Contratto industria, riferimento in Consiglio. Ma l’Aula resta apatica

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La firma del contratto industria tra ANIS e CSU dello scorso 27 luglio è stata portata all’attenzione del Consiglio Grande e Generale in un riferimento, in seno al Comma Comunicazioni, del Segretario di Stato per il Lavoro Francesco Mussoni.
Il Segretario Mussoni ha ricordato come tale firma è arrivata dopo quattro lunghi anni e sia giunta in un momento così particolare, in piena crisi di governo. Il governo ha tenuto “un atteggiamento corretto, di rispetto e di non ufficializzazione del proprio ruolo”.

C’è rammarico, ha aggiunto Mussoni, “per la mancanza delle altre parti sociali, Osla e Usl. Purtroppo non è stato possibile insediare un unico tavolo di trattativa”.

È stata “un’azione di responsabilità da parte di Anis e Csu: il contratto ha in sé una visione del futuro e un’analisi del presente. Ora la politica deve fare il suo”.

Infatti industriali e sindacato hanno avanzato una serie di richieste alla politica ben precise, e lo hanno fatto pubblicamente, con un documento comune.

“Ci sono richieste, in particolare per la riduzione delle festività, per il principio di una maggiore rappresentatività, per una normativa sul credito agevolato, per la non imponibilità del 50% delle ore obbligatorie, per le pensioni, per gli sgravi fiscali per i frontalieri”.

Ora, poiché il governo non può svolgere un’azione concreta per queste richieste, ha ricordato Mussoni, “il Consiglio grande e generale deve fare una riflessione articolata. I temi delle festività, della stabilizzazione, del credito agevolato della rappresentatività sono già stati discussi in Aula. Si può dunque trovare una sintesi”. L’auspicio del Segretario al Lavoro è “che ci sia un’azione programmatica per riconoscere il lavoro svolto, la validità del contratto, un dibattito e un’assunzione di responsabilità tramite un odg che fissi gli impegni per la prossima legislatura. Dobbiamo ricercare un patto sociale tra la politica e le forze economiche sociali per affrontare la crisi. Serve un’azione pragmatica, efficiente e determinata”.

Ma di fronte all’accorato appello della società civile e alla richiesta di Mussoni, l’Aula durante il Comma Comunicazioni ha risposto in maniera decisamente apatica. Vedremo cosa partorirà…

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