Riapertura dello storico “Cine Teatro Solimando” di Apricena

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A lanciare l’idea Alfonso Masselli di “Stilmarmo”

Sabato scorso, Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne del noto gruppo industriale “Stilmarmo” (da sempre impegnato nella valorizzazione della “Pietra di Apricena” in tutto il mondo), ha lanciato su “change.org” (piattaforma “online” di campagne sociali) la seguente petizione: “Vuoi che riapra lo storico Cinema Solimando di Apricena?”.

In un solo giorno, la petizione (raggiungibile dal seguente link: https://chng.it/58JhtMYt ) ha registrato 2.063 visualizzazioni e 364 firmatari, non solo da Apricena. Dati in crescita, al momento in cui scriviamo.

Un risultato “record” in poche ore dal suo lancio, anche perché solitamente le petizioni “online” ricevono, in media, un firmatario ogni venticinque visualizzazioni (fonte: “change.org”). In questo caso, nelle prime ventiquattrore, il rapporto firmatari/visualizzazioni è stato all’incirca di uno a sei.

L’idea, condivisa da Alfonso Masselli sul suo profilo “facebook”, ha letteralmente infiammato il web, incontrando il favore del popolo social, emotivamente coinvolto.

«C’è tanta sete di cultura, e il cinema e il teatro ne sono la massima espressione» dichiara Alfonso Masselli, evidenziando come «Apricena, pur essendo il secondo bacino marmifero d’Italia, non abbia una cinema. O, meglio, in passato, ne aveva quattro, tre dei quali sono stati demoliti, mentre quello superstite è stato chiuso al pubblico all’incirca vent’anni fa».

Costruito nel 1939 in via Oberdan, per volontà di Vincenzo Solimando, il “Cine Teatro Solimando” di Apricena inizialmente aveva una capienza iniziale di 570 posti. Con l’entrata dell’Italia in guerra, la sala porta avanti la sua attività proiettando soltanto pellicole italiane e tedesche, ripetute diverse volte. Nonostante il periodo di guerra, il cinema (a conduzione familiare) continua ad essere frequentato, in quanto forma di svago ed aggregazione sociale. Terminata la guerra, i militari americani non sequestrano il cinema, ma lo adoperano per pubblicizzare in Italia i loro prodotti ed i loro stili di vita, fornendo le pellicole in inglese gratuitamente. La sala inizia, inoltre, ad ospitare rappresentazioni teatrali di diverse compagnie, dall’operetta al dramma, raggiungendo il culmine dell’attività lavorativa negli anni Settanta. In questo periodo, la struttura viene rimodernata: vengono ridotti gli originari bracci laterali della balconata, che arrivavano fin sopra il palcoscenico, a causa dell’avvento del cinemascope e dell’istallazione dello schermo panoramico; viene contenuta la capienza della sala, portando i posti della galleria a 130, mentre quelli della platea a 320. Negli anni Settanta, riesce l’esperimento delle rassegne musicali, cui Vincenzo Solimando aveva assistito nei cinema del nord Italia, ed inizia l’attività di cineforum con le scuole e le università (fonte:

“Territori del cinema: Stanze, luoghi, paesaggi. Un sistema per la Puglia …”, AA.VV.).

Il Cinema apricenese è di proprietà privata e per riaprilo al pubblico occorrono importanti interventi di adeguamento alle normative vigenti.

Come fare? Lo suggerisce Masselli in un suo post su “facebook”. «Premesso che l’interesse della comunità di Apricena alla riapertura del “Cine Teatro Solimando” non è più presunto ma tangibile (e, in quanto tale, non può essere ignorato), ho appreso in queste ore che esistono già un progetto e un minuzioso computo metrico per riattivarlo, entrambi redatti tempo fa da Michele Lacci (architetto e consigliere di minoranza del comune di Apricena). Come pure ho appreso che l’attuale amministrazione comunale di Apricena, guidata dal Sindaco Antonio Potenza, negli anni passati, abbia provato ad accedere ad alcuni bandi pubblici. Disponiamo, quindi, di una buona base di partenza per raggiungere l’obiettivo comune».

«I tempi sono cambiati. Ciò che fino a ieri sembrava impossibile, oggi non lo è più. Tutti insieme possiamo riportare a nuova vita il “Cine Teatro Solimando”. Come? Attraverso il “donation based crowdfunding”, il modello largamente utilizzato da enti ed organizzazioni “no-profit”, che si rivolgono alle folle per sostenere economicamente una causa sociale, etica o filantropica. Il donatore, per il contributo offerto a supporto della causa, non ottiene in cambio una ricompensa materiale, se non una ricompensa simbolica. In questi casi, il finanziatore ha infatti un coinvolgimento quasi esclusivamente emotivo verso il progetto, di cui condivide una finalità morale o sociale».

E prosegue: «Se 5.000 persone (del luogo ma anche delle vicine Poggio Imperiale e Lesina, maggiormente interessate ad avere un “cineteatro” a breve distanza) donassero soltanto 100 euro, si raccoglierebbero 500.000 euro. Giusto per dare un numero, destinato a crescere con eventuali, più generose donazioni. Cui si aggiungerebbero eventuali risorse pubbliche (Pnrr ed altre misure agevolative, europee, statali e regionali). Insomma, volere è potere. Lo dobbiamo alle future generazioni. In tal modo, si potrebbe attivare una proficua interlocuzione con la proprietà, per trovare la soluzione migliore nel rispetto di tutti gli interessi coinvolti» conclude Masselli, auspicando che «a livello comunale, maggioranza e opposizione uniscano da subito le proprie energie per realizzare insieme questo bellissimo sogno, perché con la cultura si va dappertutto».

«Trovo questa idea di Alfonso Masselli, e non solo questa, di grande rilievo sociale e culturale per la comunità tutta di Apricena. Non c’è cittadino che non abbia respirato e vissuto il “cinema” Solimando. Dalla visione dei film, dai teatri, dai dibattiti, dai balli del liceo … era, e resta, un luogo in cui la comunità si riconosce. Ri-attivarlo, ri-viverlo sarebbe “cosa buona e giusta”» ha immediatamente commentato su “facebook” Tommaso Pasqua, esponente territoriale del partito democratico.

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