Vendola vola in Cina e «vende» la Puglia

536

Missione del governatore con gli imprenditori. Si punta al business su energia, edilizia e ambiente Nichi Vendola vola in Cina per la seconda volta da quando è presidente della Regione. Parte con l’intento di «aprire un varco istituzionale» con due popolose e importanti province meridionali della Cina: il Guandong e lo Zhejiang. Tuttavia il governatore, e la delegazione di imprenditori pugliesi che egli accompagna, dovranno fare molto di più: tentare di spostare la bilancia commerciale che nei primi sei mesi del 2011 ha visto arretrare le esportazioni pugliesi e aumentare le importazioni. Non solo economia, nella visita troverà spazio anche la politica: il governatore pugliese incontrerà oggi Wang Yang, influente segretario del Partito comunista del Guandong, in predicato di raccogliere l’eredità politica di Hu Jintao, leader del partito e presidente della Repubblica. L’incontro di oggi segue e ricambia la visita compiuta da Wang Yang in Italia il 15 giugno scorso: il leader del Guandong incontrò solo il premier italiano e il governatore pugliese. Il che fu considerato, ai vertici della Regione, segno dell’attenzione con cui si guarda ad alcune tra le più felici esperienze della Puglia: soprattutto nel campo delle energie rinnovabili, dell’edilizia sostenibile e dell’ambiente.

Sono i tre settori che saranno al centro della missione di Vendola. Con la Puglia saranno presenti altre quattro Regioni (Emilia Romagna, Toscana, Marche e Veneto) e gli esponenti di quattro distretti pugliesi. Si tratta di quelli relativi ad Ambiente e Riuso (riunisce 189 imprese), Energia rinnovabile (334 società), Edilizia sostenibile (181 aziende), Energia (distretto tecnologico che promuove la ricerca nel comparto energetico). La visita rappresenta l’attuazione concreta del protocollo stipulato il 15 giugno da Yang e Vendola a Bari. L’intesa punta a favorire lo scambio di tecnologie, le opportunità di partnership, le opportunità di insediamento e di investimento (pugliesi in Cina e cinesi in Puglia). Sebbene il protocollo sia stato stipulato con il solo Guandong (104 milioni di abitanti), la missione riguarderà anche la provincia della Zhejiang (54 milioni di abitanti, poco meno della popolazione italiana). La visità toccherà i rispettivi capoluoghi (Canton e Hangzhou) e la capitale Pechino. Nel corso della missione si darà attuazione al progetto italiano denominato «Renewal» (Puglia-Emilia-Ministero affari esteri) che punta a promuovere gli scambi tecnologici e di business: l’attuazione è affidata all’Arti, agenzia regionale pugliese per la tecnologia e l’innovazione. Alla Puglia, inoltre, è affidato il coordinamento del programma governativo che coinvolge il Ministero degli Esteri e le Regioni nel rapporto con la Cina. Della delegazione pugliese fanno parte Francesco Manna, capo di gabinetto della Regione, e una delegazione di imprenditori. Distretti a parte, partecipano le baresi Geatecno, Selferg, Matrix, Pilot Atc, Fei Systems, Saem Energia e il consorzio tarantino Quadrifoglio (viaggiano a spese proprie e saranno ospitati dalle autorità locali). Spetterà soprattutto a loro convincere i rispettivi interlocutori cinesi della bontà dei prodotti pugliesi e tentare così di invertire i numeri della bilancia commerciale. È vero, infatti, che la Puglia incide fin qui in maniera marginale nelle relazioni economiche Italia-Cina. Tuttavia, il primo semestre 2011, non è stato confortante. La Puglia ha esportato in Cina merci per un controvalore di 32,5 milioni di euro (- 7,4% rispetto al 2010). Le importazioni sono quasi raddoppiate e sono arrivate a 360 milioni (+ 93% rispetto al 2010). Inoltre, la Cina si colloca oltre il ventesimo posto nella graduatoria dei principali partner della Puglia in base ai flussi esportativi e al quinto posto riguardo ai flussi di importazione. I settori che hanno contribuito maggioramentoe al risultato dell’export verso la Cina nel 2011, sono stati gli «articoli in pelle» (7 milioni di euro e un dimezzamento rispetto al 2010), mobili (solo 5 milioni, ma il doppio dell’anno scorso) e macchine e attrezzature (5,5 milioni, + 3,3%). La Cina è ancora tutta da scoprire.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here