Alimentare: imprese Abruzzo hanno retto anche in momenti di crisi

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Se il 49,1% delle industrie agroalimentari abruzzesi è preoccupato dalla diminuzione della domanda e l\’85% dalla persistente crisi economica, il 45,8% di esse prevede, tuttavia, condizioni favorevoli quali, in particolare, la richiesta di maggiori livelli qualitativi e l\’apertura di nuovi mercati di sbocco. È quanto emerge dalla ricerca "Il posizionamento delle industrie agroalimentari abruzzesi nel mercato nazionale", realizzata, su un campione di 68 imprese, dal Cresa (Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali delle Camere di Commercio d'Abruzzo) in collaborazione con il Centro Interno delle Camere di Commercio d'Abruzzo.

Proprio per cogliere tali condizioni favorevoli, le aziende stanno valutando una serie di strategie di marketing incentrate sui prodotti, come l'aumento della specializzazione (70,7% delle imprese) e della qualità (92,7%), la differenziazione dalla concorrenza (59,7%) e il controllo accurato dei costi di produzione (56,3%).

Le strategie di qualificazione, differenziazione e specializzazione della produzione – rileva lo studio – sono diffuse in tutti i comparti e costituiscono una delle risposte per far fronte alle sollecitazioni dei mercati nazionali e internazionali, in un contesto che vede affermarsi sempre più la capacità di valorizzare le specificità tipiche del territorio.

Si tratta, in particolare, di strategie incentrate sull'ottimizzazione dell'esistente, mentre sono meno frequenti progetti di trasformazione dell'organizzazione produttiva. Stando ai risultati della ricerca, il miglioramento della qualità dei prodotti è importante, dal punto di vista strategico, per sostenere i prezzi applicati dalle aziende, generalmente più elevati della concorrenza. Utili, in tal senso, le attività di comunicazione e promozione del prodotto. Il progetto del Cresa ha l'obiettivo di analizzare il ruolo e le capacità competitive dell'industria alimentare regionale nel mercato nazionale.

Le aziende prese in considerazione sono quelle dei settori alimentare e delle bevande alcoliche, che hanno mostrato una buona capacità di tenuta, sono cresciute in termini di dimensioni, sono riuscite ad innovare, hanno un forte legame con il territorio, trasmettendo l'immagine dell'Abruzzo quale regione verde e dei parchi, e sono potenzialmente in grado di attivare anche economie diverse.

UGL: IMMEDIATA APPROVAZIONE DELLA LEGGE PER LO SVILUPPO È L’ UNICA SALVEZZA PER L’ABRUZZO – «I dati diffusi dal Cresa, che ipotizzano un Abruzzo in recessione per il 2012 con una situazione peggiore rispetto al resto del Paese, non devono essere sottovalutati e devono stimolare la Regione ad adottare immediatamente tutte le iniziative possibili per sovvertire gli esiti della negativa previsione». Questo il commento di Piero Peretti dell'Ugl ai dati disffusi ieri dal Cresa.

«A tal riguardo riteniamo indispensabile l’approvazione immediata della “legge per lo sviluppo”. Il testo della succitata legge, che noi preferiamo chiamare “legge per l’imprenditoria e per l’occupazione”, è stato sottoposto il 7 Dicembre alla Consulta del Patto per lo Sviluppo dove ha trovato un sostanziale apprezzamento da parte di tutti i presenti».

«La legge, oltre a consentire l’utilizzo dei 600 milioni dei fondi Fas recentemente sbloccati, stimolerebbe le piccole e medie imprese regionali a trovare forme di aggregazione e di collaborazione al fine di aumentare la competitività. Chiediamo, quindi, al Presidente Chiodi ed a tutto il Consiglio Regionale di adoperarsi affinché questo fondamentale strumento, indispensabile per il rilancio dell’economia e dell’occupazione abruzzese, venga approvato al più presto».

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