Pompe di calore: Piano d’azione UE per accelerarne la diffusione

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La Commissione UE ha avviato una Consultazione pubblica fino al 30 agosto 2023 sul Piano d’azione per l’accelerare la diffusione delle pompe di calore negli edifici, nell’industria e nelle reti termiche locali, installando entro il 2030 almeno 30 milioni di apparecchi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti nel 2020

La metà circa dell’energia consumata oggi nell’UE è assorbita dagli impianti di riscaldamento e raffrescamento, alimentati per oltre il 70% con combustibili fossili. Secondo la Commissione UE, in assenza di ulteriori azioni, 22 milioni di vecchi impianti individuali e diverse migliaia di vecchie unità di grandi dimensioni saranno sostituiti da caldaie a combustibili fossili.

Secondo la Commissione UE, l’uso di pompe di calore efficienti negli edifici, nell’industria e nelle reti termiche locali è fondamentale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e conseguire gli obiettivi del Green Deal e di REPowerEU.

Al fine di elaborare un Piano d’azione contenente misure specifiche per affrontare i principali ostacoli e rafforzare i fattori di attrazione ai fini di una più rapida diffusione delle pompe di calore con l’installazione entro il 2030 di almeno 30 milioni di apparecchi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti nel 2020, la Commissione UE ha avviato una Consultazione che rimarrà aperta fino al 30 agosto 2023.

Il Piano d’azione si fonderà sui seguenti aspetti:
– una partnership tra la Commissione, i Paesi dell’UE e il settore industriale, gli istituti finanziari e gli enti di formazione lungo tutta la catena del valore, anche in materia di ricerca e innovazione, aumento della produzione, creazione delle giuste condizioni a livello nazionale e aspetti trasversali di normazione e interoperabilità per garantire un’ampia diffusione delle pompe di calore senza compromettere la stabilità della rete elettrica;
– la Comunicazione a tutti i gruppi d’interesse e un’Alleanza sulle competenze per ampliare la sensibilizzazione sulle pompe di calore e per promuoverne la diffusione, fornendo ai consumatori, alle imprese e alle piccole industrie un facile accesso alle informazioni sulle soluzioni attualmente disponibili e sulla compatibilità dei loro edifici, impianti industriali e reti con questa tecnologia;
– un impianto normativo aggiornato che dia un segnale politico sufficientemente forte per il mercato delle pompe di calore, anche eliminando gradualmente le caldaie individuali entro il 2029 e che comprenda, in particolare, la rifusione della legislazione in materia di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica;
– l’accessibilità ai finanziamenti, agevolata attraverso l’individuazione delle possibilità di finanziamento nell’ambito di strategie di riscaldamento e raffrescamento a livello locale e regionale, specialmente per le persone meno abbienti, ad esempio le persone in condizioni di povertà energetica.

In un recente briefing l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha sottolineato che i responsabili politici dovrebbero tenere meglio conto dei fattori trainanti e degli ostacoli relativi agli investimenti di ristrutturazione energetica del settore residenziale sulla base dei fattori comportamentali umani coinvolti in tali decisioni.

Destinatari della Consultazione sono le imprese, le associazioni di impese, i gruppi di consumatori, le autorità nazionali, regionali e locali, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, le organizzazioni della società civile, gli istituti di istruzione, ricerca e innovazione e i singoli individui.

È possibile partecipare alla consultazione pubblica rispondendo al questionario online disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE.

Fonte:Regione & Ambiente

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