Eolico in mare, l’Europa resterà leader del mercato

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L\’abbassamento dei costi dell\’eolico in mare, l\’esistenza di giacimenti abbondanti e di qualità, le problematiche di gestione dell\’equilibrio domanda-offerta dell\’elettricità, le opportunità della strutturazione di una filiera locale e, naturalmente, i limiti di spazio, limitano lo sfruttamento e l\’installazione dei parchi a terra in favore, appunto, di quello offshore. Questi fattori stanno spingendo i governi a promuovere e sviluppare sempre di più questo tipo di energia. È questo il caso, soprattutto, degli Stati europei che dovrebbero rimanere leader di questo mercato, con più del 60% del parco installato in mare nel 2030. L’Ademe (L'Agence de l'environnement et de la maîtrise de l'énergie) ha pubblicato da pochi giorni due rapporti, uno sullo stato generale dell'eolico in mare e sulla sua crescita potenziale, un altro sulle innovazioni tecnologiche vettore di competività.
A livello mondiale, l'eolico dovrebbe conoscere una forte crescita da qui al 2030 con 40-50 GW di capacità annua da sommare ogni anno, secondo le stime dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE). Alla data del 2030, la potenza eolica mondiale potrebbe e dovrebbe arrivare a 1320 GW contro i 433 GW attuali. Questa crescita dovrebbe essere più importante nei paesi emergenti: 8% la media annuale per l'Asia, il 9% per l'America Latina, l'Africa e il Medio Oriente sul periodo 2014-2035 (un tasso di crescita dovuto all'aumento del consumo energetico di questi paesi).
I paesi sviluppati, precursori nello sviluppo dell'eolico, vedranno ugualmente una forte crescita anche se più limitata (5% in media) tenendo anche conto del contesto di riduzione della consumazione di energia elettrica.
Le previsioni per il 2035 vedrebbero passare l'eolico in mare dal 2-3% del parco attuale a più del 10%.

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