Il Rotary e la battaglia contro l’Alzheimer

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Continua  l’impegno contro le malattie da parte dell’associazione internazionale fondata nel 1905 da Paul Harris. Proprio grazie al Rotary i casi di poliomielite si sono oggi ridotti del 99.9% rispetto al 1988, quando questa malattia colpiva 350 mila bambini l’anno.

«Con l’Alzheimer ci proponiamo di fare lo stesso» commenta il dottor Pier Luigi Di Giorgio presidente 2019-2020 del Rotary Club Roma Capitale, che in occasione del conferimento delle onorificienze e del «passaggio della campana» al presidente eletto, avvocato Gennaro Contardi, ha anche tracciato un bilancio dell’attività del club romano.

Tra i molti progetti concretizzati quest’anno, durante l’emergenza COVID-19 vi è stata anche la donazione —realizzata dal Rotary Club Roma Capitale insieme ai giovani del Rotaract Roma Tirreno Monte Mario— di un respiratore ad un noto ospedale romano, con un impegno economico di 18.500 euro raccolti grazie all’adesione di una cinquantina di soci.

Per l’impegno nella lotta contro l’Alzheimer voluto dal Rotary Club Roma Capitale sono stati quest’anno insigniti della «Paul Harris Fellowship», la più alta distinzione rotariana, il presidente e segretario generale della World Organization for International Relations (www.woirnet.org), Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, il dottor Renato Boccia, Claudio Pernazza e Giuliano Cenciarelli.

Il diploma di conferimento dell’onorificenza è stato consegnato dal Presidente 2019-2020 del Rotary Club Roma Capitale Pierluigi Di Giorgio, durante una cerimonia che si è tenuta presso il prestigioso «Polo Club» di Roma, che è stata anche occasione per accogliere nella famiglia rotariana due nuovi illustri soci: la scrittrice Adriana Pelo, ricercatrice di Linguistica Italiana alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre, e l’architetto Filippo Maria Martines, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma nonché progettista della nuova sede del Ministero dell’Ambiente.

«Bisogna trovare molti più fondi per finanziare la ricerca e di questo possiamo farci carico noi rotariani, proprio come abbiamo fatto per la poliomielite» sostiene il dottor Renato Boccia, portavoce e responsabile -insieme al consocio Claudio Pernazza– del Progetto Alzheimer del Rotary Club Roma Capitale.

Il progetto rotariano a carattere internazionale sull’Alzheimer è partito dal Rotary Club Roma Capitale, dunque dal nostro Paese, ma anche il progetto contro la poliomielite ha la sua prima origine, 41 anni fa, per opera di un piccolo club italiano: il Rotary Club di Treviglio, che, tramite il suo presidente Sergio Mulitisch, propose alla Convention di Roma del 1979 l’idea di vaccinare contro la poliomielite i bambini dei Paesi in via di sviluppo.

Il progetto, subito accettato dal board della sede centrale di Evanston del Rotary International, fu dapprima riservato ai soli club italiani che, a proprie spese, provvidero alla raccolta dei primi vaccini da inviare nelle Filippine. Poi il progetto ebbe così tanto successo che il Rotary decise di coprire tutto il mondo con il programma di vaccinazione «Polio Plus».

Oggi, forti della circostanza che Albert Sabin, rotariano di Cincinnati, padre del vaccino orale, ha lasciato in eredità al Rotary International l’utilizzo del suo vaccino, grazie anche alla collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef, la poliomielite può dirsi praticamente eradicata dal mondo, restando solo pochi focolai isolati.

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