Il paradigma della mobilità

192
Gabriele Costantini

Il trasporto intermodale non è un argomento nuovo per noi. Sono anni che ne scriviamo su queste pagine e tanti sono gli approfondimenti cui l’argomento è stato oggetto di analisi.
Com’è noto, infatti, le infrastrutture di trasporto costituiscono un elemento fondamentale per la vita e lo sviluppo di ogni comunità organizzata. Qualsiasi attività umana richiede di poter avere sistemi di mobilità i più possibili sicuri, efficienti e sostenibili e i trasporti rimangono insostituibili per il soddisfacimento di tutti bisogni essenziali.

Adriaeco 43 anno XI

Il paradigma della mobilità è indubbiamente cambiato nel tempo, in particolare, oggi, si richiede sempre più l’integrazione tra vari modi e mezzi di trasporto. Conseguentemente le infrastrutture che consentono lo sviluppo delle connessioni fisiche nel territorio devono essere riguardate come un sistema integrato, idoneo a favorire lo sviluppo dell’intermodalità.
Il Porto di Ancona, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, non è esente da questo processo. Sono tanti i progetti in opera per rendere lo scalo marchigiano sempre più interconnesso con il sistema ferroviario e viario nazionale, come si può leggere nelle pagine di seguito, sostenuti dall’Ue e dalla strategia EUSAIR perfettamente in linea sul disegno europeo di ampio respiro per un sistema di trasporti concorrenziale in grado di incrementare una mobilità sostenibile, rimuovere i principali ostacoli nelle aree essenziali e alimentare crescita e occupazione.
Infine, è notizia di questi giorni che Il trasporto intermodale è una delle priorità del nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Lo rende noto lo stesso Ministro in una nota sul memorandum of understanding firmato al secondo vertice di Bolzano sul Brennero. Lo stesso Toninelli ha posto l’accento sull’importanza del disegno tracciato dalle Reti Ten – T e come queste rappresentino una sfida fondamentale per connettere meglio le varie aree d’Europa, ottimizzando la storica linea Rfi attraverso un aumento della capacità operative e della velocizzazione trasportistica.
Queste sono considerazioni importanti, soprattutto se lette in una prospettiva in cui occorre valutare che gli investimenti sulle infrastrutture, se correttamente selezionati e ben impostati, possono produrre rilevanti ricadute economiche, delle quali il nostro Paese ha oggi più che mai assoluta necessità.

Gabriele Costantini