Energia pulita? Un gioco di specchi!

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L’Enel, insieme a Enea, ha realizzato la prima centrale solare a concentrazione a sali fusi, inaugurata il 14 luglio scorso a Priolo Gargallo (Siracusa). Archimede Solar Energy, società controllata dal Gruppo Angelantoni, ma con una significativa presenza azionaria di Siemens, ha fornito l’elemento chiave della centrale solare termodinamica: i tubi ricevitori. E’ il presidente del Gruppo, Gianluigi Angelantoni, a spiegare i vantaggi, economici e ambientali, di questa tecnologia. “Il Progetto Archimede nasce agli inizi del 2000 da una intuizione del prof. Carlo Rubbia, allora diventato presidente dell’Enea. Già 20 anni prima in California, sulla spinta della crisi petrolifera di allora e per volere del presidente Jimmy Carter, furono realizzate le prime moderne centrali solari termodinamiche a specchi parabolici (CSP o Concentrated Solar Power) che, opportunamente riammodernate, sono tuttora in funzione e capaci di oltre 350 MWe. L’idea era di produrre vapore, capace di muovere le turbine per generare elettricità, sfruttando il calore del sole, invece che utilizzare combustibili fossili, per scaldare nei tubi ricevitori (posti nel fuoco di grandi specchi parabolici) un olio minerale che, a contatto con un circuito di acqua, generava il vapore stesso. L’olio tuttavia era ed è pericolosamente infiammabile ad alta temperatura (400°C) ed è inquinante. L’idea del prof. Rubbia è stata quella di sostituire l’olio con un altro fluido, i sali fusi, normali fertilizzanti utilizzati in agricoltura e perciò del tutto compatibili con l’ambiente, innalzando anche sensibilimente la temperatura massima raggiungibile nei tubi ricevitori, dove scorrono i sali fusi, portandola a 550°C, migliorando così anche l’efficienza del sistema, ma soprattutto consentendo l’accumulo termico senza il rischio dello stoccaggio dell’olio ad alta temperatura. Stoccare i sali fusi a 550°C non è pericoloso e consente di poter produrre vapore e quindi energia elettrica, anche di notte o quando non c’è sole. Questo fa sì che le centrali solari termodinamiche a sali fusi abbiano un’erogazione continua di energia elettrica e non più saltuaria.
Il Gruppo Angelantoni ha dapprima lavorato con Enea fornendo la macchina di deposizione (coating) di una speciale pellicola, detta Cermet, che consentiva eccezionali performance nella trasformazione dei raggi solari in calore. Poi, attraverso la nuova società Archimede Solar Energy, ha iniziato a produrre i tubi ricevitori a Sali fusi, unica al mondo e su licenza Enea. Due anni fa la fornitura dei 1500 tubi che equipaggiano la centrale Enel di Priolo Gargallo capace di 5 MWe. La centrale è di tipo ibrido, in quanto abbinata ad una grande centrale a turbogas già esistente”.
Quali sono le destinazioni future di questa nuova tecnologia?
“Le centrali solari termodinamiche richiedono grandi spazi ed elevata potenza di irraggiamento solare per cui il futuro di tale tecnologia è nei deserti. Sono 17 le grandi aziende internazionali, fra cui Siemens, ABB, Enel ecc., che aderiscono, dallo scorso anno, al Progetto Desertec che mira a coprire il 15% del fabbisogno dell’Europa nel 2050, collegando le centrali solari termodinamiche nel Nord Africa e Medio Oriente con le utenze in Europa attraverso cavi sottomarini alcuni dei quali già appaltati come posa. Simili progetti sono in fase di studio e realizzazione negli USA, in Australia, in India e in Cina”.
Quali, se ci sono, le limitazione alla diffusione del solare a concentrazione?
“Oltre al fabbisogno di grandi spazi ben soleggiati, il fattore costi ha ovviamente la sua importanza. Tuttavia i capitali investiti per MW stanno rapidamente scendendo con l’evolversi della tecnologia e l’aumentare delle produzioni. A titolo esemplificativo, un tubo ricevitore a olio minerale che costava 2.000 euro 7-8 anni fa, lo si può ora comprare a meno di 1.000 euro per medie quantità. Inoltre si stanno affermando anche altri impianti con tecnologia solare a concentrazione, come, ad esempio, le torri, ma soprattutto gli specchi piani lineari Fresnel. Questa tecnologia abbisogna della metà degli spazi rispetto agli specchi parabolici, di minor irraggiamento solare ed è valida economicamente per impianti da 1 a 5 MWe, soprattutto se ibridizzata con impianti a biomasse o biogas”.
Green economy e Italia. Situazione attuale e prospettive future. L'economia verde può realmente aiutarci a uscire dalla crisi?
“La Green Economy può e deve essere un potente fattore di crescita e di uscita dalla crisi perché ben si taglia alle imprese italiane, per lo più medio – piccole, ma dotate di grande fantasia e creatività. E’ questo l’elemento fondamentale della Green Economy, molto più dei capitali.
Ovviamente ci vuole, però, una scelta di politica economica ben precisa da parte del Governo, che indirizzi e sostenga la crescita in tale settore. Ci vogliono soprattutto regole certe che favoriscano gli investimenti e le scelte cui gli imprenditori e i loro manager sono chiamati; in questo la Germania è, come al solito, esemplare e da noi invidiata. Se non esistono in Italia grandi spazi per le centrali solari termodinamiche, le nostre imprese devono essere tuttavia aiutate e sostenute per poter fare esperienza in casa, palestra necessaria per affrontare poi le sfide connesse ai grandi progetti internazionali, come Desertec. Ci devono poi essere concreti aiuti alla ricerca, sia di base con il sostegno finanziario alle Università (che sembra, invece, ridursi ulteriormente) sia ricerca applicata, favorendo la partecipazione delle imprese ai programmi di ricerca europei e creando il più possibile filiere di settore. Chi ci governa deve capire che la sfida energetica nel campo delle rinnovabili è una sfida industriale, dove si vince, o si perde, tutti insieme. Non perdiamo anche questa ultima occasione!”.

Clean energy? A game of mirrors!
Enel and Enea, have realized the first solar thermal energy with molten salts, inaugurated at Priolo Gargallo (Siracusa). Archimedes Solar Energy, has supplied the main element: the receiver tubes. The president of the Group, Gianluigi Angelantoni, explains the economic and environmental advantages. “The Archimede plan has been showed in the year 2000 by prof.Carlo Rubbia. His idea was to produce vapour, able to move upsets in order to generate electricity, taking advantage of the heat of the sun. The idea of prof. Rubbia has been that to replace the oil used in the past with an other fluid, the molten salt, fertilizers used in agriculture compatible with the atmosphere, raising the temperature to 550°C in this way will be able to be produced vapour and electric power, also the night or when there is no sun.
Which are the future destinations of this new technology?
“Great areas and elevated power of solar emission so, the future of such technology is in deserts. International companies like Siemens, ABB, Enel etc., support at Desertec Plan that has the aim to cover 15% of the Europe needs in the 2050.
Which are, the limitation about the spread of the concentrator solar?
The needs of great spaces very sunned, and the costs. However the capitals employed for MW are quickly coming down after the evolving of the technology and increasing of the productions.
Green economy and Italy. Actual situation and perspective future. The green economy can really help us to exit from the crisis?
“The Green Economy can and must be a powerful growing factor and the escape from the crisis because it is adapted at Italian SME. But the research must be sustained with the financial support of the University, but also, encouraging the participation of the enterprises at the European programs of research and creating as much as possible specific chains.

www.angelantoni.it

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