Cna e Confartigianto: ‘Piccoli imprenditori in difficoltà dal continuo ricorso a grossi appalti’

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Rischio chiusura e fatturati scesi di oltre il 50 per cento per le imprese che nelle Marche lavorano con le forniture e le prestazioni di servizi alla Pubblica Amministrazione. La denuncia arriva da Cna e Confartigianato che lamentano l’eccessivo ricorso a gare per grandi lotti, alla Consip (Centro unico di acquisto) ed alle pratiche di Global Service da parte delle Aziende sanitarie ed in genere degli enti pubblici per i servizi di pulizia e manutenzione e per l’acquisto di prodotti e servizi, tra cui gli apparati elettromedicali. In totale nelle Marche a risentire della situazione, rivendicando una maggior attenzione per le loro esigenze, sono oltre 3.500 aziende con più di 15 mila addetti. “I piccoli imprenditori”, sostengono i presidenti della Cna Marche Renato Picciaiola e della Confartigianato Salvatore Fortuna “sono stati messi in difficoltà dal continuo ricorso a grossi appalti ai quali possono partecipare solo le grandi aziende tagliando fuori gli artigiani da un mercato, quello della manutenzione e delle piccole forniture, che è sempre stato una componente essenziale del loro fatturato.” Secondo la Cna è possibile coniugare risparmio e qualità anche senza ricorrere sistematicamente alle grandi commesse, che privilegiano le aziende dotate di una forte struttura finanziaria a scapito di chi vive ed offre lavoro sul territorio. la Cna propone alle aziende sanitarie ed agli enti pubblici di fissare i prezzi massimi per gli appalti secondo quanto indicato dalla Consip ma di procedere poi a gare che siano accessibili anche alle piccole e medie imprese della nostra regione, che lavorano, producono e pagano le tasse nelle Marche. L’attuazione del sistema Consip, sostiene la Cna, ha invece aperto la strada alla formazione di cartelli di poche grandi ditte fornitrici della Pubblica Amministrazione con l’esclusione delle piccole e medie imprese in grado di offrire prodotti e servizi di qualità a costi competitivi rispettando i parametri di efficacia e di economicità.
“Recentemente” affermano Fortuna e Picciaiola “sono state stipulate nuove convenzioni Consip nel settore degli apparati elettromedicali nelle regioni comprese nel lotto 3 (Marche, Abruzzo, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna) per oltre 65 milioni di euro, che hanno puntualmente escluse le piccole e medie imprese marchigiane. Per affrontare questo problema, che è vitale per le nostre imprese, chiediamo un incontro con l’Assessorato alla Sanità e con l’Asur Marche, in modo da far conoscere la gravità della situazione ed esaminare le modalità con le quali affrontarla” Quello dei contratti con la Pubblica Amministrazione rappresenta il 40 per cento del mercato delle imprese marchigiane dei settori interessati, per un importo complessivo superiore al miliardo di euro. L’altro 60 per cento è dato dal mercato privato dove alla concorrenza delle grandi holding si aggiunge la concorrenza sleale del precariato e del lavoro nero.

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