Unioncamere: ultimo trimestre 2010, ancora in crescita produzione e fatturato

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Abbigliamento, meccanica e apparecchi elettrici. Sono questi i settori che negli ultimi tre mesi del 2010 hanno consentito al sistema produttivo marchigiano di ripartire e di aumentare, per il secondo trimestre consecutivo, produzione e fatturato. A rilevarlo è la “Giuria della Congiuntura”, indagine realizzata dal Centro Studi dell’Unioncamere Marche. Da ottobre a dicembre, secondo l’Unioncamere, la produzione delle imprese marchigiane è aumentata del 3,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre il fatturato ha registrato un incremento del 3,4 per cento così come gli ordinativi e l’export. Una ripresa, quella in atto, che secondo gli imprenditori marchigiani dovrebbe consolidarsi nei prossimi mesi. Infatti oltre il 30 per cento delle aziende prevede di aumentare produzione, ordinativi e fatturato mentre per il 52 per cento rimarranno stabili e solo una percentuale tra il 15 e il 20 per cento delle imprese teme una contrazione. Ancora meglio le previsioni relative al mercato estero, dove solo il 9 per cento pensa di vederli diminuire contro un 38 per cento che pensa di aumentarli e un 53 per cento che pensa di mantenere le attuali quantità di merce esportata. “Il recupero di competitività” commenta il presidente Unioncamere Alberto Drudi “è dovuto essenzialmente alle vendite all’estero al punto che l’incidenza dell’export sul fatturato passa in un trimestre dal 36,9 al 41,8 per cento mentre anche nell’artigianato copre il 30,3 per cento rispetto al 22,5 di tre mesi fa. A rivolgersi ai mercati esteri è un numero crescente di imprese che ha raggiunto il 22,6 per cento e si rivolgono non solo ai mercati tradizionali ma sempre più si affacciano su nuovi mercati, grazie anche al sostegno e alle iniziative del sistema camerale marchigiano”.

La competitività delle aziende marchigiane passa anche attraverso un contenimento dei prezzi che si protrae ormai da due anni ed ha visto nell’ultimo trimestre del 2010 un incremento di appena lo 0,2 per cento mentre sono rimasti invariati sui mercati esteri. Per quanto riguarda i settori produttivi, l’exploit migliore è stato quello delle macchine elettriche ed elettroniche che ha aumentato la produzione dell’8,5 per cento, il fatturato del 9,8 e gli ordinativi del 9,1 per cento. Bene anche la meccanica (produzione +6,9 per cento), l’abbigliamento (+4,6) e l’energia (3,6). A segnare il passo dono gli alimentari (-2,8) e le calzature (-1,3). A far segnare i risultati migliori sono anche nell’ultimo trimestre del 2010 le aziende di grandi dimensioni mentre stenta ancora a decollare l’attività delle aziende più piccole e di quelle artigiane, ferma ai livelli dell’anno precedente. Infatti mentre la produzione delle imprese oltre i 50 dipendenti registra un confortante incremento del 5,6 per cento, questa percentuale scende all’1 per cento tra le imprese da 10 a 50 dipendenti ed allo 0,8 per le imprese minori. Nell’artigianato l’aumento della produzione si ferma allo 0,4 per cento.

I dati disaggregati a livello territoriale dimostrano come la provincia più dinamica sia quella di Pesaro e Urbino con un incremento produttivo del 5,8 per cento. Superiore alla media regionale anche la crescita delle imprese anconetane (+4,4) ed in linea Ascoli Piceno (+3,7). Sotto la media regionale la produzione delle imprese maceratesi (+2,0) e in lieve recessione i livelli produttivi nel fermano (-0,7 per cento). Infine la cassa integrazione. Secondo la Giuria della Congiuntura, è scesa nell’ultimo trimestre 2010 da 8,5 a 6,7 milioni di ore. A conferma che le maggiori difficoltà riguardano ancora l’artigianato e le piccole imprese, il maggior numero di ore riguarda la cassa integrazione in deroga (3 milioni di ore anche se in calo rispetto ai 3,5 milioni del trimestre precedente) mentre quella straordinaria è stata di 2,5 milioni di ore ( rispetto a 3,2 del terzo trimestre ) e quella ordinaria ha superato di poco il milione di ore contro l’1,7 milioni registrato tra luglio e ottobre.

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