Retroporto, una grande opportunità di sviluppo per Ancona

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Il recente accordo tra l\’Autorità Portuale di Ancona, l\’Interporto delle Marche e l\’Agenzia delle Dogane sul \”corridoio doganale\” tra porto e interporto, ha riproposto un tema di grandissima attualità: quello della piena funzionalità di tutte le infrastrutture a disposizione, della concentrazione delle merci, della sinergia tra istituzioni, dell\’ottimizzazione delle risorse disponibili, della razionalizzazione dei costi, dello sviluppo.
“Pensare che oggi un container proveniente dalla Cina e destinato a Milano – dichiara Roberto Pesaresi, presidente di Interporto Marche spa e vicepresidente nazionale di UIR (Unione Interporti Riuniti) – venga spedito via nave ad Amsterdam e attraversi l'Europa via treno per giungere a destinazione, invece che sbarcare ad Ancona e salire in Lombardia perché impiega meno tempo nonostante i 7 giorni di navigazione supplementari  necessari, ci deve dare la dimensione di quanto lavoro ci sia ancora da fare per rendere efficienti i servizi ed essere competitivi sul mercato nei confronti degli interlocutori di tutto il mondo. Per farlo servono decisioni veloci perché i tempi dell'economia non coincidono con quelli della politica. L'accordo recentemente raggiunto va proprio in questa direzione e non c'è dubbio che valorizzi il porto di Ancona, crei opportunità per tutto l'indotto, a partire ovviamente dagli operatori portuali e fissi nuovi livelli di competitività che, a mio avviso, si basano anche sui servizi e non solo sulla dotazione infrastrutturale. La Piattaforma Logistica delle Marche è stata un'eccezionale intuizione del presidente della Regione Gian Mario Spacca ed è una grandissima opportunità per presentarci sui mercati internazionali con argomenti molto concreti, come il servizio di “navetta ferroviaria” a cui stiamo lavorando e il conseguente sdoganamento di 35mila container l’anno in interporto, decongestionando il traffico in uscita e in entrata dal porto di Ancona, offrendo tempi e costi certi agli operatori. In prospettiva, con l'entrata in funzione del "sigillo elettronico" e una volta realizzata l'uscita a ovest dal porto di Ancona, il "corridoio doganale" sarà possibile con qualsiasi modalità di trasporto e non solo con quella ferroviaria. L' accordo raggiunto rappresenta una grande opportunità che sta alle imprese, portuali e non, cogliere. In Italia tale procedura è stata realizzata fino ad oggi solo nellerelazioni tra il porto di Genova e l'Interporto di Rivalta Scrivia e il Porto di Napoli e l'Interporto di Nola. Nulla impedirebbe, comunque, di continuare con la situazione attuale. La nuova procedura non è obbligatoria per nessuno. Non si può però impedire a chi ha una visione più dinamica, di sperimentare il nuovo e soprattutto di passare sui temi della logistica e dei trasporti dalle parole ai fatti. Interporto Marche farà fino in fondo, anche questa volta, la propria parte, confidando in un analogo impegno da parte di tutti gli altri attori coinvolti. Solo concentrando le merci in interporto si riesce a creare quella massa critica che consente di realizzare coppie di treni a tariffe competitive, destinate ai grandi corridoi europei, sviluppando l'intermodalità, contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas nocivi e avvicinando in modo sostenibile Marche e Umbria al Nord Italia e al Nord Europa.
Tanto più essendo oggi protagonisti, nel panorama europeo, nazionale e regionale, di grandi e innovative opportunità come la rete di trasporto europeo TEN-T che prevede una configurazione costituita da un livello di
base (Comprehensive Network) e da una rete prioritaria (Core network). L’inserimento della tratta Bologna – Ancona nel “Core network” europeo consentirebbe inoltre il collegamento dei nostri territori, non solo con i
Corridori europei 1 e 5 che attraversano la Pianura Padana ma anche, qualora si concretizzi, con il corridoio Baltico – Adriatico che, come è noto, allo stato attuale interessa solo i porti di Trieste, Venezia e Ravenna. Occorre mettere in atto tutte le iniziative necessarie, in tutte le sedi politico – istituzionali, per far sì che Ancona possa essere riconosciuta come nodo strategico e inserita quindi nella “Core network” nazionale e conseguentemente europea".

Dry port, a great opportunity of development for Ancona
The latest agreement between the port authority of Ancona, the freight village of the Marches region and the Customs Agency about the "custom route" between port and the freight village, has showed
again a current theme: the total functionalityof all the infrastructures, of the synergy
among institutions, of the optimization of the resources available, the rationalization
of the costs and the development. “To think that today a container coming f China and addressed to Milan – Roberto Pesaresi president of Interporto Marches Spa, declares – is sent by ship to Amsterdam and crosses Europe by train in order to reach the fixed destination, instead to disembark to Ancona and go up in Lombardy because employs lestime although seven additional days of navigation, underlines that there is many job still to do, in order to give the right efficiency at the services and to be competitive on the market. The Logistic Platform of the Marches is a great opportunity in order to introduce us on the international markets with concrete arguments as the service of “railway shuttle”. In the future, with the "electronic seal" and once created the west exit from the port of Ancona, the "custom route" will be possible, with any modality of transport and not only with the railway one. With the traffic in the freight village it will be possible to realize trains at competitive rates, for European routes, developing the intermodal transport, favouring the reduction of the bad gas and approaching Marches and Umbria in a sustainable way to the north of Italy and Europe”.

www.interportomarche.it

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