La Tangenziale Silvio Berlusconi

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«Si dice che la politica è “l’arte del compromesso”, che consiste nel trovare il modo più consono possibile, il modo più unitario possibile per porre rimedio ai contrasti».

 

Muovendo da questa premessa, Alfonso Masselli, l’“outsider” della politica apricenese, già promotore di diverse iniziative volte alla sua valorizzazione (dall’attivazione di corsi master del Politecnico di Bari alla riapertura dello storico cineteatro “Solimando”), ha lanciato una proposta pubblica «per comporre gli accesi contrasti, che tanto male stanno facendo alla città di Apricena».

 

Al centro della nota polemica – che, nei giorni scorsi, ha visto scendere in campo persino il quartier generale della Cgil di Modena – l’idea dell’Amministrazione comunale di Apricena, guidata dal Sindaco Antonio Potenza, di cambiare in “via Silvio Berlusconi” l’esistente “via Modena”.

 

Una decisione pacificamente presa in totale buona fede dalla Giunta comunale.

 

Ad Apricena, infatti, nessuno (o quasi) sapeva che quella generica intitolazione (risalente agli anni sessanta del secolo scorso) si riferisse a quanto occorso il 9 gennaio del 1950 nella cittadina emiliana quando, durante uno sciopero generale promosso dalla Cgil contro il licenziamento di 500 operai delle fonderie riunite, le forze dell’ordine aprirono il fuoco uccidendo sei operai.

 

Si è trattato di un involontario malinteso che ha, però, scatenato un vespaio di polemiche.

 

«Uno schiaffo all’intera comunità modenese, alla valenza simbolica di quella intitolazione, al significato profondo di una ferita della città che aveva attraversato in pochi giorni l’Italia intera» le accuse più composte. Ma sui social non sono mancati commenti più pesanti all’indirizzo di Apricena.

 

Bisogna, quindi, trovare, al più presto, una soluzione alternativa, che, per Masselli, «non può comunque essere quella della reintitolazione di una via già esistente, in quanto c’è una circolare del Ministero per i beni culturali del 18 febbraio 1982 (ribadita dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 6790 del 2002) che stabilisce che la denominazione di una strada rappresenta storicamente la volontà dell’amministrazione nelle diverse epoche e, quindi, salvo casi eccezionali, è assolutamente da evitare la sua mutazione».

 

Inoltre, «la reintitolazione di una via già esistente comporterebbe disagi non solo per i cittadini, costretti a provvedere all’aggiornamento di vari documenti (carta di identità, passaporto, patente di guida, porto d’armi, etc.), ma anche per gli uffici pubblici, in relazione ai necessari aggiornamenti dello schedario del servizio anagrafico, dello stradario e del piano topografico ed ecografico nonché agli aggiornamenti nel settore postale ed in quello dei registri immobiliari e del catasto» evidenzia.

 

E poi non mancano coloro che, altrettanto legittimamente, non vorrebbero, a prescindere, una “prematura” intitolazione a Silvio Berlusconi, che andrebbe comunque autorizzata dal Ministero dell’interno.

 

Tanti contrasti apparentemente insanabili. Un “muro contro muro” che non finirebbe più ed acuirebbe il malumore che, da circa un mese, si staglia ad Apricena.

 

«Perché, dunque, non abbandonare l’idea di intitolare a Silvio Berlusconi una strada urbana già esistente ed optare per l’intitolazione di una tangenziale? Si placherebbero gli animi e, a ben vedere, si renderebbe maggior lustro al personaggio pubblico in questione, perché la tangenziale è notoriamente una strada a scorrimento veloce e meglio rappresenterebbe il dinamismo imprenditoriale che lo contraddistinse».

 

«Poiché sembra – salvo errore – che un tratto della SS 89 sia stato recentemente alienato al Comune di Apricena, cosa ne pensate se ad essere intitolato a Silvio Berlusconi fosse, per esempio, il tratto che collega la rotatoria “Madrepietra” a quella della “Stazione Ferrovie del Gargano”» domanda Masselli sul suo profilo Facebook.

 

Immediato il commento di Pasquale Biscotti, consigliere comunale ad Apricena e consigliere provinciale a Foggia. «Che colpo di genio, vai vai favorevole … Ma per piacere si prenda presto una decisine motivata e condivisa, questo teatrino sta diventando sempre più imbarazzante oltre che inutile, i cittadini hanno ben altre preoccupazioni quando si alzano al mattino» esclama il giovane Biscotti, per altro consigliere nazionale e segretario regionale del partito liberale.

 

Anche al mondo imprenditoriale l’idea di Masselli piace. «Perché no» ha risposto laconicamente Giuliana Passalacqua.

 

Come pure al responsabile provinciale territoriale Uniat-Uil di Foggia, Pasquale Festa: «Per ogni cosa c’è rimedio, bisogna il più possibile evitare contrasti. Oggi, chi non sapeva di via Modena ha preso coscienza. L’idea è buonissima».

Una significativa apertura è anche arrivata da un noto intellettuale della sinistra moderata di Apricena, Elio Palma, che, con un articolato commento, ha riconosciuto che «è necessario trovare una soluzione alternativa, come quella» proposta da Masselli.

Ora la parola passa alla Giunta comunale di Apricena, guidata dal Sindaco Potenza.

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