Lavoro: nuove regole per ammortizzatori in deroga e LPU

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Trieste, 18 mar – L\’interesse suscitato tra i lavoratori colpiti dalla crisi per i Lavori socialmente utili (Lsu) e per il Lavoro di pubblica utilità (Lpu) ha portato ad un sistema di regolamentazione che, per quanto concerne il Lavoro di pubblica utilità, è stato illustrato oggi dall\’assessore al Lavoro, Università e Ricerca Alessia Rosolen ai presenti al Tavolo di concertazione riunitosi a Trieste. I capisaldi del regolamento, che fissano i requisiti di coloro che si propongono ai Centri per l'Impiego per i Lavori di pubblica utilità, sono stati stabiliti (almeno 18 mesi di disoccupazione per donne dai 35 anni d'età e uomini che ne abbiano compiuto 40) ma sono ancora da perfezionare (e, assicura l'assessore, gli uffici stanno rapidamente lavorando in tal senso) i parametri di accesso ai bandi che consentiranno alle Autonomie locali di avvalersi, per la realizzazione dei loro progetti, di questa manodopera straordinaria.
Inoltre, ha spiegato l'assessore, per andare incontro alle esigenze di specifiche categorie di lavoratori è stato necessario "inserire nell'intesa sugli ammortizzatori sociali in deroga siglata lo scorso 11 dicembre qualche modifica di forma e di sostanza", "aggiustamenti in corso d'opera – ha spiegato – necessari a garantire maggiormente la copertura dei lavoratori che più sentono gli effetti della crisi economica".
"In particolare – ha detto l'assessore – si è deciso di intervenire a favore dei lavoratori che svolgono la loro attività
in ambito portuale e delle imprese della piccola pesca, introducendo un nuovo massimale dei turni/mese per l'accesso agli ammortizzatori in deroga e aggiungendo, al limite unico fissato a 24 mesi, un altro di 26 mesi, in modo da consentire uniformità di accesso agli ammortizzatori in deroga indipendentemente dal
contratto di lavoro stipulato e garantire così il medesimo trattamento a tutti i lavoratori di questi settori".

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