Direzione Regionale Musei Marche: migliore frubilità e inclusività nei musei statali delle Marche grazie ai fondi del PNRR

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Il bilancio degli interventi realizzati, in corso e programmati nel futuro grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, attualmente seguiti dalla Direzione Regionale Musei delle Marche. Le tematiche e i primi (positivi) risultati numerici

La Direzione Regionale Musei e la Galleria Nazionale delle Marche sono coinvolti in una serie di lavori ed attività volti a potenziare la valorizzazione del patrimonio culturale della Regione. Naturalmente l’entità degli interventi messi in cantiere è legata, anche se non esclusivamente, ai finanziamenti eccezionali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che hanno permesso di accelerare processi di rinnovamento e rifunzionalizzazione che si era comunque intenzionati a svolgere ma che, senza questi contributi, sarebbero stati realizzati assai più lentamente.

Gli interventi alla Galleria Nazionale delle Marche
La Galleria Nazionale delle Marche, museo capofila degli istituti statali regionali – e non solo per la ricca collezione, ma anche per l’iconica immagine del Palazzo Ducale di Urbino nel quale ha sede – grazie al finanziamento previsto dalla Legge 232/2016, ha messo in cantiere la realizzazione di un laboratorio di restauro che, entro il 2024, la doterà di una struttura adeguata a intervenire sulle opere d’arte della propria collezione e non solo.
I finanziamenti PNRR invece, sono stati destinati alla ristrutturazione del piano nobile, con interventi sugli impianti che permetteranno un’adeguata illuminazione delle opere, il monitoraggio del microclima e il miglioramento della vivibilità del museo grazie a sedute scaldanti e altri elementi di comfort per i visitatori.
Nelle more di questi lavori, si procede al riallestimento delle collezioni, seguendo nuovi criteri museologici, e dotando il percorso di apparati didattici implementati da supporti digitali che forniranno guida audiovisiva, app per bambini, etc. tutti accessibili gratuitamente tramite il nuovo sito. I lavori procederanno per settori, così da non escludere mai il piano nobile dal percorso di visita, se non in alcune parti: già nel febbraio 2024, con il termine del primo lotto, sarà riaperto l’Appartamento della Jole, dove troverà nuova collocazione la Flagellazione di Piero della Francesca e al quale seguirà, a breve, il riallestimento delle formelle del Fregio dell’Arte della Guerra nelle Soprallogge. Questi lavori si inseriscono nel miglioramento dell’offerta culturale della Galleria, già intrapresa con il riallestimento e l’ampliamento degli spazi espositivi ubicati al II piano del palazzo ed inaugurati nel 2022.
Intanto, una serie di mostre alla Galleria Nazionale delle Marche continuerà a evidenziare l’importante ruolo avuto dalla regione nella storia della cultura. Sulla scia di quanto già intrapreso negli anni scorsi, nel 2024 vedrà la luce un’importante mostra monografica incentrata sulla figura di Federico Barocci, il grande pittore urbinate vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento; a questa seguiranno altre esposizioni dedicate ad artisti marchigiani dell’età barocca: Simone Cantarini e Francesco Guerrieri.

Le operazioni negli altri musei nazionali marchigiani
Interventi sui percorsi espositivi con implementazione delle attività didattiche e di supporti alla visita legati alla fruizione accessibile delle collezioni, sono stati intrapresi anche nei musei archeologici di Ascoli Piceno, Cingoli, Arcevia e all’Antiquarium di Numana – e altri sono in programma per i prossimi mesi – mentre nella Rocca Roveresca di Senigallia si sta procedendo al completamento dei lavori per una piena accessibilità degli ambienti e per la loro climatizzazione in vista di un migliore utilizzo come spazi espositivi.
Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, con sede nel bellissimo Palazzo Ferretti di Ancona, verrà dotato di spazi per esposizioni temporanee mentre gli interventi sugli spazi espositivi prevedono, in parte il recupero degli storici allestimenti di Franco Minissi e, per altri settori, degli allestimenti ex-novo. Tra questi ultimi è stato appena concluso ed inaugurato il riallestimento della sezione romana, rimasto precluso al pubblico dal terremoto che coinvolse Ancona nel 1972. Particolare attenzione si è posta anche alla sede, con restauri mirati al recupero degli elementi di rilevante interesse architettonico di Palazzo Ferretti del quale si è restaurato lo splendido scalone vanvitelliano con il recupero dei colori originari.
Questi interventi contemplano sempre un miglioramento della fruibilità con particolare riguardo ai principi di inclusività che sono alla base della museografia contemporanea. Per rispondere a queste esigenze si è ricorsi – sia nella Galleria Nazionale delle Marche, sia nei musei della Direzione Regionale – anche ai fondi del PNRR.
Particolare impegno sta richiedendo l’interessante Parco Archeologico di Urbisaglia, passato nelle competenze della Direzione Regionale Musei Marche nel marzo 2023 che, con una estensione di circa 40 ettari, rappresenta il più grande parco archeologico delle Marche e, certamente, il più significativo per consistenza e conservazione del patrimonio archeologico. Dopo una prima fase di studio volta ad evidenziare le principali criticità sulle quali intervenire, si è avviata una importante progettazione finalizzata da un lato a risolvere le problematiche legate agli aspetti più propriamente conservativi presentate in particolar modo da alcuni monumenti, dall’altro finalizzata invece alla valorizzazione e quindi all’incremento degli aspetti legati più strettamente alla fruizione del parco.

Riorganizzazione dei musei e dei loro depositi
Tutti i musei hanno posto attenzione ai diversi aspetti della loro mission inserendo nei progetti una serie di interventi mirati alla riorganizzazione ed alla messa a norma dei depositi.
La Galleria Nazionale delle Marche ha completato queste operazioni nell’anno in corso e, con l’occasione, ha organizzato una mostra con circa 60 opere tra quelle qui conservate, sottoposte – assieme ad altre – a lavori di manutenzione straordinaria e restauro. Una campagna di restauro e studio che proseguirà anche nel futuro, anche grazie alla collaborazione di prestigiosi istituti di studio e ricerca come l’Istituto Centrale per il Restauro.
Anche negli altri musei si è intervenuti sui depositi, oltre che sugli spazi espositivi: tra i vari progetti spicca quello del Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona: grazie ai finanziamenti del PNRR qui si sta attuando un progetto di riorganizzazione dei depositi dall’alto valore culturale che concepisce la riserva museale – in questo caso particolarmente ricca – come una biblioteca di oggetti dotata di sala studio accessibile sia agli studiosi, sia al pubblico.

La collaborazione con enti del territorio
La collaborazione con le Università e gli Istituti di ricerca ha prodotto risultati proficui come, ad esempio, a Numana, per percorsi e le sperimentazioni multimediali, ad Ascoli Piceno, con gli studi su Palazzo Panichi o a Senigallia e Gradara, con gli studi sulle rispettive rocche, i cui risultati saranno presentati prossimamente.
Anche Palazzo Ferretti, sede del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, è stato oggetto di approfonditi e accurati studi che saranno pubblicati il prossimo anno.
Ulteriori rapporti con enti locali, associazioni, etc.. hanno reso i musei statali sempre più presenti nella vita culturale delle città e del territorio. Gli oltre 10 accordi di valorizzazione del Museo Archeologico Nazionale delle Marche – sia con il Comune, sia con altre realtà locali – ne hanno fatto uno degli attori principali della vita culturale della città dove la sinergia tra Stato e Comune è positivamente esemplificata dalla nomina di Luigi Gallo, già Direttore Regionale Musei Marche, a Direttore Scientifico della Pinacoteca Civica anconetana.

Un po’ di numeri
Gli sforzi volti alla promozione e valorizzazione del patrimonio, stanno portando i loro frutti. Anche se il 2023 ha registrato un calo nei flussi turistici della Regione, dovuti in larga parte agli eventi calamitosi della tarda primavera, il pubblico dei musei statali è aumentato: con gli ottimi risultati, rispetto al 2022, di Cingoli (+ 49%), Ascoli Piceno (+ 58%), Arcevia (+ 61%), Ancona (+61%) e Numana (+79%) attestando un aumento medio complessivo del pubblico per tutti i musei marchigiani, sul lungo periodo, di oltre il 20%. È significativo come i vari progetti di valorizzazione attuati nei musei e l’attivazione di servizi didattici ad hoc, abbiano comportato un aumento del pubblico scolastico e, in particolare, quello dei giovani, che poi sono i principali destinatari della funzione anche educativa egli istituti museali nazionali.

 

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