2020, anno da dimenticare o nuovo inizio?

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Gabriele Costantini
Adriaeco n. 47 anno XIII

L’emergenza mondiale Covid-19 ha segnato il 2020 e ha portato morti e una crisi economica che non è ancora finita. Anzi è in piena ripresa e ha già causato delle eredità proprie che vanno affrontate subito perché potrebbero minacciare la stabilità economica, finanziaria e non da ultimo sociale nel medio periodo. Lo shock potrebbe colpire sia le imprese che le banche a livello nazionale e internazionale. Secondo il World Economic Outlook il Pil globale subirà una contrazione del 4,4% nel 2020, un dato sicuramente negativo, ma meno grave del -5,2% stimato a giugno 2020. Un quadro un po’ meno fosco quello dipinto dal Fondo Monetario Internazionale per il 2020. Il balletto delle statistiche rende palese quanto sia difficile prevedere lo sviluppo della crisi, con il virus ancora attivo, in sintesi, ci sarà sempre da fare i conti con la ripartenza dei contagi e con le restrizioni adottate per fermarli. Per l’Italia, l’FMI prevede una contrazione del 10,6%, che segna un deciso miglioramento rispetto al -12,8% stimato a giugno e le permette di lasciare la maglia nera dell’Eurozona alla Spagna. Una ripresa incerta e diseguale, esposta a ricadute come detto, ma nel 2021, il rimbalzo atteso è del 5,2% su scala globale e del 5.1% su quella nazionale. Ed è proprio su questo punto che si gioca la partita che deve essere vissuta senza farsi prendere dal panico facendo le scelte giuste per l’exit strategy da questa particolarissima situazione continuando con gli interventi di sostegno, fiscali e monetari, che sono stati fondamentali per attutire lo shock. Recovery Plan e Mes sono i due temi che continuano ad essere al centro del dibattito politico. Da un lato il piano per la ripresa da 750 miliardi o Next Generation Eu, come lo ha battezzato la Commissione europea, su cui non è stato ancora sottoscritto l’accordo a causa del veto di Ungheria e Polonia, dall’altro il Meccanismo europeo di stabilità. Nelle pagine che seguono proponiamo un breve spaccato di queste progettualità che, ovviamente, non sono risolutive di un problema di siffatta dimensione, ma che possono essere praticate in maniera fattiva a beneficio di un sistema che vuole e deve continuare a sostenere l’economia del Paese.

Gabriele Costantini

Adriaeco n. 47 anno XIII

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