I pro e i contro del Vinitaly

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Sorrisi smaglianti e calorose strette di mano hanno concluso trattative e siglato accordi. Un’occasione d’oro per le aziende vinicole italiane che hanno presentato i loro prodotti alla 44esima edizione del Vinitaly che ha chiuso i battenti il 12 aprile scorso, con un incremento del 4,4% degli operatori esteri rispetto al 2009 e 150 mila visitatori. Il Vinitaly, vero Salone Internazionale del Vino di Verona, si è rilevato una porta aperta sul mercato estero, un ponte commerciale tra buyer stranieri e produttori di vino italiani. Come ci conferma Michele Bernetti, presidente della Umani Ronchi SpA, azienda vinicola di Osimo (AN) che si è distinta per la produzione del Verdicchio e del Rosso Conero: “Il Vinitaly è la fiera più importante d’Italia, è un evento irrinunciabile per la nostra azienda che conta sul 70% di export. C’è stata una grande affluenza di pubblico e la presenza qualificata di addetti da tutte le parti del mondo. Ciò ha concorso a creare un clima propositivo per il nostro settore; si respira una maggiore sicurezza nelle trattative, una maggiore tranquillità”.
Questo trend positivo è condiviso anche dalla cantina Santa Barbara, una delle aziende di spicco nella produzione del Verdicchio e del Montepulciano, che parla di “buona partecipazione” e di “alta affluenza, soprattutto nella giornata di sabato, quando lo stand della Regione Marche, dove la cantina ha avuto il suo spazio, si è affollata di tantissimi visitatori. Vinitaly è una grande occasione per confrontarsi con cantine concorrenti, promuovere i propri prodotti e per prendere contatti che, ovviamente, dovranno essere concretizzati”.
Contatti che, anche in un clima di difficoltà del mercato, sono il primo passo per un futuro business in grado di rilanciare i consumi. Un andamento positivo del mercato del vino è proprio quello che si augura Paolo Togni, presidente dell’azienda vinicola Togni S.p.A., con sede a Serra S.Quirico (AN), realtà leader nella produzione di acque minerali, vini e spumanti. “A causa della crisi economica che ha investito l’Italia e il resto del mondo – ha affermato Togni – i consumi voluttuari come il vino si sono incredibilmente ridotti. La crisi è oggettiva. La fiera di Verona, però, è una vetrina internazionale per il made in Italy che ci aiuta ad aprirci a nuovi mercati, a far conoscere i nostri marchi in un trade sempre più globale”.
Il Vinitaly, infatti, grazie a massicce azioni di marketing ha portato a Verona delegazioni qualificate da Nord, Centro ed Est Europa, Russia, ma anche da Usa, Canada e Australia, Paesi mediterranei, Asia, Estremo Oriente, America Centrale e Meridionale.
Fulvia Tombolini, titolare della storica Tenuta Castelfiora di Staffolo (AN), produttrice dal 1921 di Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC conferma l’interesse dei Paesi extraeuropei per la produzione vinicola italiana. “I riflettori sono puntati sui nostri prodotti. I vini italiani godono di un’enorme stima sia in Europa, sia nel resto del mondo, come dimostrato dal grande interesse della Cina e dell’America per le nostre bottiglie, un verdicchio di alta qualità riservato alla ristorazione”.
Molto soddisfatto anche Matteo Bruno Lunelli, vicepresidente delle celeberrime cantine Ferrari, produttrici di spumanti. “Dopo due anni di stasi del consumo del vino, il 2010 si è presentato come l’anno della ripresa e dell’ottimismo. Sebbene l’attuale congiuntura economica sia ancora difficile, il Vinitaly conferma ancora una volta la passione e l’entusiasmo che noi italiani mettiamo nella produzione dei nostri prodotti, in grado di attirare sempre di più Paesi extraeuropei. Le bollicine, in modo particolare, stanno vivendo un momento fortemente positivo, rispetto al vino fermo, perché si presentano come un prodotto moderno e versatile. Molto importante quest’anno è stata la vicinanza delle istituzioni con la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che non solo ha dato smalto a questa rassegna, ma ha testimoniato l’importanza della produzione vinicola nella compagine economica del Paese”.
Purtroppo non tutti i viticoltori sono stati soddisfatti dall’evento fieristico. Per Giuseppe Bonci, presidente della centennale cantina Vallerosa Bonci, produttrice del Verdicchio dei Castelli di Jesi classico e del Rosso Piceno, “il Vinitaly è fondamentale per rafforzare contatti già esistenti, ma si è trasformato, in maniera troppo marcata, in una vetrina in cui i prodotti si espongono, ma non si vendono. Si è perso il vero significato originale della fiera ossia quello di mercato”.
Anche l’azienda Sartarelli di S. Marcello (AN), produttrice anch’essa di vini DOC e del “Verdicchio dei Castelli di Jesi”, è rimasta delusa da questa che sarebbe dovuta essere la manifestazione del rilancio del mondo del vino, ma che si è presentata “sottotono” rispetto al 2009. Patrizio Chiacchierini, titolare della Sartarelli, dichiara: “Il bilancio della fiera, in generale, è abbastanza positivo seppure ci si aspettava un po’ di più. Il Vinitaly ha offerto sicuramente l’occasione per nuovi contatti di vendita, ma l’aumento dei prezzi di partecipazione per le aziende, anche quest’anno, non ha agevolato il settore”.

The pros and cos about Vinitaly
The 44th edition of the Vinitaly, concluded on 12th April, with the increase of 4.4% of foreign workers compared to the year 2009 has been a trade connection between foreign buyer and Italian wine producers. As Michele Bernetti, president of the Umani Ronchi PLC of Osimo (An) and S. Barbara wine cellar confirm us that talk about "good presence" for negotiations. A positive wine trade market is what Paolo Togni president of the wine company Togni PLC hope, he defines the Vinitaly" an international showcase that can open the companies to the foreign markets and to throw the consumption of a voluptuary good like the wine". Fulvia Tombolini, also, holder of the historical house Castelfiora di Staffolo (AN), confirms the interest of the European Countries for the Italian wine production, particularly China and America.
Very satisfied also Matteo Bruno Lunelli, vice-president of the famous Ferrari wine cellars that has noticed a recovery in this 2010 and much optimism. According to Lunelli the Vinitaly confirm the passion and the enthusiasm with which Italians produce wine, production supported also by institutions, as show the historical visit of the president Napolitano. Unfortunately not all the wine growers are satisfied. Giuseppe Bonci, president of the centennial wine cellar Vallerosa Bonci complains a strong attention at the marketing and not to the sale, while Patrizio Chiacchiarini, manager of the Sartarelli defines the Vinitaly 2010 edition "feeble", criticizing the increase of the prices of participation for the enterprises that don’t facilitate the sector.

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