L’economia digitale come futuro, ma soprattutto presente dell’Italia

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Parlando di economia digitale, potremmo dire che “il futuro è già arrivato. Solamente non è ancora stato uniformemente distribuito”, prendendo in prestito la famosa citazione del celebre scrittore statunitense William Gibson. Tale concetto sembrerebbe calzare a pennello alla nostra nazione per quanto riguarda l’approccio verso il mondo digitale: dal lavoro smart, alle nuove tecnologie fino ad arrivare agli investimenti sul gaming.

Gli investimenti nel digitale: avanzano gli eSport

Il fenomeno degli eSport, dall’inglese electronic sports, sono fra i videogiochi più praticati in assoluto e gli investitori di tutto il mondo lo hanno capito da tempo. Nel 2019 il settore ha fatto registrare un incremento del 10% nel business dei videogame e tale trend non sembrerebbe arrestarsi, tanto che anche alla borsa italiana è stato rilasciato il primo ETF per investire in questo mercato. Anche due conoscenze del calcio italiano, e romano in particolare, come Alessandro Florenzi e Daniele de Rossi in qualità di appassionati e di imprenditori hanno deciso di investire in borsa sugli eSport. In Italia, il genere che va per la maggiore è quello degli MMO, i massive multiplayer online, di cui la massima espressione è World of Warcraft con una comunità di oltre 12 milioni di giocatori in tutto il mondo. Il numero di giocatori di gaming ha addirittura superato il numero di cristiani nel mondo (2,5 miliardi di persone contro 2,3) e il business legato ai giochi digitali si assesta su 160 miliardi all’anno.

Applicazioni e giochi: numeri da capogiro

Se il 2020, in particolare nei suoi primi mesi, ha visto tanti settori economici in ginocchio, tra cui specialmente turismo, ristorazione e servizi, non si può dire lo stesso del settore dell’intrattenimento ludico online. Chiunque abbia uno smartphone o un qualsiasi dispositivo digitale si è dilettato almeno una volta da solo o in compagnia con giochi online di ogni tipo. La scelta è ampia: si passa dai solitari di carte, ai giochi da tavola e di strategia, passando per scacchi e giochi da casinò. Anche in questo mercato i numeri sono importanti e gli investitori seguono l’andamento del business con attenzione: il settore cresce del 25% medio all’anno e secondo i dati di Bloomberg in Italia nel 2019 questo mercato ha toccato gli 800 milioni di euro, facendo registrare un +25% degli utenti che si sono iscritti a piattaforme per giocare online.

Smartworking e transazioni online: c’è anche l’italiana Jusp

L’introduzione del concetto di smartworking ha dato una accelerata nel colmare il gap che separava l’Italia dalle altre nazioni per ciò che concerne il lavoro digitale, il lavoro da remoto e la necessità di infrastrutture e adeguamenti normativi per entrare definitivamente in questa nuova epoca. Da un paio di anni, ormai, sentiamo parlare di fatture Cloud, fatturazione elettronica e strumenti per i pagamenti digitali. Oltre alle già conosciute PayPal e TransferWise, c’è anche una start-up italiana che si sta facendo notare nel mercato dei pagamenti digitalizzati: il suo nome è Jusp e nasce nell’incubatore tecnologico del Politecnico di Milano. L’idea vincente dell’AD di Jusp, Jacopo Vanetti, è quella di aver reso lo smartphone un vero e proprio POS offrendo la possibilità di ricevere pagamenti con carte di credito e altri mezzi di pagamento, come anche Apple Pay.

Come diceva Gibson, il futuro è realmente già qui e sta agli imprenditori e agli innovatori “prendersi” la fetta di mondo ancora inesplorato. I settori in crescita sono tanti e anche la formazione e la professionalità in Italia si stanno spostando sempre più in questa direzione, non a caso stanno nascendo sempre più “hub” digitali e tecnologici in tutta la nazione per far fare al nostro paese il salto di qualità di cui ha bisogno per mettersi al passo con il presente e il futuro.

 

 

 

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