Coronavirus: settori che salgono e settori che scendono

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L’emergenza coronavirus ha determinato una crisi in tutti i settori produttivi tradizionali. Tra tutti quello più colpito è stato il settore manifatturiero che ha visto scendere vertiginosamente domanda e offerta. Il calo di attività per questo settore è stato stimato intorno al 15% rispetto all’anno precedente. Per ovvie ragioni l’unico settore in crescita è stato quello farmaceutico mentre un calo moderato ha investito il settore alimentare e delle bevande. Penalizzati dalla crisi anche il comparto moda, elettrodomestici, automobili e moto, per quanto riguarda quest’ultimo settore il dato è del – 25,9%. Brutte notizie anche per le costruzioni che hanno subito un forte calo determinato dalla poca propensione delle famiglie ad investire in un periodo ancora dominato dalle incertezze. Malgrado il cielo non sia ancora sgombro di nubi, intraprendere un cammino verso l’ammodernamento delle tecniche produttive e il perfezionamento della digitalizzazione sarà fondamentale al fine di avviare una graduale ripresa del tessuto produttivo italiano per il prossimo triennio. Unica ombra sulla ripartenza il rischio di un nuovo lockdown causato da nuovi e imprevedibili focolai del virus. Durante l’emergenza i servizi digitali sono stati al centro dell’attenzione con una crescita della tecnologia registrata soprattutto durante il picco della pandemia. Lo smart working ha determinato una forte impennata negli acquisti di dispositivi elettronici dotati di ottima grafica e di sistemi operativi avanzati per evitare fastidiosi intoppi durante lo svolgimento delle varie attività. Con la chiusura di bar, circoli e luoghi di aggregazione, un settore in espansione è stato quello dei giochi online e delle lotterie a distanza, che assicurano a chi vuole tentare la fortuna la possibilità di vincere un jackpot milionario. Il gioco online, spesso demonizzato, ha contribuito a riaccendere i sogni degli italiani, spenti per troppo tempo dalla visione di tristi scenari di malattia e di morte. Secondo quanto si era pronosticato durante la frase acuta dell’emergenza, un altro comparto che avrebbe dovuto subire una forte flessione sarebbe dovuto essere quello del turismo, soprattutto a causa del timore dei contagi, ma l’entusiasmo generale dovuto alla fine del lockdown ha limitato i danni a questo importante settore, che già a partire dai primi di giugno ha registrato tante prenotazioni effettuate sui principali tour operators del web. L’estate 2020 ha dato il via alla riscoperta della montagna che offre al turista un mix di profumi, aria pura e sentieri immersi nella natura in cui il rischio di assembramenti è quasi nullo. Per una maggiore sicurezza, in alcune regioni le visite ai rifugi ed ai luoghi tipici in cui gustare i prodotti locali sono possibili solo dietro prenotazione online.

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