Astaldi, Il CDA approva piano e proposta concordataria

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Astaldi S.p.A. (la “Società”) rende noto che, in data 15 febbraio 2019, il Consiglio di Amministrazione della Società, avendo ricevuto una offerta da parte di Salini Impregilo (“SI”), ha approvato la presentazione del piano (“Piano”) e della proposta concordataria (“Proposta Concordataria”), di cui alla domanda di concordato preventivo con continuità aziendale ex artt. 160, 161 e 186-bis, l.f., recante le indicazioni per il soddisfacimento dei creditori, nonché ulteriore documentazione prevista dalla legge.

La manovra finanziaria alla base del Piano e della Proposta Concordataria, su cui si è espresso favorevolmente anche l’Attestatore indipendente, è coerente con l’offerta pervenuta da SI e prevede:

(i)         un aumento di capitale per cassa riservato a SI pari a EUR 225 milioni, destinato al pagamento dei crediti privilegiati e prededucibili, nonché al servizio del piano di continuità;

(ii)       la soddisfazione parziale dei creditori chirografari con l’attribuzione in loro favore, sia di azioni derivanti dalla parziale conversione dei crediti, sia di strumenti finanziari partecipativi emessi dalla Società a valere sulla liquidazione degli asset non core segregati a loro favore.

Gli asset non core oggetto di segregazione comprendono (i) il ramo concessioni con i progetti relativi al Terzo Ponte sul Bosforo, all’Autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir e all’Etlik Integrated Health Campus di Ankara in Turchia, all’Aeroporto Internazionale Arturo Merino Benitez e all’Ospedale Felix Bulnes di Santiago in Cile, (ii) il credito in Venezuela, e (iii) l’immobile della sede centrale di Roma.

All’esito dell’esecuzione del Piano, SI acquisirà la quota di controllo di Astaldi S.p.A. post esdebitazione concordataria. La Proposta Concordataria, coerentemente con l’offerta di SI, prevede, infatti, in estrema sintesi, che, all’esito di una operazione sul capitale di Astaldi da attuarsi nell’ambito della procedura di concordato preventivo in continuità aziendale:

  • SI divenga il principale socio di Astaldi, con una percentuale pari al 65 % del capitale sociale risultante dall’operazione di ricapitalizzazione;
  • i creditori chirografari di Astaldi diventino soci di Astaldi, convertendo in azioni i propri crediti, con una percentuale complessiva pari al 28,5 % del capitale sociale risultante all’esito dell’operazione di ricapitalizzazione;
  • gli attuali azionisti della Società, all’esito dell’operazione di ricapitalizzazione, mantengano una percentuale di partecipazione pari al 6,5 % del capitale di Astaldi.

L’offerta di SI è condizionata, tra l’altro, alla ammissione e alla successiva omologazione della Proposta Concordataria, al conseguimento delle necessarie autorizzazioni di legge, all’assenza di eventi che mettano a rischio la fattibilità del piano economico-finanziario di continuità di Astaldi, al contributo di investitori di lungo periodo per l’apporto di una quota di mezzi propri funzionali all’operazione e alla disponibilità del sistema bancario a concedere ad Astaldi le linee di credito, per cassa e per firma, necessarie nel contesto della stabilizzazione finanziaria e operativa della Società prevista dal Piano.

La Società ritiene che la Proposta Concordataria sia conveniente per i creditori e consenta di salvaguardare il valore e il know-how dell’azienda.

Il Gruppo Astaldi è uno dei principali Contractor in Italia e tra i primi 25 a livello europeo nel settore delle costruzioni, in cui opera anche come promotore di iniziative in project financing. Attivo da 90 anni a livello internazionale, si propone al mercato sviluppando iniziative complesse e integrate nel campo della progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture pubbliche e grandi opere di ingegneria civile, prevalentemente nei comparti delle Infrastrutture di Trasporto, degli Impianti di Produzione Energetica, dell’Edilizia civile e Industriale, del Facility Management, Impiantistica e Gestione di Sistemi Complessi. Quotato in Borsa dal 2002, ha chiuso il 2017 con un portafoglio totale di oltre €24 miliardi e un fatturato superiore ai 3 miliardi. Con oltre 10.500 dipendenti è prevalentemente attivo in Italia, Europa (Polonia, Romania, Russia) e Turchia, Africa (Algeria), America del Nord (Canada, USA), America Latina e Far East (Indonesia, India).