Trasporti: Baltico-Adriatico, Riccardi: “UE ci ascolta con interesse”

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A giugno/luglio di quest\’anno Bruxelles avrà pronta una prima \’\’mappa\’\’ di revisione delle grandi reti ferroviarie europee, i cosiddetti PP/Progetti Prioritari, che dovranno poi seguire un lungo iter di definitiva approvazione.
Ma questa scadenza estiva, sotto la presidenza polacca del II semestre 2011, sarà fondamentale per il PP 23, il Corridoio baltico-adriatico che oggi a Bruxelles le Regioni italiane, polacche, austriache, slovacche e della Repubblica Ceca (firmatarie della ''Dichiarazione'' di estensione a Sud di questa direttrice ancora nel 2009) hanno presentato ufficialmente al commissario europeo dei Trasporti, l'estone Simm Kallas.

''Con la giusta prudenza di questi casi'', ha sottolineato al termine della riunione l'assessore alla Viabilità e Trasporti del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi, assieme ai ''colleghi'' dei Trasporti dell'Emilia-Romagna Alfredo Peri, ed al Bilancio del Veneto Roberto Ciambetti, il vicepresidente Ue Kallas ''ha riconosciuto il grande lavoro che le 14 Regioni dei cinque Paesi attraversati dalla 'rotaia' baltico-adriatica stanno sviluppando, ricordando che il PP 23 rappresenta un'iniziativa infrastrutturale dalle basi solide''.

"Consideriamo il Corridoio baltico-adriatico una proposta importante'', ha affermato Kallas dopo aver ascoltato l'assessore Riccardi, che ha parlato in qualità di capodelegazione, ed i rappresentanti di altre 10 Regioni coinvolte in questa direttrice, tra cui gli assessori Peri e Ciambetti, il governatore della Carinzia Gerhard Doerfler, e Wieslaw Byczkowski, vicepresidente della Regione polacca della Pomerania, che ospita i due porti di Gdansk e Gdynia, terminali Nord del Corridoio che lega il mar Baltico agli scali di Trieste, Monfalcone, Venezia e Ravenna.

Su tre punti in particolare si è soffermato Kallas: i nuovi Corridoi ferroviari che la Ue andrà ad individuare dovranno poter suscitare un business significativo, andando ad incrementare le economie delle aree circostanti (le politiche di coesione tanto sostenute dalle autorità comunitarie), dovranno poter contare su investimenti privati (''i prossimi pochi soldi della Ue andranno spesi con rigore ed austerità'', ha detto), dovranno servire a ''legare'' i sistemi portuali a territori e mercati.

''Tre condizioni che l'estensione a Sud, al mare Adriatico, dell'asse già individuato dal Baltico sino a Vienna, è in grado di soddisfare: questa direttrice è in grado di 'coinvolgere' nel suo complesso 100 milioni di tonnellate di traffico merci, e 50 milioni di passeggeri, vuole offrire un nuovo sviluppo al trasporto via Mediterraneo ed Adriatico verso il Centro-Est Europa, si coniuga perfettamente con gli investimenti privati previsti tra Monfalcone e Trieste'', ha indicato l'assessore Riccardi.

''Siamo persuasi – ha quindi osservato l'assessore del Friuli Venezia Giulia – che il Baltico-Adriatico rappresenti davvero la catena mancante dello sviluppo europeo, quella capace di riportare l'Europa a svilupparsi in modo sinergico sfruttando le potenzialità dei due mari''.

''Per il Friuli Venezia Giulia – ha successivamente affermato Riccardi – il Corridoio Nord-Sud è oggi una scelta strategica che riguarda il nostro domani di sviluppo, la possibilità di questa nostra regione di poter attrarre nuovi investimenti e nuovi insediamenti produttivi: si tratta, infatti, di legare il range portuale altoadriatico ed il sistema industriale regionale alla Baviera, alla Carinzia ed alla Stiria, ma anche al Centro-Est Europa, e connettere il grande sistema baltico-adriatico-danubiano al Far East, facendo risparmiare alle grandi portacontainer cinque giorni di navigazione rispetto ai porti di Rotterdam ed Amburgo''.

''Guardare al nostro futuro – ha concluso l'assessore Riccardi – significa allacciare i nostri porti via ferrovia all'Europa centrale e via mare all'estremo Oriente: i nostri tre porti (Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro) come anelli di una catena che comprende anche gli scali di Ravenna, di Venezia, della Slovenia e della Croazia, per cercare di fare una massa critica competitiva rispetto al Nord Europa''.

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