L’ambasciatore, la lungimiranza e i Paesi del Golfo

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E’ la politica di prossimità una delle strategie prioritarie dell’Unione europea con il Trattato di Lisbona e in questa prospettiva anche il ruolo dei vari ambasciatori UE nel mondo ne esce rafforzato. Rientra in tale strategia anche il lavoro in Arabia Saudita e in tutto il Golfo (sono compresi Kuwait, Qatar, Bahrain ed Emirati Arabi) di Luigi Narbone, primo ambasciatore UE proveniente dalle Marche. Una lunga esperienza professionale (18 anni come rappresentante UE nel mondo e altri cinque anni alle Nazioni Unite, direttamente a New York) ha permesso all’ambasciatore Narbone di affinare la capacità di cogliere al volo, a favore degli Stati membri, opportunità in ottica di scambi, relazioni, integrazioni tra Regioni confinanti. Ma anche di avere, al tempo stesso, lo “sguardo allenato” per intuire che cosa possiamo apprendere noi da un Paese terzo. E questo è successo anche con i Paesi del Golfo Persico che hanno, ma non sono i soli, una caratteristica invidiabile dal nostro punto di vista: “La lungimiranza!”, come dichiara l’ambasciatore. “E’ questo che dovremmo imparare dai Paesi Arabi – sostiene Narbone, cogliendo al volo ciò che Adriaeco sostiene da tempo – il loro modo di avere una visione a lungo termine. Nel Golfo, ad esempio, sanno che il petrolio finirà e hanno bisogno di inventarsi il futuro, puntando su alcune aree specifiche. Una di queste è la ricerca, dove investono miliardi di dollari, soprattutto per quando riguarda il settore maggiormente di loro competenza, almeno fin qui, come quello energetico. E’ questa una lezione che dovremmo imparare anche da noi, avere una visione a 15 – 20 anni”. Mi sembra una bella lezione… “Direi proprio di sì! Il mio lavoro è specifico, anche se ha aree di sovrapposizione con quello degli ambasciatori di ogni singolo Stato. Comunque nel mio quotidiano professionale sono l’interfaccia, rispetto ai Paesi che ci ospitano, con Bruxelles. Nel Golfo le relazioni in corso sono poco più che ventennali: erano necessarie, però, perché sono economie che crescono a ritmi molto forti e considerato il nostro ruolo di facilitare le relazioni, non potevamo non esserci. I Paesi del Golfo stanno investendo molto nel solare e questa è un’area di possibile partenariati. D’altronde sono molto interessati all’incentivazione di investimenti da parte dell’UE, perché sono alla ricerca di partner. Sono sempre stato, per lavoro, in Paesi emergenti ed è interessante la dinamicità di queste situazioni, le capacità che si sviluppano e come Europa, come Italia e come Marche, c’è sicuramente molto da fare e ci sono opportunità importanti da cogliere”. Ecco il suo ruolo strategico come trait d’union fra realtà differenti che hanno molto da scambiarsi in termini di beni ed esperienze! “Sì ed ecco perché i rapporti esterni dell’Unione sono potenziati con la creazione di diplomatici degli Stati membri. Il Trattato di Lisbona ha potenziato questa strategia e in una Unione allargata è sempre più importante disegnare i rapporti con i suoi futuri vicini, trasformando i confini in occasione di cooperazione. Inoltre i diplomatici degli Stati membri si presenteranno con una visione politica sempre più coerente. Anche questo è nelle intenzioni di Lisbona! Credo sia obbligatorio, alla luce di questo, parlare di macroregione adriatico – ionica… “Credo che valga la pena appoggiarla fino in fondo, perché come ogni integrazione interregionale è un progetto di sviluppo, è la chiave per passare attraverso la fluidità delle regioni in una progettualità comune, nella creatività degli investimenti transfrontalieri. Credo anche che l’interesse sia enorme in tutti i Paesi, perché c’è volontà di stringere relazioni con le Regioni dei Paesi vicini. Abbiamo, inoltre, savoir faire nel mettere insieme progetti di questo tipo e questo è un patrimonio che deve essere utilizzato!”. Ma se l’Unione europea ha così a cuore questa politica di prossimità e questi “rapporti di buon vicinato”, perché pur essendo stata presente e ben rappresentata dieci anni fa alla nascita dell’IAI, non ne fa parte, mentre è parte integrante dell’Unione del Baltico? “E’ proprio la politica europea di prossimità che spinge sia verso il Baltico, sia verso il Mediterraneo. Ma non dobbiamo dimenticare che l’Unione europea è composta di Stati membri che hanno origini e caratteristiche diverse. La responsabilità della situazione, se ce n’è una, è comunque riconducibile sempre a questo. E’ necessario sottolineare che quella di rapporti di buon vicinato (denominata PEV, ovvero Politica Europea di Vicinato – in inglese ENP European Neighbourhood Policy) è la prima priorità del Trattato di Lisbona e che comunque si sta lavorando anche sul Mediterraneo, sul quale per altro l’UE è molto attenta. Ci sono strumenti che permettono di espletare questo lavoro di collaborazione, a partire direttamente dai rapporti tra i Paesi e fino a strumenti finanziari che permettono fattivamente di essere operativi, con un budget che per la programmazione 2007/2013 è di 15 miliardi di euro. Non è forse più importante l’operatività attiva?”. The ambassador, the farsightedness and the Gulf countries
One of the main strategies of the European Union with the Treaty of Lisbon is the Neighbourhood policy so the role of several EU ambassadors in the world is strengthened. This strategy includes also the work in Saudi Arabia and in the whole Gulf, made by Luigi Narbone the first EU ambassador who come from Marches. A long professional skills:18 years as UE delegate in the world and 5 years at united nation office in New York city. These experiences have given to him the right ideas about the cooperative actions with all the members states. He asserts that the most important thing that we can learn from Gulf countries is the farsightedness, as Adriaeco affirms since a long time. Narbone says “The Gulf countries know that the oil will run out so they are trying to create a new future like the research in which they invest billion dollars, especially in the energetic sector”.
I think it is a right lesson…
“I think so, the Gulf countries are investing in the solar sector and this could be an important area for future cooperation, now they search new partner especially in the Europe. I think that we could take a lot of opportunities”.
Here there is your strategic position as feature of union between different realities that have goods and experiences to exchange!
“Yes, following the common strategy it’s important to transform the borders in the cooperation occasion”.
For this reason, we could talk about the Adriatic- Ionian macro-region…
“It’s a remarkable plan, for each member state is very important to support the project in order to follow a common planning.”
If the European Union wants to have a Neighbourhood policy idea, why on the occasion of the creation of AII it wasn’t there, nevertheless it’s an important member of the Baltic sea Union…
“The European Neighbourhood policy goes towards Baltic and Mediterranean sea, we talk about countries that have different cultures, I think that this is the main reason”.

http://ec.europa.eu/external_relations/enp/index_en.htm

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