Assoambiente: “Non dimentichiamo le potenzialità dei rifiuti”

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“Assoambiente – dichiara il suo presidente, Pietro Colucci – è l’associazione che rappresenta, a livello nazionale, le imprese private che svolgono servizi ambientali. L’adeguamento del quadro normativo e la sua stabilizzazione hanno sempre rappresentato una priorità per il ruolo centrale che la legislazione svolge per lo sviluppo dei sistemi di gestione e per lo svolgimento di una regolata competizione. A tale riguardo, la complessità e, soprattutto, l’incertezza che ha caratterizzato le stesse norme hanno generato notevoli ricadute negative per l’imprenditoria qualificata del comparto, specialmente a causa della continua variabilità del contesto e quindi della difficoltà di pianificazione e realizzazione degli investimenti necessari per lo sviluppo tecnologico, per l’attuazione di un sistema sostenibile ed efficiente nella gestione dei rifiuti e per evitare il diffondersi di ulteriori situazioni emergenziali che risultano latenti in varie aree del Paese. Non secondari, come importanza, sono anche gli aspetti connessi ai tempi amministrativi e tecnici per l’autorizzazione e la realizzazione degli impianti per il trattamento dei rifiuti e la grave disomogeneità autorizzativa presente in ambito nazionale: non solo per i diversificati contenuti e condizioni per medesime tipologie di trattamento, ma anche per i conseguenti diversificati livelli di efficacia ambientale dei processi di gestione dei rifiuti, non confrontabili e molto spesso carenti su aspetti (anche essenziali) che portano al “turismo” dei rifiuti, quando non addirittura all’esportazione degli stessi verso altri Paesi, europei e non”. Quali sono i pro e i contro del recupero energetico dei rifiuti? “Se accantoniamo i falsi preconcetti e valutiamo concretamente gli impatti ambientali e i contributi, anche minimi, che possono derivare dall’utilizzo di tutte le tipologie di fonti rinnovabili, non si può trascurare l’apporto fornito dal recupero energetico della frazione biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani, combustibile rinnovabile sulla cui disponibilità il nostro Paese certamente non difetta. La moderna tecnologia per l’utilizzo energetico dei rifiuti è già disponibile sul mercato, ma le barriere amministrative e burocratiche che gravano sul settore non ne consentono il pieno sviluppo a livello di realizzazione. Pur nell’ipotesi del raggiungimento al 2020 di un tasso medio nazionale di raccolta differenziata pari al 56%, il quantitativo di rifiuti indifferenziati a valle della raccolta differenziata o generati dai processi di riciclo, consentirebbe di produrre energia elettrica per più di circa 12.500 GWh ed energia termica per circa 750 mila tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Il bilancio energetico complessivo delle operazioni di trattamento e smaltimento comporterebbe un risparmio per circa 3,25 milioni di tep. Contemporaneamente si eviterebbe il conferimento in discarica di una quantità equivalente di rifiuti urbani, con il risparmio dei relativi costi ambientali e non e con il beneficio, sempre ambientale, di ulteriori minori emissioni di CO2eq (CO2 equivalente = unità di misura per il GWP – Global Warming Potential – dei gas serra, ovvero il loro potenziale di riscaldamento) da discarica. In sintesi ritengo che anche il nostro Paese debba poter disporre di una situazione impiantistica analoga a quella dei Paesi del nord Europa e non inviare, come oggi purtroppo accade, anche rifiuti urbani verso gli impianti di recupero energetico di questi Paesi per poi importare energia”. Non solo Napoli, perché, secondo Assoambiente, entro due anni buona parte dell’Italia sarà sommersa dai rifiuti: quali sono gli interventi tempestivi per correre ai ripari il prima possibile? “La situazione emergenziale vissuta da alcune regioni del nostro Paese rischia di allargarsi a livello nazionale se non verranno individuate e progettate tempestivamente soluzioni di smaltimento alternative. Per evitare simili scenari, è necessario sviluppare un nuovo e più industrializzato mercato dei servizi che favorisca la realizzazione del necessario sistema impiantistico integrato, generazionale (almeno 20 anni), supportato da un quadro normativo stabile e omogeneo, caratteristica fondamentale per garantire i necessari investimenti anche dei privati, qualora vengono create le condizioni. A ciò si deve aggiungere, per quanto attiene la gestione dei rifiuti urbani, una regolazione del mercato che favorisca lo sbocco dei materiali riciclati, per evitare la sottoutilizzazione delle capacità impiantistiche autorizzate, il blocco dello sviluppo di processi tecnologici e, non ultimo, il mancato raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio fissati in ambito europeo”.
Assoambiente: “We don’t forget the potentialities of the wastes”
“Assoambiente – the president Pietro Colucci declares, – is the association that represents, on a nationwide, the private companies that execute an environmental services. The adaptation at the laws has always represented a priority for the main role that the legislation has for the development of the management systems and for the development of a correct competition . About this, the complexity and the uncertainty that have characterized the same laws have created remarkable negative relapse for the qualified entrepreneurship of the sector, such the organizational time for the authorizations.
Which are the pros and cons of the energetic recovery of the wastes?
An advantage is the contribution supplied from the energetic recovery of the biodegradable part of the industrial and urban wastes. The modern technology for the energetic use of the refuses is already available on the market, the problem is in the several administrative and bureaucratic obstruction. Also in the hypothesis of the attainment in 2020 of a national medium differentiated collection rate of 56%, the amount of undifferentiated wastes would produce electric power of approximately 12.500 GWh and thermal energy for approximately 750 thousand tep. The total energy balance of the actions of treatment and waste disposal would involve a saving of approximately 3,25 million tep. At the same time would be saved the quantitative of wastes with the benefit of smaller emissions of CO2eq from rubbish dump”. Not only Naples, because, according to Assoambiente, within two years a great part of Italy will be submerged by the wastes: which are the timely actions in order to solve as soon as possible this situation?
“It’s necessary to develop a new and more industrialized market of the services that favours the realization of the integrated system, generational, supported by a stable and homogenous normative plan. At this situation it must be added, about concerns the management of the urban wastes, a guideline of the market that favours the passage of the recycled materials”.

www.fise.org/associazioni/index.php?we_objectID=838

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