Italia nel mirino dei cyber attack: Bureau Veritas cerca gli antidoti

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Il Paese nel mirino del 7,6% degli attacchi globali. Riflettori accesi sul settore energia

 

 

Cybersecurity, Italia nel mirino. Alla luce degli ultimi dati statistici e dei rapporti stilati da varie fonti di ricerca sembrerebbe proprio di sì; dal 2022 “l’Italia è nel mirino” in quanto subisce ormai il 7,6% degli attacchi globali (contro un 3,4% del 2021). Confrontando i numeri del 2018 con quelli del 2022 la crescita del numero di attacchi rilevati è stata del 60% (da 1.554 a 2.489). Nello stesso periodo la media mensile di attacchi gravi a livello globale è passata da 130 a 207. Attacchi più frequenti e con conseguenze più gravi, come testimoniato anche dalla Ricerca 2022 dell’Osservatorio Cybersecurity e Data Protection del Politecnico di Milano dalla quale emerge che il 67% delle grandi imprese ha subito un aumento dei tentativi di attacco rispetto all’anno precedente e che il 14% delle grandi imprese dichiara di aver subito attacchi con conseguenze concrete.

 

Secondo Diego D’Amato, Presidente e Amministratore Delegato di Bureau Veritas Italia, “la cybersecurity è innanzitutto un fatto culturale: alla luce dei nuovi obblighi normativi, è indispensabile cambiare il mindset delle persone nelle organizzazioni, rivedendo comportamenti e abitudini per proteggersi dalle nuove minacce. E, chiosando una celebre frase dell’ex direttore dell’FBI, è il caso di ricordare che la consapevolezza è la chiave e come si usa dire esistono solo due tipi di aziende: quelle che hanno subito un attacco hacker e quelle che non sanno di essere state attaccate. Oggi più che mai – con minacce che variano continuamente, proprio come un virus – è indispensabile valutare la propria capacità di risposta tenendo conto delle persone, dei processi e delle tecnologie: su questi tre livelli di attenzione è articolata la rosa dei servizi del gruppo Bureau Veritas”.

 

Nel mirino si trova in particolare il settore energia, una filiera articolata che vale più di 60 miliardi di euro, con oltre 3.800 imprese attive e con un numero di occupati stimato in 101 mila unità di lavoro.  Ma anche una filiera su cui – in ragione della transizione verso una rete energetica digitalizzata o 4.0 – incombono sempre nuovi rischi, con nuovi accessi per gli hacker. È proprio muovendo da questi dati che Bureau Veritas Italia con la partecipazione di Secura – società del gruppo BV specializzata in cybersecurity – ha organizzato un incontro tecnico-informativo con l’obiettivo di approfondire l’evoluzione della Cybersecurity nel settore Energy e i rischi connessi a seguito di un attacco: dalla perdita di dati sensibili, all’interruzione di servizi infrastrutturali con conseguente sospensione della fornitura di energia. Un incontro ispirato al massimo pragmatismo, ovvero alla messa a punto di strategie e metodologie efficaci per combattere il rischio cyber.

 

Con la partecipazione dei principali Original Equipment Manufacturer, Asset owner e operatori per la trasmissione di energia del panorama italiano, l’evento si è posto il traguardo di porre a fattore comune le esperienze, anche negative, dei differenti players per condividere strategie efficaci di cybersecurity per uno dei principali settori critici, per altro condizionanti l’intero assetto economico e produttivo del sistema Paese.

Il tavolo tecnico, composto da massimi esperti Bureau Veritas Italia e della società del gruppo Secura, ha visto anche la partecipazione di importanti esponenti nazionali e internazionali sulla tematica: Il Comitato elettrotecnico Italiano chiamato ad approfondire il tema del regolamento CEI 016, Colin and Partners –   società di consulenza strategica in ambito informatico – impegnata sulla direttiva NIS2 e Cyber 4.0 Centro di competenza nazionale ad alta specializzazione sulla cybersecurity, leader nelle strategie di sicurezza per una transizione digitale efficace.

 

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