Camera di Commercio di Campobasso/Azienda Speciale Fai: chi paga il conto?

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La Giunta dell’ente camerale prende atto dell’attività del liquidatore ma non interviene sullo sbilancio di 485.000 euro – Tra i membri della Giunta anche l’ultimo Presidente della Fai, Paolo Spina L’Azienda Speciale Fai della Camera di Commercio di Campobasso, chiusa con un passivo di quasi mezzo milione di euro, è oggi in liquidazione. La liquidatrice è la direttrice della Camera di Commercio del capoluogo, Lorella Palladino. Come è noto sull’Azienda Speciale Fai è stata condotta un’ispezione da parte del Ministero dell’Economia e tale ispezione ha dato luogo a diversi rilievi contabili e amministrativi. Sul finire di gennaio la Giunta della Camera di Commercio ha affrontato le problematiche tuttora irrisolte dell’Azienda Speciale. Sull’argomento l’organo esecutivo dell’ente camerale non ha adottato alcun provvedimento specifico, limitandosi a prendere atto di quanto esposto dalla liquidatrice. La stessa ha ribadito che sta fornendo al Ministero e agli enti cui il verbale dell’ispezione ministeriale è stato inviato (tra cui la Procura nazionale e regionale della Corte dei Conti) i chiarimenti, i documenti e le notizie oggetto dei rilievi dell’ispettore. Il punto è che l’ispezione ministeriale, oltre a chiedere una serie di informazioni e di documenti contabili mancanti, ribadiva anche la necessità di accertare eventuali responsabilità nascenti dalla messa in liquidazione dell’azienda e dalle irregolarità riscontrate. Su questo punto la Camera di Commercio, socia al 100% della Fai, è stata sinora assolutamente silente. Così come è stata silente sulle modalità di recupero o di copertura del deficit patrimoniale creatosi, quantificato in sede di assestamento del bilancio 2010 in ben 485.000 euro. Dai bilanci e dalle bozze di bilancio della Camera di Commercio non si evince peraltro alcuna posta a copertura della perdita, ma intanto la Camera di Commercio nel settembre scorso ha versato sui conti della Fai 174.000 euro per chiudere uno scoperto di conto corrente che un istituto di credito (Bnl per la precisione) aveva revocato. Ma l’importo non è stato accreditato a copertura di una possibile perdita, ma semplicemente come prestito temporaneo alla Fai. E con quali risorse una società in liquidazione e con uno sbilancio patrimoniale già accertato di ben 485.000 euro potrà mai restituire il prestito alla Camera di Commercio? Si pone poi un’altra questione. La Giunta della Camera di Commercio vede al suo interno l’ultimo Presidente della Fai prima della liquidazione, Paolo Spina. E questo potrebbe porre anche un astratto problema di conflitto di interessi. Va poi ricordato che per gli amministratori della Fai era stabilito un compenso che per il solo Presidente sfiorava, nell’ultimo anno, i 14.000 euro oltre alla dotazione di utenza mobile aziendale. Infine va precisato che anche la presenza nella Giunta della Camera di Commercio è remunerata: c’è un fisso di 2971,89 euro oltre ad un gettone di presenza di 172,53 euro a seduta. Inoltre il membro di Giunta partecipa anche ai Consigli camerali per i quali è stabilito un altro significativo gettone di presenza: ben 205,74 euro a seduta. Il punto adesso è capire chi dovrà coprire il buco della Fai e se lo stesso sarà posto a carico, come sembrerebbe, esclusivamente sulle spalle delle imprese e dei contribuenti, quelli cioè che alimentano le entrate del bilancio della Camera di Commercio.

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