I giovani e la nuova Europa

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Giugno 2014 è stato un mese importantissimo per la Macroregione Adriatico – Ionica. Il 17, infatti, è stata approvata da parte della Commissione Europea la Comunicazione sulla strategia dell\’Unione europea Eusair unitamente al Piano di Azione e di Lavoro, che sono stati poi presentati il 24 giugno al Consiglio Affari Generali a Lussemburgo. Il 26, appena 11 giorni dopo, è stato approvato solennemente, all\’unanimità, nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, il parere sulla strategia Ue per la Macroregione, di cui il presidente della Regione Marche e dell\’Intergruppo adriatico ionico del Comitato delle Regioni, Gian Mario Spacca, è stato relatore. L’ultimo atto formale è fissato in agenda per il 24 ottobre 2014 quando il Consiglio europeo sancirà, definitivamente, l’operatività della Macroregione. Tutto questo accade alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell\’Ue che, com’è noto, partirà il 1 luglio 2014 e in tempo per inserire la Strategia all’interno del periodo finanziario 2014 – 2020. Si tratta, per tutti i territori coinvolti, di un'opportunità per affrontare insieme nodi comuni che spaziano dalla tutela ambientale allo sviluppo delle reti energetiche e infrastrutturali, ma soprattutto per lavorare al complessivo rilancio economico della regione. La Macroregione, infatti, è uno strumento comunitario nato meno di 5 anni fa, con il primo esperimento nel Mar Baltico prima e nel Danubio poi, allo scopo di favorire la partecipazione al processo decisionale non solo degli Stati, ma anche di Regioni, enti locali, società civile, in aree circoscritte dello spazio europeo. Terza Macroregione quella Adriatico – Ionica, ma prima per coinvolgimento di Paesi extra – Ue comprende quattro Stati membri (Grecia, Italia, Slovenia e Croazia) e quattro Paesi non unionali, tutti appartenenti all’area balcanica: Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia. In Italia le regioni interessate sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lombardia e Trentino Alto Adige.
Le Marche hanno giocato un ruolo fondamentale nel realizzare quanto sopra espresso ed è un fatto che proprio nella città di Ancona si sono svolti i Giochi della Macroregione Adriatico – Ionica che hanno coinvolto i ragazzi provenienti dall’Italia, dalla Serbia, dalla Croazia, dall’Albania, dalla Slovenia, dal Montenegro, dalla Bosnia Erzegovina e dalla Grecia. La città di Ancona, da anni protagonista del processo d’integrazione e di cooperazione tra i Paesi che si affacciano sulle sponde dell’Adriatico e dello Ionico (ospita, infatti, la Segreteria permanente per l’iniziativa Adriatico Ionica, oltre ai Fora delle Città, delle Camere di commercio e delle Università), nei tre giorni della manifestazione ha rappresentato il palcoscenico ideale e simbolico della volontà di unire i destini di questi popoli. Un grande evento sportivo organizzato come una micro Olimpiade, perché solo dalle nuove generazioni si può partire se vogliamo realizzare quello che le istituzioni, in questo mese di giugno stanno formalizzando.

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