Sondaggio intitolazione via a Silvio Berlusconi: il 74,4% dice «no»

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Sta facendo molto discutere la delibera del comune di Apricena dello scorso 15 giugno, con la quale, in tempi record, la giunta guidata dal Sindaco Antonio Potenza, ha inteso reintitolare l’attuale “Via Modena” in “Via Silvio Berlusconi”.

La notizia, in poche ore, ha guadagnato la “scena nazionale”. Ma in tanti hanno espresso sui “social” la loro contrarietà, lasciandosi andare in commenti “negativi”, alcuni dei quali di “pessimo” gusto.

Per cercare di arginare il fiume in piena delle proteste, che di fatto sta pesantemente inondando il piccolo comune foggiano, è stato lanciato, nei giorni scorsi, un “sondaggio” online, conclusosi ieri.

“Trovo surreale quanto stia accadendo ed inaccettabile che una tranquilla e laboriosa comunità, qual è quella di Apricena, finora famosa in tutto il mondo unicamente per la sua “Pietra”, sia ora diventata oggetto di scherno sui social” dichiara Alfonso Masselli, l’“outsider” della politica apricenese, già promotore di diverse iniziative volte alla sua valorizzazione, tra cui la riapertura dello storico cineteatro “Solimando” di Apricena.

“Ho quindi pensato come far esprimere l’opinione pubblica in maniera composta e il lancio di un sondaggio mi è sembrato lo strumento più immediato e democratico” prosegue Masselli.

“Dal sondaggio (https://www.ferendum.com/it/PID2042286PSD660408786), che si è chiuso ieri, è emerso un dato molto significativo, su cui tutti dobbiamo riflettere”.

“Il portale ha registrato ben 9394 visualizzazioni e di queste solo 1429 si sono tradotte in espressioni di voto, ovvero 366 (il 25,6%) per il “sì” e 1063 (il 74,4%) per il “no”. Ma a vincere non è stato il “no”, come una lettura frettolosa potrebbe far pensare, ma quelle visualizzazioni che non si sono tradotte in espressioni di voto, che sono pari a circa 8000”.

Cosa vuol dire?

“Semplicemente che l’85% dei visualizzatori ha ritenuto di non essere né per il “sì” né per il “no”. Soltanto il 15% si è espresso in un senso o nell’altro. Il che significa che la maggioranza del campione disapprova in sé non l’intitolazione di una via pubblica a Silvio Berlusconi ma il “metodo” seguito per farlo, ossia quello di gareggiare a chi arrivasse primo derogando alla regola generale, per cui occorre attendere almeno dieci anni dal suo decesso. Una sorta di invito alla politica tutta (che, a quanto pare, da ormai trent’anni, non sa vivere senza la figura carismatica di Silvio Berlusconi) a lasciare riposare in pace il personaggio pubblico in questione e a rispettare, in religioso silenzio, il momento di lutto dei suoi familiari, che hanno il sacrosanto diritto di metabolizzare serenamente la dipartita del proprio caro. Insomma, l’esito di questo sondaggio è stato una grande lezione di civiltà” sottolinea Masselli.

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