Molise: allarme crescita economica

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Quella che emerge da “ Le risorse del Molise: il Territorio”, rapporto predisposto dall’Ufficio Studi e Ricerche dell’Unioncamere Molise, è una situazione poco rosea della realtà economica regionale: l’analisi, partendo dallo studio dei sistemi agroalimentare, turistico, energetico e di gestione dei rifiuti in Molise, disegna un quadro abbastanza complesso e a tratti preoccupante della nostra economia, presente e futura.
Il rapporto, pur facendo previsioni sul 2012, è stato presentato con netto anticipo perché, ha precisato il Presidente di Unioncamere in conferenza stampa, “vuole essere un aiuto valido e concreto per fornire materiale di conoscenza e alcune prime elaborazioni prospettiche in primo luogo ai decisori, nel mondo delle imprese, ma anche, più in generale, ai policy makers”. Una sorta di “meglio prevenire che curare”, insomma. Il primo campanello d’allarme da non sottovalutare riguarda il tasso di crescita del valore aggiunto che, secondo le previsioni del rapporto, si attesterà alla fine del 2011 ad uno 0,6 e che corrisponde solo alla metà del tasso di crescita del Paese; in altre parole, la crescita del Molise sarà perfino inferiore a quella media del Mezzogiorno. E nel biennio 2012-2013 la ripresa avrà ancora un passo lento e pesante rispetto alla situazione nazionale. La domanda dell’analisi di Unioncamere a questo punto è: possiamo permetterci tre anni ancora di stagnazione o non dovremo fare uno sforzo per sfatare queste previsioni? Partendo da questo quesito, è possibile pianificare con cognizione di causa le migliori politiche di sviluppo per questa regione. Così entrano in gioco i punti di forza, le luci che potrebbero indicare la strada: primo fra tutti, la ricchezza del territorio. Risulta infatti che qui in Molise la situazione per l’export, specie dei prodotti alimentari, è molto incoraggiante: vantiamo una crescita delle esportazioni (+16,7%) che è superiore a tutte le altre aree geografiche della nazione e, quindi, dell’Italia intera (+11,6%). Questo dato positivo la dice lunga sulle indubbie potenzialità del sistema agroalimentare locale e, di conseguenza, dovrebbe indurre a far leva anche su di esso nella prospettiva di una crescita della regione. Dunque si può investire in agricoltura, ma si può e si deve investire nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente. Nel ciclo dei rifiuti, ad esempio, potremmo migliorare: risultiamo la regione che differenzia meno, con una percentuale pari solo al 6,5% del totale (30,6%). Altro settore da non tralasciare, il turismo. Se la presenza di vacanzieri stranieri è diminuita, così come la spesa da loro sostenuta, vuol dire che c’è ancora moltissimo da fare per rendere attraente all’estero un territorio che non avrebbe nulla da invidiare ad altre aree del paese. L’ultimo tema da tenere in considerazione, infine, è l’energia: per produrre energia preservando il prezioso territorio di cui disponiamo, occorre investire nelle fonti rinnovabili, mentre all’attuale soltanto il 12,5% dell’energia prodotta proviene da questo tipo di fonti. Il rapporto sulle risorse del Molise è stato così tracciato, ma quella relativa al territorio è solo la prima parte: seguirà infatti la seconda dedicata alle persone, agli uomini e alle donne che hanno nelle loro mani il futuro di una regione; una regione che, per così dire, è dotata ma non si applica.

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