Sarà nella Blue Economy il futuro del nostro Paese?

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Gabriele Costantini
Adriaeco n 46 anno XII

L’Economia del mare è una risorsa che genera ricchezza, occupazione e innovazione secondo un modello che unisce settori e tradizioni diverse in un tessuto imprenditoriale diffuso che può e deve essere una leva straordinaria per il rilancio dell’Italia. Dietro ciascuna delle singole filiere vi sono un insieme di relazioni economiche. Dalla portualità allo shipping passando per la logistica integrata fino ad arrivare a pesca, cantieristica e, non da ultimo, turismo, ricerca e tutela ambientale. Questa è la Blue Economy, una galassia di imprese non solo localizzate lungo la costa, ma che operano in ambiti territoriali ben più vasti e che si inseriscono funzionalmente nelle filiere stesse. Una forza imprenditoriale che rappresenta un motore per la produzione economica e, se si tiene conto della sua capacità di attivazione di questo sistema sul resto dell’economia, si arriva ad un valore aggiunto prodotto dalla filiera complessivamente considerata, tra produzione diretta e indiretta, pari all’8,5% del totale dell’economia italiana. Il turismo rappresenta senza ombra di dubbio il settore muscolare dal punto di vista dei valori numerici, pesca e cantieristica quelli più facilmente riconducibili all’immaginario collettivo, shipping e logistica quelli che da sempre caratterizzano le umane vicende dalla notte dei tempi e, infine, disinquinamento e tutela del mare, quello con la più forte propensione a ricerca e innovazione. L’Italia è una penisola con una naturale vocazione marinara, ma esistono ancora margini di potenzialità offerte dal mare non ancora sfruttati. Su questo numero di Adriaeco vogliamo proporre alcuni spunti di riflessione in un’ottica di sviluppo di interventi coesi e integrati finalizzati alla crescita dell’economia del mare nel nostro Paese. Del resto, anche a livello internazionale si va sempre più affermando la consapevolezza che tutti gli aspetti del rapporto dell’uomo con il mare siano strettamente connessi e che debbano essere affrontati in modo omnicomprensivo con un occhio sempre più vigile alla sostenibilità.

Gabriele Costantini

Adriaeco n 46 anno XII

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