Zaia: troveremo i soldi per Veneto Strade

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Cento milioni di debito e casse vuote. Il governatore: «Ce ne faremo carico ma invito gli assessori a fare gioco di squadra» Luca Zaia non aveva mai incrociato Mario Monti. Gli ha parlato a Palazzo Chigi, in compagnia di Umberto Bossi. «L’impressione? Una persona molto rigorosa, a tratti intransigente, che in questa fase ha l’opportunità di sottrarsi al condizionamento di partiti e Parlamento. Capita una volta ogni cent’anni. E’ stato cordiale ma non abbiamo divagato, ci siamo attenuti strettamente agli argomenti in agenda, Statuto regionale e quote latte. Il giudizio? Da governatore, dico che il Veneto non farà l’opposizione al Governo ma valuterà di volta in volta i provvedimenti. Da leghista, ritengo deleterie le sue scelte in materia di liberalizzazione degli orari commerciali e di accentramento delle tesorerie. Ci opporremo con tutti i mezzi, come abbiamo fatto contro i ticket sulla sanità al tempo di Berlusconi».

A proposito del Cavaliere, la Lega ha deciso di rompere col Pdl e di affrontare le amministrative da sola. In Regione, viceversa, l’alleanza regge. Questione di poltrone?

«Niente affatto, questione di coerenza e di rispetto. Verso i cittadini, prima di tutto, con i quali abbiamo assunto un impegno programmatico comune. E verso gli alleati che non possono diventare degli appestati dall’oggi al domani. Io non accetto questa logica, gli elettori non si trattano da babbei. La Lega, ciclicamente, sceglie di correre in solitudine: ci vuole, è empatico con la nostra base. Per noi, correre da soli è come celebrare un congresso, ci contiamo, ci misuriamo con il territorio. Oggi tutti danno lezioni in materia, beh, io sono stato il primo a farlo, nel 2002, sfidando i sondaggi che mi escludevano addirittura dal ballottaggio e vinsi, diventando presidente della Provincia di Treviso».

Vabbé, guai a chi tocca la maggioranza di Palazzo Balbi. Ma un’alleanza dovrà pur servire a qualcosa. Il nuovo Statuto vi attribuisce maggiori poteri. Come intendete utilizzarli?

«Non mi nascondo dietro un dito. La rivoluzione statutaria fa sì che maggioranza, e anche opposizione, non abbiano più alibi. Il limite vero è quello delle risorse, tagliate a ogni piè sospinto dallo Stato. Comunque privilegeremo quattro direttrici: sanità e sociale; mercato del lavoro, infrastrutture e tutela del territorio. Dovessi indicare una priorità assoluta, indicherei i giovani: in Veneto ne abbiamo 50 mila che non studiano né lavorano; 1 su 4 sotto i trent’anni è disoccupato; 2 su 4 sono precari. Si profila una situazione drammatica».

Cosa farete nel concreto?

«Abbiamo stanziato 40 milioni per gli ammortizzatori sociali, al tavolo dello sviluppo lavoriamo a un nuovo modello di flessibilità, stiamo studiando microattività da incoraggiare. Voglio dirlo: da parte dei sindacati c’è grande spirito di collaborazione e sensibilità».

In tema di investimenti, Veneto Strade è al verde e ha un centinaio di milioni di debito. Altro che infrastrutture…

«Si troverà una soluzione perché la viabilità è un problema di tutta la Regione, non dell’assessore alla mobilità. I soldi che mancano li faremo saltar fuori dal bilancio. Voglio dire una cosa però e vale per tutti gli assessori: i problemi vanno condivisi, da soli si fa prima ma insieme si va più lontano. A buon intenditor… ».

Renato Chisso prenderà nota. Ma quali sono le vostre cordate imprenditoriali e finanziarie di riferimento?

«Non ce ne sono, non esistono. Gli imprenditori possono venire dal governatore ad esporre idee, a segnalare problemi ma se uno mi chiede se partecipare o meno a un appalto, la interpreto come un’offesa. E a chi dice “si sa come vanno certe cose” io ribatto: chi lo sa, lo denunci. Ho promesso trasparenza e legalità, voglio essere il garante di tutti gli imprenditori. Se qualcuno si comporta male a mia insaputa, fatemelo sapere».

Prima la nota che diffidava chiunque dal parlare a suo nome; poi il divieto alle cene d’affari tra dirigenti regionali e aziende. C’è un malcostume da raddrizzare?

«Non sono a conoscenza di abusi e ho grande fiducia nei miei dirigenti ma è meglio prevenire evitando situazioni sgradevoli sul piano estetico. Abbiamo uffici accoglienti, le questioni di lavoro vanno discusse qui, non al ristorante o in qualche piazzola autostradale. Quanto al millantato credito, se qualcuno si presenta a mio nome, sappiate che è un falso emissario, denunciatelo. Ho scoperto che i miei sedicenti compagni di scuola sono il doppio di quelli reali… ».

La Lega veneta si avvia al congresso. C’è chi suggerisce Zaia come segretario “pacificatore” tra i duellanti Gobbo e Tosi…

«Sono assolutamente indisponibile e finché sarò presidente del Veneto, il mio no è irrevocabile».

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