La grande crescita del mercato Tattoo

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CNA: “Tutelare gli artigiani del futuro”. Un settore che porta nelle Marche 5 milioni di fatturato ma che vive problemi di burocrazia e formazione

 

A metà fra l’arte e l’estetica, fra la cura della persona e il mondo del fashion. È il mondo dei tatuaggi che oramai da quasi 10 anni sta conoscendo un rapido sviluppo in Italia e nel nostro territorio.

Non più un tabù, ma un modo per esprimere se stessi. Dati alla mano i tatuaggi oggi rappresentano una forma estetica molto comune ed è lo stesso Istituto Superiore della Sanità a certificare il fenomeno con un’analisi che prima della pandemia identificava in 7 milioni le persone in Italia tatuate (il 12% della popolazione). I tatuaggi sono più diffusi tra le donne rispetto agli uomini. Il primo tatuaggio viene effettuato mediamente a 25 anni; la fascia più rappresentativa è quella tra i 35 e i 44 anni, con una prevalenza quasi doppia rispetto alla popolazione generale, e tra i minorenni la percentuale di tatuati è del 7,7% (12-17 anni). Per quanto riguarda il titolo di studio, l’85% di chi ha un tatuaggio ha un diploma di scuola superiore o una laurea e il 21% del totale risiede nelle regioni del Centro Italia.

Numeri che chiariscono bene la portata del fenomeno. Ma andando a far luce ancora di più su questa professione e su suo impatto nel territorio, emerge con chiarezza la velocità di crescita dei tatuatori. Sono ad oggi 233 i tatuatori attivi nella regione marchigiana, con un incremento del 40% durante gli anni della pandemia. La provincia di Ancona guida la crescita con 82 professionisti attivi (+36% dal 2019).

Si tratta di un indotto complessivo di circa 5 milioni di euro di fatturato per le Marche di cui 2 milioni di euro dalla provincia di Ancona.

È in questa quadro di grande dinamicità che si inserisce e si spiega l’importante evento che nei prossimi giorni approderà ad Ancona: la “Ankonventional” – International Tattoo Expo Ancona, che si svolge alla Mole Vanvitelliana dal 18 al 20 novembre.

Per tre giorni Ancona diventerà la capitale internazionale dell’arte del tatuaggio e vedrà la presenza di artisti di livello nazionale e internazionale. Ed è per questo che CNA Ancona, la quale supporta l’evento, ritiene che l’attenzione istituzionale su questa attività imprenditoriale ed artistica debba essere maggiore.

Ai numeri di grande impatto infatti si affiancano problematiche emergenti della categoria che impattano sul potenziale di crescita.

In primo luogo l’assenza di una normativa nazionale e di un profilo professionale e formativo uniforme da regione a regione. In alcune zone per accedere alla professione basta un corso di poche ore mentre nelle Marche il corso di formazione è di 700 ore. Questo genera una intollerabile disparità di trattamento oltre che un discutibile livello professionale per alcuni.

Anche a livello locale, nonostante sia in vigore una legge regionale, molti tatuatori segnalano disparità e diversità di trattamento relativamente ai Comuni ed alle autorità sanitarie preposte alle autorizzazioni. Le regole e la burocrazia troppo spesso varia da comune a comune.

Si tratta di un settore e di un mestiere che merita il massimo impegno per la rappresentanza e la massima dignità – ha sottolineato Fausto Bianchelli, Responsabile CNA Benessere e Sanità di Anona -. Proprio per questo stiamo lavorando per la costituzione di un gruppo di lavoro a tutela dei professionisti di questo settore e che possa fungere da punto di riferimento della rappresentanza di categoria.

CNA ha proposto ai tatuatori associati un sondaggio attraverso cui emergono, oltre che i problemi burocratici, la necessità di una selezione all’accesso in modo che chi tatua la pelle sia artisticamente preparato e capace.

Un quadro normativo caotico dove tropo spesso si vedono operare persone in situazioni di totale abusivismo. Le statistiche rivelano che 13,4% di chi ha un tatuaggio oggi lo ha fatto al di fuori dei centri autorizzati e ciò può costituire una rilevante fonte di rischio.

La CNA è impegnata quindi non solo nel sostegno all’evento “Ankonventional” ma anche nel mettere in campo tutte quelle azioni, sul piano locale e nazionale, affinché si riconosca piena dignità alla professione e quindi si porti chiarezza normativa nel settore.

Siamo orgogliosi di essere a fianco di questo evento – ha concluso Pamela Conti, vice presidente CNA di Ancona -. Si tratta di una grande opportunità per la città di Ancona ed un premio allo spirito intraprendente degli organizzatori Alex Santucci e  Franco Corelli a cui va tutto il nostro sostegno.”

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