L’ENIGMA: IL LEMMING ARTICO E QUELLO DELL’EUROPA DEL NORD E DEL SUD

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Il lemming è un roditore artico che ha la tipica espansione riproduttiva del ratto, ma con una peculiarità contronatura: quando le difficoltà del clima diventano insostenibili e quindi il puro sostentamento, praticano il suicidio di massa gettandosi dai dirupi di ghiaccio in mare, a migliaia! Anche l’essere umano è portato all’auto-lesionismo, ma raramente diventa collettivo.  In Europa invece stiamo assistendo al fenomeno “lem-ming”. Negli ultimi mesi, nei paesi cosiddetti PIIGS assistia-mo con un sentimento collettivo di sgomento al suicidio quotidiano nei modi più efferati – impiccagione, lanci nel vuoto, mediante il fuoco, con armi da sparo – per pura disperazione economica e le fasce di età sono delle più diverse. In testa a tutti la Grecia, la quale ha visto una vera e propria strage di 1725 persone quasi tutte nel terri-torio metropolitano della capitale Atene. Purtroppo la storia ci tramanda storie orripilanti, tipo il suicidio colletti-vo di Masada a causa dell’assedio delle legioni romane in Israele. Senza appesantire il discorso potremmo citare, del secolo scorso, i suicidi delle sempre più numerose sette millenaristiche, ma in verità quello che ci si para davanti oggi è indubbiamente di caratteristiche sinistra-mente nuove, appunto, di lemming. La cosa più impressionante è la solitudine dell’atto, visto che non è ordinato, organizzato, concordato nello stesso luogo da gente della stessa lingua, religione, apparte-nenza politica, cultura antica, come per esempio in Giappone dove il fenomeno è presente dalla prima ado-lescenza sino alla vecchiaia, ormai da decenni, per disa-gi avuti di carattere economico-sociale. Quella europea è indiscutibilmente anomala e certamente degna di grande attenzione interdisciplinare, enunciandone in questo scritto le peculiarità invero impressionanti.
L’Europa è indubbiamente ora ben lontana dai territori artici e/o desertici della società dell’Eurolandia, l’antichi-tà della sua cultura, o meglio, delle sue antichissime cul-ture eterogenee che si perdono nella notte dei tempi.
Farebbe supporre in una struttura ben solida, composta dalla famiglia, scuola, sistemi lavorati, le strutture dello
Stato, le innumerevoli religioni riaffiorate e riapprodate sia in Europa del nord come in quella del sud.
Aggiungiamo anche che la tecnologia dei nostri tempi ha dato una mai vista facilità di vita impensabile in altri
secoli e millenni. Infine il supporto sanitario avanzatissimo
ci ha portato alla scoperta di un’aspettativa di vita di massa nei tempi antichi tanto impensabile quanto diven-tata motivo di leggenda e mitologia un po’ in tutte le civiltà antiche planetarie. Rispetto a quanto sopra espo-sto, mi torna alla mente l’impatto che personalmente ebbi negli anni settanta in un mio prolungato soggiorno
polinesiano. Il clima è certamente di elevatissima qualità rispetto alle esigenze del corpo umano tanto da preferire
la nudità all’uso di qualsiasi indumento e usare il pareo, imposto dai missionari per una questione di “decenza” di
matrice culturale giudeo-cristiano-europeo del tutto fuori tempo, fuori luogo ed antifunzionale al clima sempre lo
stesso tutto l’anno tanto da permettere di dormire all’aperto in qualunque ora del giorno o della notte
anche in presenza della rarissima pioggia, la quale, essendo calda, viene considerata la benvenuta, in quan-to con l’aggiunta di sapone è nient’altro che una doccia a cielo aperto. L’alimentazione dei vegetali della terra e di quella della fauna marina è di tale abbondanza, varietà, qualità che prima dei pasti si vedono le donne tornare a “casa”
come di ritorno dai migliori, meglio dotati, supermercati da noi ben conosciuti quotidianamente con la grande,
molto grande differenza che lo shopping polinesiano è del tutto gratuito!
L’atmosfera, ovviamente fuori dei centri urbani e degli attrezza-tissimi centri turistici, è bucolica, per noi incomprensibile quanto indecifrabile.  Quasi tutti i popoli del sud Pacifico non hanno sviluppato una
qualunque forma di scrittura, e quindi sono in gran parte analfa-beti. Le loro tradizioni quindi sono esclusivamente orali/musicali. Da circa 40/50.000 anni, sono stati, ora non più, i più grandi naviga-tori, colonizzatori del più grande oceano del pianeta Terra. Non c’è stata flotta europea che possa aver vantato, con il mini-mo di imbarcazioni e conoscenza della navigazione d’alto mare dei polinesiani, di aver percorso rotte intercontinentali a costi
zero rispetto alle centinaia di navi europee e di migliaia di mari-nai all’80/90% per cento mai più tornati nelle loro case per cen-tinaia di anni! Ai tempi d’oggi non solo la Polinesia non è più quella di un tempo, ma quello che era un tempo è ancora così nella Nuova Guinea dove una spedizione americana trovò recentemente
nell’interno di una tribù che non aveva mai incontrato l’uomo bianco e che ancora usava come utensili la selce producendo-ne sotto gli occhi degli esploratori negli anni 50 del secolo scor-so. La Polinesia, è risaputo, non è stata una mia scoperta personale! Però è tuttora visibile nelle foreste pluviali africane, dell’America Latina, come l’uomo antico sia più robusto, sereno ed inserito nella natura molto meglio, come da millenni, dell’uomo tecnolo-gico che per ogni singolo individuo necessita di centinaia di ton-nellate di materie prime nell’arco della sua vita per abitazioni, mezzi di trasporto, etc etc. Il confronto è propedeutico alla comprensione più profonda
della fragilità quasi infantile della mente dell’attuale homo sapiens, il quale più sa più si smarrisce sino alla più atroce auto-distruttività, nichilismo senza capo né coda.

The riddle: the artic lemming and that one of North and South Europe
The lemming is an arctic rodent that has the typical rat reproductive expansion, but with a peculiarity: when the difficulties of the climate become unsustainable, they prac-tice the pure mass suicide by jumping from the cliffs of sea ice, thousands! The human being also is brought to self mutilation, but rarely gets. In Europe we are witnessing instead at “Lemmings” phenomenon. In recent months, the so-called PIIGS countries we are dismayed because there is a daily suicide in different way hanging, launches into space, by fire, with gunpowder weapons because of eco-nomic desperation at different ages. We add also that the
modern technology has given us an easy life unthinkable in other centuries. I remember when I went to Polynesia. The climate is certainly of high quality. Power plants of the
land and the marine fauna is that abundance, variety, qua-lity and before meals you can see women go back to "home", better equipped, as if they are coming back from supermarket, but in Polynesia the shopping is free! Almost all people of the South Pacific have not developed any form of writing and therefore are largely illiterate. Their tra-ditions are exclusively oral/musical. From about 50,000
years, 40/were good sailors. There has not been European fleet that might have boasted, at zero-cost, intercontinental routes if compared to European ships and thousands sai-lors never came back at home for years! But it is still visi-ble in the rainforests of Africa, Latin America, as the old man is more strong, more serene and integrated in nature much better if compared to the modern technological man
who needs of tons of raw materials in his lifetime for hou-sing, transport, etc. etc. The comparison is propedeutic to a deep understanding of fragility almost infantile of the homo sapiens mind, who most know and most he lose himself until the foulest self destructive, nihilism without head nor tail.