«Save si concentra sugli aeroporti. Autostrade? Non più strategiche»

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Marchi: chiudiamo il 2011 in crescita per utili e ricavi Quest’anno obiettivo 8 milioni di passeggeri a Venezi
Presidente Enrico Marchi, come si è chiuso il 2011 per il sistema aeroportuale Venezia-Treviso gestito da Save?
Il Marco Polo ha registrato il record di passeggeri, ma ha beneficiato del trasferimento dei voli dal Canova per i noti lavori. «Comunque l’anno è stato positivo. Se sommiamo le due piste la crescita annuale rispetto all’esercizio precedente è del 7%. Anche nel mese di dicembre i riscontri sono buoni, visto che l’incremento è del 9%».
E il 2012? Adesso incombe la recessione.
«Nonostante tutto abbiamo stime incoraggianti. Anzi, l’obiettivo per quest’anno è di festeggiare a Tessera il passeggero che raggiunge la soglia degli 8 milioni. Certo c’è la crisi economica in atto, noi pensiamo che sicuramente qualche contraccolpo ci sia sul retail negli aeroporti, abbiamo già notato qualche rallentamento nelle vendite. Ma sui viaggi, per turismo o per affari, prevale ancora una certa vivacità nei movimenti e nei programmi delle compagnie aeree. L’incremento del traffico verrà dalle nuove tratte».
A cominciare dagli undici voli di Air One su Tessera.
«Che potrebbero diventare tredici, se le nostre trattative per slot su San Pietroburgo e Tel Aviv andranno a buon fine. Tra l’altro, fra le rotte annunciate ci sono Bucarest, Praga, Sofia, Tirana, Varsavia. Tante volte abbiamo sottolineato il ruolo strategico di Venezia in rapporto all’Est Europa e le possibilità che possa crescere in competizione con Vienna come ponte verso questa parte del mondo. Mi pare un passo avanti in questo senso».
E oltre a Air One?
«Stiamo lavorando con British Airways per un collegamento con London City, l’aeroporto nel cuore della metropoli inglese. Veniamo da belle novità come i voli Qatar Airways per Doha o di Easyjet per Madrid, presto arriverà il raddoppio giornaliero di Emirates su Dubai, snodo importante per l’Asia e in modo particolare per raggiungere la Cina. Puntiamo su una crescita solida e a medio-lungo termine, su rapporti con vettori affidabili che assicurano collegamenti duraturi. Al contrario di quanto hanno fatto altri gestori che hanno scommesso su compagnie che danno incrementi di passeggeri più veloci ma più effimeri e meno redditizi».
L’aeroporto di Verona ha chiuso il 2011 con quasi 20 milioni di perdite. E le ipotesi di una sua aggregazione con Sea si allontanano.
«Non faccio commenti sul Catullo. Dico solo che noi siamo gli unici a Nordest a chiudere l’anno con tutti gli indicatori in crescita: fatturato, redditività e utile netto. Un risultato che giudico ottimo. Sono finiti i tempi degli aeroporti come monopoli naturali, gestirli è diventato un mestiere assai difficile che richiede competenze complesse, capacità di controllo sui costi, squadre di manager coese. Non è roba da affidare a politici trombati».
A proposito di Nordest. E le trattative per l’aggregazione con Ronchi dei Legionari, che dovrebbe portare Save a un iniziale 40%? È vero che le cose vanno a rilento per un problema legato alle valutazioni rispettive e quindi al concambio?
«No. Semplicemente, siamo in attesa del bando di gara che la Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato».
Saranno ormai tre anni che si parla di questa trattativa.
«Non chieda a me perché tutto questo tempo. Noi stiamo aspettando».
Un’altra attesa infinita: quella dell’adeguamento delle tariffe aeroportuali.
«Ho letto con piacere tre giorni fa che il viceministro con delega alle infrastrutture Mario Ciaccia ha affermato che i contratti di programma di Milano e di Venezia sono sbloccati. Attendiamo le firme dei due ministri e il via libera definitivo Enac».
Quindi siamo in dirittura d’arrivo.
«Speriamo. Sarebbe la conclusione di una storia durata praticamente dodici anni».
E cosa significa per voi?
«Quello che abbiamo più volte annunciato, cioè un programma di investimenti da centinaia di milioni per i prossimi anni, a cominciare dal tanto richiesto people mover, dal potenziamento del sistema dei nastri per lo smistamento dei bagagli, dalla copertura di tutta la zona aeroportuale prima degli ingressi per i controlli di sicurezza».
Avete venduto la vostra quota nella autostrada Venezia- Padova a Gavio, big del settore. Eppure più volte avevato espresso la volontà di diventare i soci di controllo.
«La Venezia-Padova è la promotrice di due project financing, il Gra di Padova e la Nogara- Mare, che forse hanno buone possibilità di realizzazione ma rappresentano un business che si gioca su tempi molto lunghi. Ci siamo accorti che è interessante solo per coloro che possono integrare la gestione con le attività di costruzione. Noi siamo gestori puri. E abbiamo deciso di concentrarci sugli aeroporti. Oltre che sulla ristorazione con Airest e su Centostazioni».
Oltre a Ronchi, guardate ad altri dossier?
«Certamente. Dopo la conquista di Charleroi, operazione di cui siamo molto contenti, guardiamo ogni opportunità in giro per l’Europa. Certo non la privatizzazione dei due grandi scali spagnoli, è troppo per noi. E su Edimburgo c’è parecchia concorrenza, anche da parte di soggetti finanziari. Ma siamo sicuramente a caccia di società di medie dimensioni per acquisizioni di natura industriale. Non posso dire quali».

Claudio Trabona

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