Riflessione su Macroregione e infrastutture

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Alla presenza di numerose autorità politiche e militari, si è svolto lo scorso maggio, il Forum dal titolo “Il prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico nell’ambito della strategia Macroregionale” organizzato dalla nostra rivista. Particolarmente qualificato il pannel dei relatori che, dopo i saluti del Sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, ha visto l’apertura dei lavori con l’intervento del Governatore della Regione Marche Gian Mario Spaccail quale ha affermato che “è necessario abbassare il baricentro dello sviluppo europeo sia sulla direttrice Baltico-Adriatica attraverso il prolungamento del corridoio Helsinki-Ravenna fino a Bari, sia su quella Tirrenico-Adriatica attraverso il segmento della Fano-Grosseto. E’ questa la priorità per le istituzioni e deve esserlo anche per l’intera comunità, le associazioni di cate-goria, le organizzazioni, gli stakeholder. Non ci potrà essere futuro per l’Europa se continuerà a prevalere la strategia tedesco-scan-dinava con il potenziamento del quadrante nord. Il quadrante sud est è strategico, perché riguarda l’area più debole del continente che, se non opportunamente valorizzata e sostenuta, rischia di mettere in pericolo la stessa tenuta della Ue. Ecco perché è deci-sivo avanzare sulla strategia macroregionale, per dare forza non ad una sola area, non ad un solo Paese, ma ad un disegno com-plessivo in cui la stessa Unione Europea torni protagonista. E il pro-lungamento del Corridoio Baltico-Adriatico, in questo contesto, è determinante”. Ha preso poi la parola Guido Ceroni Direttore Operativo dell’Autorità Portuale di Ravennatestimoniando che “Non c'è ostruzionismo da parte dell'Autorità Portuale di Ravenna, al prolungamento del Corridoio perché il progetto va nell'interesse non solo nelle Marche ma di tutti i nodi infrastrutturali del centro-nord Italia. Sottolineo come, in una visione a larga scala e di gran-de respiro, il medio-alto Adriatico nel suo insieme, valendosi di col-legamenti funzionali con il centro-nord Europa assicurati anche dal Corridoio, con una decisa innovazione dell’Unione Europea in termini di allargamento delle Autostrade del Mare ai Paesi del sud
Mediterraneo (di cui si auspica un rapido e pacifico sviluppo) alla luce anche della entrata della Croazia nella Unione Europea, possa esprimere complessivamente potenzialità molto superiori alla realtà attuale”. Lo stesso Alessandro Ricci, Presidente Interporto di Bologna, in linea con le considerazioni di Ceroni ha confermato che “la dor-sale adriatica rappresenta la principale direttrice di sviluppo dei traffici dal Nord Europa al Mediterraneo e in senso opposto, quindi occorre che tutti gli attori di sistema facciano pressione sulle ammi-nistrazioni locali e centrali affinché il Corridoio possa coprire il tratto più lungo possibile lungo la dorsale adriatica”. Sempre Ricci ha sot-tolineato come, a prescindere da quanto sopra detto, sia impor-tante attivare una sinergia fra i Porti di Ravenna e Ancona ed i loro rispettivi interporti al fine di realizzare una strategia che possa por-tare beneficio a tutta questa area.  Se da parte degli interlocutori dell’Emilia Romagna si percepiscesoddisfazione per il lavoro svolto al fine di inserire Ravenna nel Corrdoio BAC, preoc-cupazione e un po’ di disappunto sono emersi dalle parole del Presidente Autorità Portuale di Ancona Luciano Canepa, il quale ha criticato il mancato inserimento del
Porto di Ancona “che ad oggi è l’unico porto ‘core’ dell’Adriatico escluso da tutti i Corridoi. È necessario – ha ribadito – che si faccia il possibile affinché il nostro scalo sia inserito all’interno del Corridoio, soluzione questa che darebbe forte impulso al Porto di Ancona che sta vivendo un periodo al quanto difficile. Per questo l’Autorità
Portuale di Ancona è da tempo attiva – ha continuato Canepa -, in coordinamento con la Regione Marche e gli altri componenti della Piattaforma Logistica delle Marche, per ottenere una modifica della proposta della Commissione, con l’esten-sione del corridoio Adriatico-Baltico sino ad Ancona anche in considerazione della
sua funzione di collegamento verso i Balcani”. Nel suo intervento Roberto Pesaresi, Presidente Interporto Marche, ha voluto sottoli-neare come sia “della massima strategicità per lo sviluppo dell'intermodalità nel centro-Italia il progetto che riguarda il Corridoio Baltico-Adriatico, uno dei 4 corridoi strategici di interesse europeo nel quadro del prospetto finanziario del periodo di programmazione 2014-2020. In questo contesto poi va anche considerato il percor-so di costituzione della Macroregione Adriatico-Ionica, che implica strategie geopo-litiche ed opzioni rispetto alla programmazione finanziaria europea 2014-2020 ed alla rimodulazione di quella 2007-2013. La partita però – ha concluso Pesaresi – si gioca anche e forse soprattutto sui servizi non solo sulle infrastrutture; cioè sulla
necessità di ragionare al di là dei confini regionali con lungimiranza come hanno fatto le giunte regionali di Marche ed Umbria che hanno incaricato Interporto Marche Spa e Sviluppumbria di continuare a sviluppare il traffico intermodale nel-l’ottica di un’integrazione sempre più stringente tra le due regioni”. Anche il Presidente della Camera di Commercio di Ancona Rodolfo Giampieri, hasostenuto che “il Corridoio Adriatico-Baltico dovrebbe essere esteso a tutta la dorsale Adriatica: ci sono tutte le condizioni per recuperare quella progettualità persa negli
anni scorsi che portò all’esclusione del vecchio Corridoio Adriatico dai programmi prioritari dell’Unione. La dorsale Adriatica, dopo l’eliminazione della strozzatura della Galleria di Cattolica e fino al Molise, è una rete ferroviaria ad Alta Capacità. Sui binari possono ormai transitare treni e container di tutte le dimensioni. Non è così lungo la dorsale ferroviaria tirrenica, dove gallerie e altre strozzature impediscono il transito di alcune tipologie di treni merci. Pertanto il territorio può diventare una delle aree del Paese con le migliori condizioni per sviluppare trasporto di merci su rotaia e servizi di logistica. La posizione geografica aiuta il territorio a diventare punto di riferimento per il bacino a Est del Mediterraneo e del Mondo, che rappresentano le aree a mag-gior potenziale per lo sviluppo economico internazionale”. Le conclusioni, che hanno assunto il tenore di sprono ad organizzarsi e attivarsi in modo coordinato e sinergico lasciando da parte campanili-smi politici e localismi e sono
state tratte da Paolo Meucci, Direzione Generale relazioni con i parlamenti Nazionali del
Parlamento Europeo. “È fondamentale – ha detto Meucci – se si vuole realizzare un’azione incisiva, che si realizzi
una cabina di regia che coor-dini dal punto di vista tecnico gli esperti che dovranno affron-tare le problematiche legate ai rapporti con la commissione trasporti, magari andando a ripescare le motivazioni e le azioni messe in atto in occasio-ne della presentazione della richiesta di inserimento deCorridoio Adriatico. Sulla base della validità dei ragionamenti fatti all’epoca, ricondurre le stesse politiche all’interno del BAC, senza chiedere novità particolari. Serve inoltre la capa-cità di monitorare le attività che si svolgono presso la Commissione e presso il Parlamento Europeo attraverso gli uffici preposti e realizzare un’adeguata comunicazione con l’altra faccia della medaglia ovvero la parte politica. È qui che entra in gioco il Governatore della Regione Marche che quale relatore sul parere per la Macroregione Adriatico – Ionica potrebbe catalizzare l’interesse di tutte le regioni coin-volte e spingere anche il governo centrale sostenere la causa. Una cosa è comunque certa occorre fare presto per-ché non è in gioco solo il Corridoio Baltico-Adriatico ma le priorità progettuali sull'Adriatico a iniziare dalla Macroregione
Adriatico Ionica”.A conclusione degli interventi si è aperto un rapido, ma con-creto dibattito che ha visto tra i protagonisti l’On. Carlo Ciccioli, che in piena sintonia con Paolo Meucci, ha ribadito “la convergenza di tutti i parlamentari eletti nelle Marche sul tema del prolungamento, ricordando che l'import di merci
dall'oriente nelle regioni adriatiche vale 14 miliardi di euro, dei quali 3 miliardi di gettito iva per sdoganare le merci. Se l'in-gresso di tali merci avvenisse in Italia – ha detto – nelle casse regionali la quota parte sarebbe di circa 160 milioni di euro ed invece oggi le navi provenienti dall'oriente vengono indi-rizzate ai porti del Nord Europa nonostante 7 giorni di naviga-zione in più. Quei 3 miliardi di gettito iva quindi non vanno all'Italia. Il Ministro Passera – ha concluso – non conosceva il problema ed invece è una battaglia che va fatta, ed in
maniera trasversale”.

Considerations about macroregion and infrastructures
Qualified all the speakers that have take part to the Forum titled "Il prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico nell’ambito della strategia Macroregionale" organized by our magazine. After the greetings of the Mayor of Ancona Fiorello Gramillano, there has been the speech of the president of the Marche region
Gian Mario Spacca who has affirmed "It’s need to lower the center of European Development on the Baltic-Adriatic axis through an exten-sion of the corridor Helsinki – Ravenna until Bari, both on the Tyrrhenian-Adriatic through  the route Fano-Grosseto. This is the priority for
the institutions and it must be also for the whole community, associations, organiza-tions, stakeholders. The Southeast area is stra-tegic, for this reason it’s important to support the macro-regional strategy and the extension of Baltic-Adriatic Corridor. "Then has talked Guido Ceroni Chief operating officer of
Ravenna port authority "There are no obstruc-tions for our part, because the project involves not only the Marche region but all the infra-structures of North-central Italy. Alessandro Ricci, President of Interporto Bologna, has confirmed "The Adriatic area is the main route about the development of business traffics
from Northern Europe to the Mediterranean and in the opposite direction". Ricci has remarked the importance of the synergy between the ports of Ravenna and Ancona and their respective freight villages in order to implement a strategy that can bring benefit to all this area. Some people of Emilia Romagna are satisfied for the actions made in order to put Ravenna in the BAC corridor but a displeasure has been
expressed by Luciano Canepa, President of Ancona Port Authority who has criticized the failed inclusion of Ancona port that is going to face a critic period. In his speech, the President of Interporto Marche Roberto Pesaresi, has underlined how "it’s extremely strategic important for the development of
intermodal in Italy the project of the Baltic-Adriatic Corridor, one of 4 strategic corridors of European interest as part of financing planning 2014-2020. The match, however, – concluded Pesaresi- can be played espe-cially on services not only on the infrastruc-tures. Even if the President of Ancona
Chamber of Commerce Rodolfo Giampieri, has affirmed "The corridor Adriatic -Baltic
should be extended to the whole Adriatic ridge: there are all conditions to find again the lost projects in the last years that led to the exclusion of the old Adriatic Corridor by the priority of the Union programs. The
Adriatic ridge, is a high-capacity rail network. On the rails can now transit trains and con-tainers of all sizes". The conclusions, have been made by Paolo Meucci, General Direction relation with national parliaments of the European Parliament. "It’s crucial – said Meucci – it needs the ability to observe the
activities that take place at the Commission and in the European Parliament through the offices that must realize an adequate com-munication with the political party. Here the Governor of Marche region could heighten the interest of all the regions involved and also push the support of Central Government”. At the conclusion of the forum there has been a quick but concrete debat between On. Carlo Ciccioli, who reaffirmed "the convergence of all the members elected in the Marche region about the theme of extension, remembering that the import of goods from the East in the Adriatic regions worth 14 billion euro, of which 3 billion are VAT used to clear the goods. If the entry of those goods was in Italy the share would be about 160 million euro. The Minister Passera – concluded – didn't know the problem and instead is a battle that has to be done in a indirect way".

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