Acem: troppi adempimenti stanno soffocando le imprese

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I sempre più numerosi adempimenti prescritti dalle normative vigenti, le difficoltà dovute alle incertezze interpretative, i maggiori costi che gli adempimenti stessi comportano ed i tempi biblici della burocrazia, tra l’altro in un contesto di forte crisi, stanno soffocando il sistema imprenditoriale E’ il grido d’allarme lanciato dagli imprenditori dell’ACEM nel corso della riunione operativa,  nella quale hanno manifestato il disappunto sulla proliferazione di norme sempre più asfissianti per il mondo imprenditoriale, di difficile applicazione. Per le piccole e medie imprese la vita si fa sempre più dura, in quanto spesso non sono in grado di fronteggiare, con la piccola struttura a loro disposizione, i tanti obblighi e prescrizioni imposti dalle varie leggi le quali, contrariamente alle declamazioni pubbliche degli organi politici, a tutto sono ispirate, tranne che alla tanto abusata “semplificazione”.

Ormai le PMI sono chiamate a sovvenzionare il sistema pubblico: le opere pubbliche sono di fatto finanziate dalle imprese in attesa di ricevere i corrispettivi che vengono liquidati a distanza anche di anni; la tassa all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per partecipare alle gare (altro costo ingente per imprese che concorrono ad un elevato numero di procedure); il SISTRI per la tracciabilità dei rifiuti con varie complicazioni di ordine tecnico dovute anche alla mancata copertura della banda larga del territorio ed alle difficoltà operative; la tracciabilità dei flussi finanziari legata agli appalti pubblici, sulla quale tutt’oggi permangono diatribe interpretative finanche tra gli Organismi competenti sulla materia.

A ciò si potrebbero ancora aggiungere i costi per il conseguimento dell’attestazione SOA e relativa verifica di mantenimento; l’inflessibilità del DURC attestante la regolarità contributiva INPS INAIL EDILCASSA spesso delicata da mantenere proprio a causa dei ritardi cronici nei pagamenti alle imprese; il costo del lavoro elevatissimo; una normativa in materia di appalti pubblici confusionaria e vastissima.
Il tutto, ovviamente, corredato da sanzioni ingenti anche in ipotesi di divergenze di vedute sulle modalità con cui applicare le norme.
“In un momento di criticità come quello presente, di crisi di liquidità e di lavoro – afferma il Presidente dell’ACEM Angelo Santoro – il paradosso è che anche nel caso di interpretazioni non uniformi sulle norme, a pagarne le conseguenze maggiori sono sempre le imprese. Tuttavia il comparto non molla, non demorde e si augura di poter vincere la sfida”.

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