, connessa agli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera – N. 9 Perimetrazioni (Loc. Capoluogo e n. 8 Frazioni)

La sinergia tra la SUAM (Stazione Unica Appaltante Regione Marche), e il Comune di Castelsantangelo sul Nera e USR Marche ha portato, in appena quattro mesi, attraverso una gara aperta Europea, all’individuazione del gruppo di progettazione al quale il Comune di Castelsantangelo sul Nera affiderà l’attività di Pianificazione Attuativa, connessa agli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera – N. 9 Perimetrazioni (Loc. Capoluogo e n. 8 Frazioni).

Un risultato importante per un Comune catastroficamente colpito che fonda la sua ricostruzione sull’elaborazione dello strumento unico dei Piani Attuativi, essenziale per dare concretezza e certezza sulla reale ricostruzione. Oggi alle 10:00 presso la Sala Polivalente “Amici del Trentino” alla presenza dell’Assessore della Regione Marche, Angelo Sciapichetti, (assente, per impegni istituzionali, il Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari), del Soprintendente delle Marche, Marta Mazza, del Presidente dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Andrea Spaterna, del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli Commissario Straordinario per la Ricostruzione Piero Farabollini e del Direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche, Cesare Spuri, è stato presentato il gruppo di progettazione vincitore della gara di progettazione dal quale spiccano figure di alta professionalità del settore quali Stefano Boeri, Franco Braga, Alberto Prestininzi e Raffaele Gerometta. Il gruppo di progettazione è così costituito:

Mate Soc. Coop.va – arch. Raffaele Gerometta

Stefano Boeri Architetti s.r.l.

Pro.ge. 77 s.r.l. – Prof. Ing. Franco Braga

Nhazca s.r.l. – Prof. Alberto Prestininzi

D.R.E. Am. Italia Soc. Coop.

Dott. Antonio Montemurro

Un modello interdisciplinare per la ricostruzione post-sisma fortemente integrato e attento al coinvolgimento della popolazione durante la stesura del progetto.

L’amministrazione si è posta fin da subito l’obbiettivo di coniugare differenti competenze nel campo della pianificazione territoriale urbanistica al fine di puntare su una ricostruzione complessiva dei borghi sicura, veloce e soprattutto che punti alla riattivazione del tessuto sociale. Innovazione sociale, partecipazione dei cittadini e approccio multidisciplinare spiega il Sindaco Falcucci, sono alla base della definizione, di ripensamento, riorganizzazione e rigenerazione urbana del territorio comunale.

La multidisciplinarità, per avviare un processo di ascolto, confronto e condivisione verso la riformulazione del disegno strategico da associare alla ricostruzione e alla rinascita di un territorio gravemente lacerato dal Sisma 2016.

Prezioso sarà l’apporto di tutti gli enti sovracomunali con i quali l’Amministrazione Comunale, in data odierna, ha stipulato un importante “Protocollo d’Intesa” al fine supportare e condividere preventivamente, l’attività di Pianificazione Attuativa connessa agli interventi di Ricostruzione dell’intero territorio Comunale.

I professionisti incaricati avranno il compito di redigere il Documento Direttore per la Ricostruzione (DDR) che sarà elaborato raccogliendo e armonizzando gli indirizzi provenienti dagli enti sovraccomunali raccolti nelle Linee Guida.

La stipula del Protocollo d’intesa va nella direzione dell’art.15 della L. 241/90 e smi e dell’art. 112 del D. Lgs. 42/2004 e smi, finalizzato a concordare con enti sovracomunali, accordi funzionali di strategie ed obiettivi comuni di valorizzazione e sicurezza sismica. L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale, spiega il Sindaco Falcucci è quello di arrivare alla “Conferenza Permanente” con scelte programmate, pianificate, condivise preventivamente da tutti gli enti preposti nei diversi tavoli tecnici di lavoro. Il “Protocollo d’Intesa” che è stato stipulato in data odierna tra gli enti si pone l’obbiettivo di:

  1. Governare in tempi brevissimi il processo di ricostruzione, tenendo conto non solo del territorio comunale, ma di un comprensorio più ampio, al fine di rafforzare il ruolo del Nostro Comune all’interno della valle dell’Alto Nera, non escludendo le vocazioni del territorio.
  2. Comprendere le priorità e le potenzialità specifiche del territorio e dell’area vasta, in modo da meglio inquadrare ciò che il sisma ha distrutto, non solo fisicamente ma anche socialmente, culturalmente ed economicamente.
  3. Valutare le criticità pregresse al fine di trasformarle in potenzialità e avviare un processo di rigenerazione che non sia più passivo ma attivo e capace di produrre occasioni. L’obiettivo della ricostruzione non è esclusivamente il restauro delle singole costruzioni danneggiate, bensì un ampio processo di recupero e ricostruzione di quel complesso di funzioni urbane, sociali, economiche che connotano un territorio.
  4. Prendere atto, che un evento fortemente traumatico come questo terremoto ha comportato delle modifiche permanenti alle realtà locali, le quali non possono essere affrontate unicamente tramite una riproposizione pedissequa della situazione antecedente all’evento. La ricostruzione deve piuttosto diventare una opportunità di ripensamento complessivo del territorio. In tal senso la ricostruzione non potrà essere impostata come una mera replicazione delle strutture fisiche distrutte, ma anche come una revisione necessaria della conformazione e dell’utilizzo del territorio ereditato a seguito del sisma.
  5. Considerare tutto il territorio coinvolto come un unicum, un arcipelago di centri urbani che condividono una antica vicenda di scambi e flussi legati alla geografia, alla mobilità, alla storia stessa del nostro Paese. Senza questa consapevolezza, la ricostruzione rischia di essere la somma di azioni indipendenti e incoerenti»

I cittadini saranno chiamati ad essere attori attivi della ricostruzione del loro territorio al fine di ricostruire prima di tutto le comunità, evitando di commettere l’errore di ricostruire solo le case.

Coinvolgimento delle popolazioni. Il lavoro più difficile, quello che più richiede tempo, riguarda la ricostruzione delle comunità affinché la ricostruzione dei borghi e dei paesi devastati dagli eventi sismici sia il più possibile adeguata alla complessità storica, artistica e paesaggistica di quei luoghi.

La rinascita di un piccolo comune nel parco dei Sibillini a partire da un approccio multidisciplinare con professionisti di alto profilo scientifico

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